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L' amore che ti meriti

Daria Bignardi

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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 3 ottobre 2014
Pagine: 247 p., Brossura
  • EAN: 9788804634799
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Gaia la libraia

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Al suo quarto libro, Daria Bignardi ci consegna una storia segreta. Come può l’amore essere insieme la forza più creatrice e più distruttrice? Cosa siamo disposti a perdere per l’amore, cosa siamo disposti a mettere in gioco? È possibile che la completa felicità si riveli solo nella assoluta infelicità?

A Ferrara, Alma e Maio, due fratelli adolescenti, vivono in una sorta di reciproca, incantata dipendenza. La loro famiglia è molto unita. La scuola è finita, l’estate inizia. Alma e Maio non lo sanno, di essere felici. Per Alma è un gioco quando propone al fratello di provare l’eroina. Una sola volta, l’ultima sera di libertà prima di raggiungere i genitori per le vacanze. Ma mentre lei passa indenne attraverso il veleno, Maio resta segnato. E un giorno scompare. Bologna, trent’anni dopo. Antonia, che tutti chiamano Toni, è l’unica figlia di Alma. Vive con Leo, commissario di polizia conosciuto durante uno dei sopralluoghi per i gialli che scrive. Ignora tutto di Maio, la madre non le ha mai raccontato nulla: forse per proteggerla, o forse troppo grande è il senso di colpa. Ma quando Alma viene a sapere che Antonia aspetta il suo primo figlio, non riesce più a mantenere il silenzio di cui si è fatta scudo. Toni si misura con una vertigine improvvisa: che cosa può fare di fronte a un segreto che ha cancellato ogni traccia del passato di sua madre, e quindi anche del proprio? Toni torna a Ferrara per cercare Maio. In quella città troppo silenziosa, ovattata, impermeabile, attraverso un vortice di incontri che fanno trapelare di volta in volta uno spiraglio di verità subito richiuso, un’occasione di vita, inizia una ricerca che pensa di condurre in nome della madre, ma che sempre più prenderà possesso della sua anima, fino a diventare rivelazione e ricognizione di sé. Nell’inchiesta su Maio si riflette il gioco delle generazioni, la cifra nascosta di quegli anni bui a cavallo tra Settanta e Ottanta, fino al destino stesso di Antonia. Mentre il figlio le cresce dentro, Toni dovrà assumere su di sé, in una discesa di madre in figlia, le mille domande emerse cercando Maio e la storia di una famiglia: come si fa a meritarsi l’amore?
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    Lory84

    11/05/2020 20:20:05

    Alma è una donna che ha sofferto molto, prima la scomparsa del fratello, poi la morte di entrambi i genitori, e il fardello del senso di colpa che la fa sentire responsabile di tutto ciò. Alma e Maio sono due fratelli adolescenti, il loro è un rapporto di reciproca dipendenza, quasi per gioco un giorno Alma spinge Maio a provare insieme a lei l’eroina, da quel momento il fratello diventerà un vero e proprio tossicodipendente. Quando Maio un giorno scompare il dolore dei genitori è cosi forte che in breve tempo moriranno e Alma si ritroverà completamente sola. Guardando una vecchia fotografia del Natale prima Alma si rende conto “Eravamo felici ma non lo sapevamo”, eppure già in quella fotografia il male era visibilmente entrato dentro casa, Maio era già dentro la dipendenza. La nuova Famiglia che Alma si costruisce con un uomo più grande di lui è un luogo di protezione ma anche di segreti e bugie, infatti è solo quando scopre che sua figlia Toni aspetta un bambino che si deciderà a raccontarle tutta la verità sul suo passato. Toni è una scrittrice di libri gialli sposata con un poliziotto e a quella scoperta decide di dare un seguito, parte per Ferrara per scoprire qualcosa che possa liberare la madre dal senso di colpa da cui non riesce a liberarsi. E’ un viaggio di scoperta dei luoghi in cui è cresciuta Alma, della città di Ferrara, delle sue vecchie amicizie, che porterà definire l’identità di Alma e ciò che ha contribuito a renderla la donna che è “Gli effetti del dolore sull'Amore sono devastanti: diventi una persona che pensa solo a se stessa, ti senti in credito col mondo, non sai AMARE.” Questo viaggio porterà Toni a scoprire che suo zio Maio non è morto a causa dell’eroina ma che ha fatto perdere le proprie tracce volontariamente per rifarsi una nuova vita, ma decide di non dir nulla Alma, il passato è passato e non si può riportarlo in vita, rimane confinato nella casa di Ferrara in via Taglia la cui porta Toni deciderà di tener chiusa.

