Editore: Bompiani
Anno edizione: 1990
In commercio dal: 26 febbraio 1990
Pagine: 304 p.
  • EAN: 9788845215469
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scheda di Tomasi, D., L'Indice 1990, n. 6

Il testo filmico, come oggetto complesso e articolato nel quale interagiscono codici provenienti dalle più diverse forme d'espressione, è al centro della rigorosa analisi che viene qui condotta dai due autori. Le quattro grandi aree su cui si articola il libro sono: i codici del linguaggio cinematografico, intesi come codici dell'iconicità, della composizione fotografica e della mobilità; la rappresentazione, considerata soprattutto attraverso le categorie di spazio e tempo; la narrazione, esaminata nell'interrelazione di esistenti, eventi e trasformazioni; la comunicazione, di cui vengono messe in luce le categorie dell'autore e dello spettatore implicito, del narratore e del narratario, del punto di vista e delle forme dello sguardo. Quattro momenti-chiave dunque che sono anche il passaggio obbligato di ogni analisi che voglia avere ragione di un testo filmico preso nella sua complessità.
Per senza perdere le caratteristiche di un manuale introduttivo, di una guida alla "lettura del film", come si amava dire qualche anno fa, il libro di Casetti e Di Chio non viene mai meno né al rigore delle definizioni né allo stretto legame con la ricerca teorica contemporanea. È sufficiente leggere il primo paragrafo del capitolo dedicato alla rappresentazione per rendersi conto dell'attenzione con cui vengono trattate certe nozioni troppo spesso vittime, altrove, di eccessi di disinvoltura. Il concetto di rappresentazione viene infatti qui esaminato nella sua duplice ambiguità: da una parte quella fra "l'atto del raffigurare" e "ciò che è raffigurato" e dall'altra quella fra ciò "a cui la raffigurazione rinvia" e la raffigurazione stessa intesa come "sostituto diventato autonomo". De resto l'attenzione nel soppesare e trattare questa e altre nozioni è derivata anche dai continui riferimenti alla ricerca contemporanea di studiosi quali Bellour, Burch, Aumont, Bordwell, Chion, Genette, Greimas, Heath, Odin, Sorlin, Vernet e tanti altri. L'unico aspetto per i quale il libro non si differenzia da altri manuali di analisi del film è quello connesso all'uso degli esempi cinematografici (qui un diverso film per ogni capitolo). Anche questa volta infatti gli esempi non entrano che raramente a far parte del testo vivo, ma si sa che questo non è un problema di facile soluzione e che al momento solo quei manuali che si avvalgono di un supporto audiovisivo possono sperare di risolverlo.