L' amore coniugale

Alberto Moravia

Editore: Bompiani
Edizione: 4
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 ottobre 2000
Pagine: 122 p.
  • EAN: 9788845245398
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    Massimo Mazza

    19/03/2014 19:45:33

    Mi do una decina di righe per giustificare il voto alto attribuito a questo libro. Silvio e Leda sono marito e moglie, protagonisti assoluti del romanzo vecchio di oltre sessanta anni, ma attualissimo. La trama e' fondata sulla vita coniugale dei due e pare banale ma Moravia e' maestro nel tener viva l'attenzione giocando sull'altalenarsi di razionalita' e istintivita'. La prima incarnata da Silvio, marito fallito e malato di sesso, cela tutte le sue debolezze e rivela infine la sua impotenza; la seconda permea Leda, moglie fedifraga, e la conduce sulla via del tradimento prima e dell'amore compassionevole per il marito poi. La cruda realta' del fallimento globale di un uomo e' il nucleo del romanzo che vive di definizioni memorabili e introspezioni psicologiche di chirurgica precisione.

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    giuly

    24/09/2006 13:21:17

    Sicuramente il ritmo è più lento rispetto agli scrittori attuali e l'ambientazione è desueta... ma nulla tolgono al piacere della lettura ed agli spunti di riflessione che ne nascono! Ad esempio: e se non fosse un fallimento, ma una crescita? Dall'adolescenziale illusione dell'assoluto alla matura consapevolezza dei limiti, propri, altrui, della vita?

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    Fabio Ballabio

    05/04/2004 09:21:11

    “Amare, oltre a molte altre cose, vuol dire trarre diletto dal guardare e osservare la persona amata. E non soltanto trarre questo diletto dalla contemplazione delle sue bellezze ma anche da quella delle sue bruttezze, poche o molte che siano”. Si apre così il romanzo di Alberto Moravia, al secolo il romano Alberto Pincherle, “L’amore coniugale” (1949). Protagonisti sono Silvio, voce narrante, e Leda, sua moglie, detta anche Dina. La sua è una bellezza sfuggente che Silvio riesce a far sua già nel loro primo incontro. Leda manifestò subito l’intenzione di rifarsi una vita dopo la fine del suo primo matrimonio. Silvio, desideroso di amare e di scrivere e incapace dell’una e dell’altra cosa, coglie al volo l’opportunità. Leda è a tratti misteriosa: “Strano a dirsi, ma talvolta, guardandola, mi veniva fatto di pensare a lei come ad una persona di lineamenti e di forme classiche, senza difetti, tutta armonia, serenità, simmetria. A tal punto quella bellezza che in mancanza di altre parole bisogna chiamar per forza spirituale, mi traeva in inganno e mi seduceva. Ma c’erano dei momenti in cui quel velo dorato si lacerava e non soltanto mi si rivelavano le numerose irregolarità ma anche assistevo ad una trasformazione penosa di tutta la sua persona… una smorfia grossa e muta in cui parevano esprimersi paura, angoscia, ritrosia e al tempo stesso una schifata attrazione, contraeva tutto il viso di mia moglie… queste contrazioni si accompagnavano sempre con il silenzio più profondo: un silenzio sospeso e che pareva tuttavia più simile a un grido represso che ad un calmo mutismo. Infine smorfia e contrazione sembravano sempre nascere dal timore di un avvenimento imprevisto, repentino, fulmineo”. Leda e Silvio decidono di lasciare la riviera ligure per la Toscana e si recano in una grande villa immersa nel verde. Sono ricchi e possono permettersi di vivere di rendita. Ogni sera si amano ma la mattina Silvio si sente svuotato. Per ritrovare

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