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    roberta

    27/04/2020 06:28:07

    Bello e coinvolgente è il primo romanzo completo che leggo, di Daria Bignardi... la leggerò ancora, mi ha convinta

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    Silvia

    28/02/2017 15:15:51

    All'inizio la narrazione è abbastanza lenta e misteriosa, ma poi tutto diventa più chiaro. E' la storia dell'amore tra fratelli, e Daria Bignardi riesce a descriverla molto bene.

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    Stefania

    03/10/2016 13:25:50

    Questo è il primo romanzo della Bignardi che leggo e devo ammettere che è stata una sorpresa positiva. Un linguaggio semplice che riesce a metterti in sintonia con i personaggi raccontati quasi fin dalle prime pagine. Do un voto non altissimo per due motivi: innanzitutto perchè affronta tanti temi diversi ma molti di questi vengono abbozzati mentre sarebbe bello saperne qualcosa di più.... la deportazione dei nonni ad esempio, o il personaggio del poliziotto di Ferrara (cosa pensa lui di Toni? E' attratto da lei?), la storia della vicina di casa, il rapporto tra Maio, Alma e Michela o anche le due figure dei genitori di Alma. Il secondo motivo riguarda il finale..... io il riscatto di Alma lo avrei voluto..... per mettere a tacere i suoi fantasmi e i suoi sensi di colpa.

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    Laura

    26/02/2016 13:28:00

    Bello!! bello!! anche questa volta Daria non si è smentita nelle sue doti di scrittrice.

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    teresa

    03/01/2016 08:06:15

    Romanzo strutturato su diversi piani narrativi. Questa è una storia che si legge, si cerca di arrivare alla soluzione di un mistero. Ben raccontato ma, a parer mio, manca di qualcosa....

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    maria teresa

    29/08/2015 20:22:53

    Letto in una sera...Che dire scrittrice per me sconosciuta è stata una rivelazione. Complimenti

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    angela

    21/07/2015 13:41:13

    A me il libro è piaciuto molto . l'ho classificato fra quelli in cui sai che sta per succedere qualcosa e vuoi saperlo , quindi leggerlo velocemente e devo dire che sono rimasta soddisfatta . Di questa scrittrice mi manca il primo , che sicuramente cercherò. Angela

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    EMANUELA PAT

    29/06/2015 12:27:51

    Nn l'avrei certo scelto se la curiosità di scoprire la Bignardi scrittrice non mi avesse vinta. E' un libro che può anke essere piacevole quando non si ha voglia di impegnarsi troppo ed in mezzo agli altri può passare. Nulla di più, nonostante gli sforzi che la scrittrice menziona.

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    Pana

    07/06/2015 23:41:53

    Io l'ho trovata una bella storia, però mi pare che ci siano ogni tanto delle piccole incongruenze soprattutto sullo scorrimento temporale. Ferrara è per me una città del cuore; perciò mi sono goduta tutta la scenografia come berla. Mi muovevo per i luoghi raccontati esattamente insieme ai personaggi. Forse è un aspetto un po' enfatizzato dall'autrice? Può darsi, ma qui sono consapevole di non saper essere obiettiva. Ribadisco l'apprezzamento sui temi trattati. I temi familiari mi piacciono.

