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Traduttore: C. Cozzi, C. Di Palermo
Editore: Iperborea
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2014
Pagine: 480 p.
  • EAN: 9788870915358

68° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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  Fedele alle riflessioni di Czesław Miłosz, che tratta alla stregua di un nume tutelare, lo scrittore e viaggiatore olandese Jan Brokken ricostruisce in Anime baltiche le vicende dell'Europa nordorientale, dando spazio proprio a quei particolari che, per ragioni di sintesi o per limitatezza di vedute, i manuali tendono a trascurare, preferendo ridurre la storia a una sequenza fredda e ordinata di date e dati. Brokken segue un'impostazione diversa, partendo dal presupposto che battaglie, rivoluzioni, trattati di pace, diktat e ambiguità dei governanti hanno conseguenze dirette sulla quotidianità delle persone (che subiscono quei fatti, senza quasi mai potervi incidere) e sul loro futuro, sull'urbanistica, le lingue, le leggi. L'area baltica, da questo punto di vista, ha conosciuto una perenne instabilità: Vilnius, si legge nel capitolo dedicato a Romain Gary, "porta tanti nomi quanti sono i padroni che si sono avvicendati nella sua storia dolorosa". Unico tratto comune ai vari dominatori, l'antisemitismo, che esponeva gli ebrei come Gary al rischio continuo di discriminazioni, pogrom, deportazioni. Per il resto, ogni nuovo regime portava con sé il proprio corredo ideologico di nazionalismi, insofferenze ed esclusioni: la rivoluzione bolscevica, ad esempio, segnò la fine dell'aristocrazia baltico-tedesca, a cui appartenevano Alexandra Wolff-Stomersee, moglie di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (che dalla decadenza della famiglia della moglie trasse ispirazione per Il Gattopardo) e lo scrittore Eduard von Keyserling, che per toni e atmosfere a Brokken ricorda Proust. Era un'anima baltica anche Hannah Arendt, cresciuta nella città di Kant, Königsberg, nella continua consapevolezza che per i rivolgimenti della storia o per un dolore personale il mondo potesse cambiare da un giorno all'altro. Consapevolezza che riflette nelle opere di artisti, scrittori, filosofi che abbiano sperimentato questo destino su di sé: le opere di Hannah Arendt spingono il lettore a non dare niente per scontato, a riflettere, a farsi un'idea propria e, cosa più importante, ad assumersene le responsabilità. Come le opere del lettone Rothko, avventure sconosciute in mondi sconosciuti e quindi perfette metafore dello sradicamento. Ma in Brokken la macrostoria ufficiale, quella che impariamo sbadigliando a scuola, non si intreccia solo con i destini di personaggi famosi, che nell'esilio hanno trovato la loro voce, ma anche con le microstorie individuali di gente comune. Mentre vediamo Hannah Arendt crescere, studiare, lottare contro l'ottusità dei suoi insegnanti, viaggiare, innamorarsi d Heidegger e confidarsi con Jaspers, seguiamo la presa di coscienza della sua giovane concittadina Darja Sviridova, spinta dalla lettura di Le origini del totalitarismo, Vita activa, La banalità del male a laurearsi in storia. Brokken la incontra in treno, ravvisandovi subito i segni di un'anima baltica: "è certamente una conseguenza della storia la loro abitudine di tenere a distanza gli estranei; ma è faticoso dover infrangere ogni volta un muro di diffidenza".   V. Rosa            

Recensioni dei clienti

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    AdrianaT.

    05/10/2016 10:21:29

    Anime belle, anime perse, anime tormentate, schiacciate e dilaniate dalla Storia che sono riuscite a non sparire del tutto ed essere recuperate alla memoria dall'esile traccia che avevano lasciato. Brokken segue la scia di profumo acre sparsa da questi bei volti e i loro percorsi di vita sconosciuti che, come immersi in una nebulosa indistinta di corpi e di nomi, improvvisamente si definiscono, sfociando o culminando in un Barysnikov, Kant, Modigliani, Tomasi di Lampedusa e Goethe solo per citarne alcuni. Un tracciato di 'strade blu' che spesso ti domandi dove possano condurti con quell'incedere lento, partendo da lontano, e che solo alla fine capisci che si immettono nel flusso delle principali arterie di atti e di pensiero del '900, e realizzi che il fascino unico delle atmosfere e delle luci del Nord, le sublimi voci delle dainas lettoni e quel mi acutissimo scaturito dal violino di Vasks incredibilmente lungo e persistente anche nella memoria di chi ascolta, mai li avresti goduti se non avessi incontrato Jan Brokken.

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    Laura

    21/06/2016 16:54:15

    Estonia,Lettonia,Lituania luoghi remoti e poco conosciuti ai più.Questo libro sorprende perché,oltre alla storia travagliatissima di questi paesi,ci fa scoprire che molti personaggi noti più o meno a tutti,provenivano da qui.Sconvolgente pensare a queste popolazioni vessate a turno da russi,nazisti,baroni baltici ecc. che sono vissute nel perenne terrore e nell'incertezza della propria sorte.Eppure da qui sono scaturiti grandissimi ingegni,da Rothko a Ejzenstejn fino ad Hannah Arendt.Interessantissimo e di scorrevole lettura al tempo stesso.

