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Amore lontano. Il romanzo della parola attraverso i secoli

Sebastiano Vassalli

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 192 p., Brossura
  • EAN: 9788806180768
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    Renzo Montagnoli

    12/04/2014 17.11.45

    Che cosa accomuna personaggi come Omero, Qohélet, Virgilio, Jaufré Rudel, Villon, Leopardi, Rimbaud, vissuti in epoche diverse e molto lontane fra di loro? Li accomuna la poesia, poiché si tratta di sette poeti di cui Sebastiano Vassalli traccia una biografia sostanziale che li coglie soprattutto negli ultimi periodi della loro esistenza, fuochi che si spengono lasciando tuttavia un'indelebile traccia nella letteratura, artisti che per la loro genialità hanno saputo dare all'umanità assai di più di ciò che hanno ricevuto dalla stessa. Sono, a loro modo, dei miti e qualcuno lo è più degli altri, come Omero, di cui abbiano notizie talmente limitate che ci dicono solo che era cieco e che perciò poteva vedere più di ogni altro uomo, grazie alla capacità di andare oltre la realtà tangibile; Virgilio, il più grande poeta latino, stretto negli abiti di artista di stato, visto che sia le Georgiche che l'Eneide gli furono commissionate, libero di scrivere solo in gioventù, quando compose quel sommo capolavoro che sono le Bucoliche; Rudel, il cavaliere provenzale, che tanto aveva cantato dell'amore lontano; Villon, ladro, scapestrato, irriverente, di cui si perderà ogni traccia con l'esilio; Leopardi, la cui salute tanto influì sulla sua produzione poetica, in un ritratto che ce lo descrive talmente bene che sembra di essere lì con lui, e infine il decadente Rimbaud, sempre controcorrente, compagno per un certo periodo e in tutti i sensi di Verlaine, che bruciò tutto il suo genio in età giovanile, per poi ritirarsi a fare il mercante e a morire ancora nel fiore degli anni. Vassalli ama la poesia, la considera come un qualche cosa di immenso a cui tendere senza poterla mai completamente raggiungere, e così essa rappresenta per lui un amore lontano, un sogno che porta al tormento e all'estasi, una condizione che è unica ed è possibile ritrovare solo agli inizi di un forte innamoramento, quando la passione travalica ogni forma di ragionamento.

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    Benedetta

    05/03/2006 17.17.50

    C'era! Sommerso da giallastri in serie, da romanzi storici solo nelle intenzioni, da libercoli senza spessore, c'era, in libreria, anche questo romanzo meraviglioso per stile e per contenuto, capace di suggerire nuove chiavi di lettura per autori su cui tutto sembrava già scritto e di far passare, attraverso le parole, emozioni intense ad ogni lettore. Sublime il capitolo dedicato a Virgilio, suggestivo quello intessuto su Rimbaud.

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    ant

    18/09/2005 11.07.26

    C'è molta coreografia in questo testo, e allo stesso tempo manca di quell'alchimia che lo potrebbe elevare a sublime. Secondo me non incuriosisce più di tanto, se non un pubblico molto raffinato(o fintamente tale!)

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    Hannibal Lector

    04/06/2005 13.03.26

    Vassalli si conferma uno dei pochissimi veri scrittori che girano per l'Italia di oggi. Questi ritratti, deliziosa sintesi di storie vere, invenzioni e analisi poetiche, sono a loro volta un esempio di come la prosa possa trasformarsi in poesia, di come la letteratura si nutra di cultura, di come sia possibile star fuori dalla orrenda paccottiglia che insozza le librerie.

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    paola

    31/05/2005 10.01.37

    Grande Vassalli.Libro bello e toccante. Ancora una volta sobrietà e lievità elevano chi le emana e chi le riceve. Da leggere e fare leggere

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    Giorgio

    24/04/2005 16.45.10

    Sono biografie immaginarie (quasi sempre morti) di poeti: alcune bellissime (Leopardi, Rudel), altre completamente deliranti (Qohelet: non si capisce per quale motivo voler trovare una personalità di poeta a un libro della bibbia). Nel fondo, c'è qualcosa di irrisolto: la poesia, per Vassalli, è rarissima, vera e propria voce di dio. Poi però quello che lui cerca è la vita dei poeti, e se non c'è se la inventa, con inveterato talento. E qualche bella intuizione: come quella di bollare le lettere al Veggente di Rimbaud come puro stupidario di luoghi comuni adolescenziali.

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    Dario

    22/04/2005 15.56.13

    Un libro molto interessante e affascinante.

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    luca_valsecchi_DOC

    16/04/2005 17.05.31

    Vassalli ribadisce in questo libro come ognuno possa rincorrere la sua Chimera. Ogni uomo si nobilita in questa ricerca. Un unico interrogativo; può la poesia, veramente, sopire i nostri malesseri? Da leggere.

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    sergio

    20/03/2005 12.27.02

    un solo aggettivo:bello!

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