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    Lucilla

    02/05/2015 19:28:51

    Ho letto tutti i libri della Bignardi ma questo e' senz'altro il piu bello. Storia a due voci , scritto così bene che ti pare di esserci dentro. Letto in tre giorni e dopo sono andata a Ferrara, città che non conoscevo, a ripercorrere i luoghi del romanzo. Imprendibile!

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    lau

    10/02/2015 08:35:35

    Bellissimo...mi ha fatto venire voglia di una gita a Ferrara!!!

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    niky

    19/01/2015 19:59:32

    libro leggero nel senso di lieve e delicato,scritto in maniera avvincente,di quelli che inizi e fai fatica a smettere (ancora uno..due capitoli,dai!) ..sara' che a me piacciono le storie familiari,narrate magari da piu' voci, ma a me questo libro e' piaciuto,senza gridare al miracolo letterario dell'anno ,l ho letto molto volentieri e non capisco sinceramente il voto 1....de gustibus !

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    Onorato De Balzi

    16/01/2015 20:24:39

    In francese si direbbe Chapeau, in italiano Sciapo, per fortuna.....

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    elena56

    09/01/2015 10:04:20

    a me il romanzo è piaciuto e tanto. sarà perchè ho vissuto quegli anni, sarà perchè anch'io sono di provincia padana con le nebbie che ti bagnavano i capelli,con il freddo che ti entrava nelle ossa nelle umidissime sere invernali,con lo scarso abbigliamneto che avevamo, con l'afa e le zanzare estive. il tema è sempre attuale, specialmente per chi ha gioventù per casa. la storia anche se si può prevedere il finale è per me molto ben descritta e i dialoghi sono quelli di persone normali, in normali famiglie. io lo consiglio.

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    raffaella

    05/01/2015 15:46:06

    La Bignardi mi sorprende sempre di più...scrittura scorrevole..personaggi bene descritti..storia avvincente e luoghi come la città di Ferrara (che non conosco) descritti in modo da immergerti nelle vie, nei profumi e nella nebbia che l'avvolge. Consigliato

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    faffa

    31/12/2014 08:27:44

    Romanzo della Bignardi che mi sono regalata per Natale. L'altro giorno ho iniziato a leggerlo, ma non sono riuscita ad entrare subito nei pensieri di Alma e di Antonia. Ieri, invece, mi sono immersa nei loro rispettivi racconti e soprattutto nel giallo da risolvere. Il corpo di Maio/Mario dove era scomparso quella notte di trent'anni prima? Caduto nel Po e disperso? Il segreto, anzi i segreti della sua famiglia, Alma, nel momento in cui sa di diventare nonna, non ha più la forza di tenerli per sé: per fare pace con il passato, il passato deve essere non solo svelato, ma risolto. Antonia, incinta e autrice di racconti gialli, da Bologna parte per Ferrara. La curiosità e il mistero delle sue origini la spingono nella nebbia del Po ferrarese, nella città degli Estensi che è anche stata una città rastrellata durante il nazismo e che è stata città dove, negli anni Settanta, la droga e la morte per overdose andavano di moda (...anche nella famiglia di Antonia ...)!!!! La scrittura del romanzo è scorrevole. Il punto di vista è quello delle due donne che si alterna capitolo per capitolo. La scrittura di Alma è nostalgica, fa tenerezza ed è quasi adolescenziale anche perché la vita di Alma è "finita" a diciassette anni; La scrittura di Antonia è più decisa, è coraggiosa perché è quella di una trentenne che vuol far chiarezza per sua mamma, per sé, per la sua "Ada".

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    Adolfo Carulli

    29/12/2014 19:02:09

    Doverosissimo abbassare la media, peggiori feste non potevo passare; libro di un finto eclatante, costruzione e procedimento che avrebbero fatto sbadigliare non solo Sklovskj o F.R. Leavis, ma anche i loro cagnolini o le pecore di Heidi. Insignificante, un uno obbligato che a parole posso però definire un uno spaccato, non potendo purtroppo ricorrere al sottozero. Ovvia melassa televisiva assisa al fasto dei banchi da libreria, ma da conservare gelosamente, sarebbe ottimo infatti per avvolgere piatti e bicchieri per qualche futuro trasloco.

