L' angelo del silenzio

James Ellroy

Editore: Mondadori
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804473381
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Recensioni dei clienti

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    Emanuele

    06/04/2015 22:46:25

    Devo dire che ho trovato il libro abbastanza noioso e lento, a dispetto di un grande potenziale. Martin Plunkett e la sua lucida follia omicida sono ben raccontati in varie parti della storia. Sarebbero materiale interessante per un lettore di genere se le parti interessanti fossero più di quelle noiose, piene di inutili descrizioni e liste della gente che è stata ammazzata. La prima parte è la migliore e mi aveva fatto sperare in qualcosa di più... poi l'amara delusione. Non do più di 2/5

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    Sweeney

    06/05/2012 21:04:39

    Un libro che difficilmente si desidera rileggere. Viaggio nella mente del serial killer. La logica stravolta del criminale è tracciata con nitidezza e assume contorni che, con difficoltà devo ammettere, sono davvero affascinanti. Peccato che dopo la prima parte, "Los Angels", il testo prenda la piega di un'enumerazione di delitti il cui numero mi pare anche un po' assurdo e fuori dal modus operandi di un serial killer (Martin Plunkett non sembra più seguire un filo conduttore per i suoi delitti, ammazza chi gli capita e basta, o per rapina o per soddisfare i suoi bisogni sessuali). Il racconto si fa noioso e ripetitivo e, trattandosi per la maggior parte di efferati delitti, pure nauseabondo. Inquietudine-caccia-delitto-fuga, inquietudine-caccia-delitto-fuga. Tutto sembra divenire troppo meccanico. A tratti si ha l'impressione di scorrere un libro pornografico. Nella terza, nella quinta e nella settima parte, inoltre, gli articoli di giornali e i verbali stilati dalla polizia sono un atroce appesantimento ad un libro la cui narrazione è già difficile da seguire e digerire. Trovo un po' assurdo che Plunkett abbia nella sua breve carriera criminale incontrato sia il tristemente famoso Charles Manson e addirittura un altro serial killer (del quale si innamora...mah)e per di più quest'ultimo è un poliziotto! Il grandguignol finale sfiora un po' il ridicolo e all'ispettore Dusenberry è riservata una parte troppo breve. Suicidio del poliziotto-eroe che cattura i due serial killer: non sono un moralista, ma mi sembra che questo sia fin troppo deprimente. Male, male e ancora male. La malvagità trionfa. Insomma, questo libro è come un'attrazione da brivido di un parco divertimenti: provata una volta, difficilmente si ripete l'esperienza.

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    Andrea72

    30/09/2006 10:45:11

    Ellroy, in uno dei romanzi più sottovalutati della sua produzione artistica ( a torto, secondo me ) ci racconta la storia di Martin Plunkett, un uomo segnato da un passato che innesca come una miccia la follia omicida nella sua testa, una polveriera che contiene al suo interno un forte desiderio di morte ( altrui ), una spietata compiacenza nel procurare la morte con violenza, usando astuzia e perfidia psicologica sulle vittime.Il protagonista è una mente superiore, malata ma affascinante. Quello che lascia sorpresi in fase di lettura è l'estrema scorrevolezza della pagine, l'autore riesce ad imprimere un ritmo convincente seppur mai serrato, incalza nell'azione, crea suspense e adrenalina instillando curiosità ansiogena nei momenti in cui il male ha il sopravvento, tira il freno a mano e si cala nei meandri dolorosi dell'animo del protagonista, riesce in un'efficacissima quanto terribile operazione di umanizzare il killer, di farlo sentire vicino a chi legge, mentre le pagine scorrono si riescono a comprendere i suoi comportamenti, li si rifiutano a priori per la loro brutalità ma li si capiscono, arrivando quasi a demonizzare e condannare senza riserve i gesti efferati ma salvando la parte (quasi) umana che si percepisce del protagonista. Non è un romanzo cupo, la schiettezza e la potenza della prosa di Ellroy non lasciano indifferenti, la storia ha una sua progressione comunque avvincente, i risvolti della trama creano un dinamismo coerente con le aspettative e il finale tira a lucido un gioco di specchi in cui bene e male riflettono le loro rispettive debolezze, soccombendo entrambi ad una forza ancora maggiore. Ellroy ci prova, e ci riesce benissimo : nessun escamotage per vestire il male, non lo metaforizza, non lo insinua simbolicamente dentro a case, guerre, armi:lo proietta e lo fa vivere lì, dove il male di tutto il mondo, in fin dei conti, ha sempre il suo inizio e la sua fine : dentro di noi, dentro l'uomo stesso.Grandissimo romanzo per un grandissimo Ellroy.

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    Jervas Dudley

    17/07/2005 11:58:05

    La figura del Serial Killer da molti anni riscuote un grande successo commerciale. Protagonista assoluto di molti romanzi e film memorabili continua ancora oggi ad affascinare e allo stesso tempo spaventare il lettore/spettatore alla ricerca di forti emozioni. L’angelo del silenzio di James Ellroy è uno dei migliori romanzi di questo sotto-genere. La narrazione è essenziale e tagliente come in tutti i romanzi di Ellroy ma la caratteristica che innalza questo libro sugli altri è la sconvolgente sensazione di realtà che trasuda dalle sue pagine. Il diario di Martin Plunkett di professione assassino vi trascinerà nella folle mente di un Serial Killer immaginario ma probabilmente assai simile a quella dei reali mostri che popolano le cronache dei nostri giornali. Chi è alla ricerca del solito romanzo di indagini e ripetuti colpi di scena finali lasci perdere perché qui non ne troverà, l’angelo del silenzio è semplicemente un romanzo che non si dimentica e che non cerca scorciatoie, Ellroy conosce la Verità e onestamente c’è la racconta.

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    Greta

    09/07/2005 10:52:01

    Veramente un buon libro. Consigliato a tutti, anche solo per la storia vista dal punto di vista del serial-killer. Ellroy deve avere una buona dose di pazzia per riuscire a dare voce ai probabili pensieri di uno psicopatico, certi passaggi su gli impulsi di Martin sono fenomenali. Non ho nulla da aggiungere ai commenti di chi ha già letto il libro, anzi dico solo che per una volta tanto sono soddisfatta del finale.

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    Vale

    14/05/2005 13:00:28

    La mente di un serial killer, un libro narrato in prima persona. Ellroy non bada alla pietà o alla commozione, come l'assassino di cui è la mente. E la conclusione (bellissima) ne è la conferma.

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    Aoxomoxoa

    09/05/2005 08:26:29

    Dei 7 romanzi di Ellory che ho letto questo e' il peggiore. Tanto Serial Killer e poche indagini (un lunicino nella parte finale). Non e' male ma mi sembra che manchi qualcosa rispetto agli altri (su tutti "Il Grande Nulla").

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    berto

    06/04/2004 12:48:02

    un killer seriale che si racconta; come quando e perchè è diventato uno spietato assassino. un libro non per tutti, ma scritto veramente in maniera avvincente, in puro stile noir, con la descrizione di alcune scene che ti lasciano attonito.avvincenti le descrizioni delle azioni del protagonista, sempre più cruenti, fino all'insolito finale...

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    Albys

    31/03/2004 00:29:49

    Azzz.....mi accorgo ora che mi è scappata una "h" di troppo, nel mezzo dell'opinione qui sotto. Pensate un pò a quanto mi abbia shockato la lettura di questo libro. ;-))) Un consiglio ai puri di cuore e di spirito: Non leggetelo. Ellroy non mostra pietà, non gli interessa, e fa di tutto per farlo notare. Anche se con classe, mai con volgarità o trivialità.

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    Albys

    28/03/2004 22:58:25

    28/03/2004. Una lettura che fa pensare moltissimo. Si, perchè questo è un libro MALEDETTO che vomita addosso al lettore tutto il maligno che vi può essere nell'animo di uno psicopatico, e lo fa con tale profondità e senso pratico da lasciare senza fiato. Ellroy ha creato un perfetto libro di morte. Già l'idea di narrare l'epopea sanguinolenta di un ladro psicotico serial killer in prima persona è una cosa inquietante, forse mai fatta, o perlomeno da pochissimi. Poi c'è Ellroy stesso, un valore aggiunto di grandissima capacità narrativa, capace di descrivere gli stati d'animo di una mente deviata in modo talmente riuscito e verosimile (nonostante le follie) da far credere che lui stesso abbia pensato quelle cose (in effetti...) A questa capacità, Ellroy unisce un modo di raccontare la vicenda a mio parere assolutamente non discutibile: tutto quadra, tutto ha un senso, in tutto il libro c'è tensione, attenzione, anche sorpresa....fino allo spietato finale. Non nego che questo sia un libro che ha tratti ha scosso un pò anche me, esperto conoscitore di devianze letterarie da parecchi anni. Eppure amo questo romanzo, l'ho centellinato per godermelo e continuerò ad averlo in mente, perchè il pensare che questo Diario di sangue è stato scritto nel lontanissimo 1981 è cosa che fa impallidire tutti gli altri autori recenti. Ellroy ci offre un suo ritratto di serial killer nell'America che stava iniziando a studiare il fenomeno, creando l'apposita struttura dell'FBI che ritroveremo in mille altri successivi romanzi, e non perde l'occasione per stuzzicare il mondo della giustizia. L'angelo del silenzio non è un libro per tutti, ma per chi vuole davvero capire il mondo degli assassini seriali questa è quasi una lettura obbligata. Che dire d'altro? Che Ellroy è il Numero Uno, assieme al talentuosissimo John Connolly. Ho letto Dalia Nera e L'angelo del silenzio, ed entrambi mi hanno entusiasmato e stupito ai massimi livelli. Sto comprando tutto il comprabile, di questo mostro. Si, perchè in effetti dopo

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    Arturo Bandini

    15/02/2004 23:28:16

    Anche in questo libro è chiara la volontà di Ellroy di inserire coordinate reali all'interno delle sue opere. Ovvero, l'amor "sfiorato" Manson "Charlie" trasforma il romanzo da opera di mera fantasia a narrazione di un fatto possibile. Quello che il romanzo descrive, con precisione e dovizia di particolari, non è più una semplice fantasia dell'America ma L'America stessa. Ellroy è un'autore che rivendica in ogni romanzo la volontà dell'Hic et Nuc. Del qui e ora.

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    paolo

    15/11/2001 10:27:41

    le memorie di un serial killer. scritte in prima persona. violenza cruda ed inutile, tremendo, ma sempre incisivo nel mostrare una america vuota e cinica. degno libello del grandissimo film henry-portrait of a serial killer. vietatissimo ai minori ciao paolo-milano

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