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    tina

    26/12/2014 11:18:59

    Questo è secondo me il libro migliore scritto fin'ora dalla bignardi. Mi ha veramente toccato forse perché mi riconisco in alma, sempre desiderosa d'affetto e poco ricambiata. Lo consiglio vivamente

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    Chiara

    22/12/2014 15:02:49

    Bellissima la storia, perchè originale e avvincente, e splendida la descrizione di Ferrara, che da quando ho letto il libro mi sembra ancora più interessante e bella. Secondo me tutti i ferraresi dovrebbero leggere questo libro... che comunque consiglio anche a chi vive altrove.

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    Donatella

    22/12/2014 13:02:25

    Insomma.... mi aspettavo molto di più!

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    Rinaldo De Giovanni

    15/12/2014 18:25:26

    Rattristante, prevedibile, prosa senza efficacia e calore in una rotta di pagine inconcludenti. Lo sforzo si nota tra le righe, ma l'esito è di una modestia priva di attenuanti. Amo troppo la letteratura per poter lesinare clemenze a comparse siffatte. Un libro inutile.

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    Nicola

    12/12/2014 15:25:29

    Molto molto particolare e interessante, da leggere tutto d'un fiato. Brava Daria!

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    Luca Primiceri

    05/12/2014 16:46:53

    In certi punti il due si profilava a spintoni e sbracciava nelle gerarchie numeriche del gradimento come un pazzoide che reclama ascolto. Ma è l'uno il voto che ritrae questo libro, opera di una spaventosa inutilità, soldi insensati.

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    John Cerr

    05/12/2014 16:34:46

    Chissà perché diciotto libri su venti che passano dal filtro televisivo sono prodotti di una modestia disturbante, piccinerie nipoti di strilloni falsi che iniettano ad arte nella persuasione catodica febbri inconsistenti e corse ad acquisti sicuri. L'ho letto in treno, e più andavo avanti più mi accorgevo che trascuravo il paesaggio di fuori infinitamente più sincero e limpido di questo romanzino di sest'ordine tirato via come in una forzatura tristissima. Chiunque l'abbia trovato (ero sulla Roma Perugia) ne disponga come crede.

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    Gabriella

    01/12/2014 19:30:05

    Primo libro letto della Bignardi, molto ben costruito e scorrevole. Mi è piaciuta molto la descrizione di Ferrara che sembra la protagonista centrale del romanzo. Intrigante la storia che non lascia respiro e si fa leggere in poche ore. Alla fine però il mistero è un pò tirato via ...diciamo che forse ho pensato che il libro finisse troppo presto Da leggere! o .

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    Maria Grazia

    19/11/2014 21:58:09

    Questo libro è scritto in modo penoso, con una prosa sonnolenta fatta di frasette cortissime, come se l'autore avesse paura a mettere il piede in acqua e tuffarsi (apertura a caso, pagina 197: "Ci dormo, vestita così, stanotte" ed è tutto così dall'inizio alla fine). Una storia noiosa e una scrittura che è peggio del valium: se l'autrice non fosse una conduttrice televisiva giustamente famosa, il libro sarebbe uscito con l'autopublishing o con un editore a pagamento. Ci sono in Italia almeno cento scrittori e scrittrici vere che vale la pena di leggere invece della Bignardi, e il bello è che proprio lei ce ne ha fatti conoscere molti nelle sue belle trasmissioni. Poi ha voluto saltare il fosso e ci è caduta dentro, anche se è normale che i suoi fans comprino il libro e magari, per poca abitudine a leggere letteratura, lo trovino perfino bello! L'amore rende ciechi, ma in questo caso non è... l'amore che ti meriti.

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    luigi

    14/11/2014 10:08:19

    Abito da sempre a Ferrara ed ho letto il nuovo romanzo di Daria Bignardi. Sinceramente avevo letto anche gli altri pubblicati fino ad oggi trovandoli molto ben scritti. Anche stavolta ha colpito nel segno, regalandoci una storia molto coinvolgente, quasi un noir che tiene con il fiato sospeso fino all'ultimo. Bellissima l'ambientazione, ben descritti i personaggi, intrigante anche la storia, soprattutto per chi come me appartiene alla stessa generazione della scrittrice ed ha vissuto le stesse passioni e drammi. Una sola critica: la Ferrara che descrive appartiene di più al passato ed ai ricordi della Bignardi che al presente. Le persone che parlano il dialetto, l'atmosfera assonnata e immobile, il silenzio e la nebbia mi fanno ritornare indietro di una ventina d'anni. Forse la Bignardi ha voluto descrivere ai suoi lettori la città che ha lasciato giovanissima, che appare oggi come una foto in bianco e nero. Ben lontana dalle luci artificiali e poco romantiche di una realtà ahimé decisamente meno poetica. Il romanzo però lo consiglio caldamente, si legge tutto d'un fiato ed è capace di regalare emozioni. Che oggi non è poco.

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    stefy75

    12/11/2014 10:53:02

    La lettura scorre veloce tra i racconti della giovinezza di Alma e l'indagine improvvisata di Antonia. E' la storia di un grande dolore, di un senso di colpa mai placato. Ma nei capitoli dedicati ad Antonia si delinea anche un'indagine, senza essere mai un vero e proprio giallo. I protagonisti sono ben delineati, ma con tratti essenziali. La psicologia dei personaggi affiora tra i racconti del passato e la trama del presente. Bello l'alternarsi dei racconti tra madre e figlia, tra presente e passato.  Il libro ti accompagna tra le strade di una Ferrara silenziosa, deserta, ma al tempo stesso accogliente e magica. Leggendo il libro ti sembra di percorrere quelle strade e dopo averlo finito mi è rimasta la sensazione di poter girare per quelle strade riconoscendo i luoghi e i personaggi della storia. Solitamente da un libro mi aspetto delle emozioni, forse da questo punto di vista il racconto è un po' carente. E' comunque un bel libro che mi sento assolutamente di consigliare. Nel rispetto delle opinioni altrui non condivido i giudizi negativi, anche se e' pur vero che pare che alcumi sappiano solo darne di quel tipo...

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    Corina Criste

    10/11/2014 17:42:49

    E' un libro bellissimo, come tutti i libri della Bignardi. L'ho aspettato con impazienza e non solo che non mi ha delusa, non volevo che finisse. Sensibile, riflessivo, personaggi autentici con cui ci si identifica in maniera incredibile, da leggere assolutamente. Non riesco affatto capire le recensioni negative che ho appena letto, non sono assolutamente d'accordo e con tutto il rispetto credo si tratti di persone superficiali per non dire altro.

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  • Daria Bignardi Cover

    Vive a Milano dal 1984 e in questa città ha iniziato la sua attività di giornalista. Nel 1988 entra a Chorus, mensile di Leonardo Mondadori. Diventata giornalista professionista nel 1992, ha collaborato con varie testate: Panorama, Sette, La Stampa. Già dall'anno precedente iniziava a lavorare per radio e televisione, prima con Gad Lerner, poi con Gianni Riotta per la trasmissione Milano Italia su RaiTre. Ha diretto per due anni il mensile Donna di Hachette. Da aprile 2005 scrive e conduce il programma Le invasioni barbariche per La7, quindi su Rai Due il programma Era glaciale.Ha ricevuto molti riconoscimenti, tra i quali il Premio Flaiano, due Telegatti (nel 2000 e nel 2007), due Oscar tv (nel 2001 e nel 2007), il Premiolino, l'Oscar del Riformista, il Premio Ideona... Approfondisci
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