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    Max

    25/03/2016 12:03:42

    In un'epoca in cui tutto, su questa Terra, è stato esplorato, scoprire quanto è invece rimasto troppo a lungo sepolto, risulta angosciante e sorprendente. Il Popolo baltico, con la sua storia, le sue traversie, le sue sofferenze, è convissuto con noi in un imbarazzante silenzio, in un isolamento mantenuto volutamente tale per non fare sapere. Vite parallele alle nostre, ma dal diverso destino, alle quali chiedere pietosamente perdono e ringraziare dal profondo del cuore per il patrimonio e l'esempio che - nonostante tutto - sono riuscite a lasciarci.

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    Cristiano Cant

    07/12/2015 10:07:21

    Un lungo fazzoletto di terra aperto come un ventaglio di incontri, di tracce meditate e di lasciti; un paesaggio di esuli e di sottomessi, di spiriti in fuga e artisti sommi, il tutto fra cortine di storia che non hanno lesinato sangue e dolore e di cui ancora si avvertono gli echi in semi e venti di malata imitazione. Non è un eccesso definirlo - come qualcuno qui sottolinea - un testo di storia, efficacissimo e puntuale, caldo e carico dei tormenti personali e lucido nelle analisi dei passi di tragedia e di destino che essa ha finito per muovere nei suoi fili intrecciati. Siamo in una sponda di terra che rivela la sua parabola sociale e umana senza mezza crosta retorica, viva in tutta la sua dolorosa atrocità; i richiami si perdono, dall'identità multipla di Gary alle magnifiche irrequietudini della Arendt, per arrivare, fra i tanti, alle tele di Rothko, nelle quali l'apparente stanzialità del colore è solo - forse - il segno più diretto e deciso di un affermare la verità sofferta dell'artista contro ogni stolta voce a stridere nell'opposto. Storia di sfondi superbi e strade quasi consegnate al tedio, ma soprattutto, ed è qui il merito del libro, storia della centralità della persona nel frastuono di eventi enormi, di spari e deportazioni, di segreti e potere, di lembi di vita strappati e poi ricomposti nella virtù e nella grandezza della scrittura. Dev'essere questa l'eredità umana, la crisalide che stenta ma conosce e libera, nel suo volo, quelle difficili lotte per la vita. Iperborea farà sempre fatica a smentirsi; la sua tavolozza sensibile conosce benissimo le delicatezze dell'ironico e le aurore del romantico, i disagi e le altezze del silenzio e la sconfinata maestria della parola. Lodi ad Emilia Lodigiani e ai suoi collaboratori, lodi alla nuova ricca veste grafica, a questi mattoncini preziosi che possono solo migliorare l'edificio editoriale italiano, spesso inquilino di mediocri seminterrati o attici anonimi, gelidi, senza profumo o verità.

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    Rita

    02/10/2015 22:59:11

    Splendido libro, mal tradotto, non di letteratura ma ricco di cultura ad ampio spettro: arte, storia, musica, letteratura. Pathos, solitudne ed entusiasmo verso ciò che si ama e per il quale si è disposti a sacrificare talvolta la propria identità, l'amore verso il proprio Paese. L'autore è una persona colta e curiosa, appassionata di viaggi e di persone e delle loro storie. Un Bruce Chatwin contemporaneo. Ottima guida prima e dopo il mio viaggio in Lettonia ed Estonia. Non avrei potuto capire meglio la gente schiva, riservata ma gentile ed i luoghi, bellissimi e sofferti, se non avessi avuto al fianco questo libro. Bravo Jan Brokken!

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    tella

    16/06/2015 17:11:39

    piccolo libro prezioso!incredibile quante personalità della cultura, ma anche di altre sfere, abbiano avuto i natali in questi sfortunati paesi. E, naturalmente, erano , molto spesso, ebrei, poi fuggiti a vivere altrove; ecco perchè spesso non ricordiamo che erano lettoni, lituani, estoni. Questo libro lo fa per noi

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    Cristiana

    14/06/2015 10:51:58

    E' esattamente quello che dice il titolo: la descrizione (superficiale) della vita e degli ambienti in cui hanno vissuto alcune personalità nate in una zona geografica da noi poco conosciuta (come forse anche alcune delle personalità stesse). Niente assolutamente niente di più....la letteratura è un'altra cosa; comunque interessante.

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    enrico.s

    25/05/2015 11:40:31

    Libro interessantissimo; ideale per lettori curiosi e amanti delle strade poco battute. Brokken ricostruisce la storia dei paesi baltici e dei suoi tanti popoli, in modo non accademico, utilizzando quale filo conduttore le vite di famosi personaggi (Romain Gary, Hanna Arendt, Arvo Paart, Von Keyserling...e altri, meno conosciuti) tutti originari di Lettonia, Estonia o Lituania. Alla fine l'operazione risulta riuscita e coinvolgente. Peccato solo per la cattiva qualità delle fotografie che corredano il testo (a volte troppo piccole, altre sgranate o sfuocate); ma è solo un dettaglio non fondamentale per godere appieno del racconto dipanato da questo bravo autore olandese.

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    gianni

    22/03/2015 12:06:20

    un testo che alle volte vale più di un libro di storia

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    alce67

    05/01/2015 17:27:20

    Letto nelle condizioni migliori, durante un viaggio a Vilnius. Racconta vite di noti artisti uniti dalla comune origine nelle repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia, Lituania). Vite travagliate, di lotta e di fuga; vite segnate dalla spesso tragica storia dei loro paesi, schiacciati nel '900 dai due aggressivi vicini (Russia e Germania). Storie di vite intense, drammatiche, emozionanti. Un libro che scopre aspetti sorprendenti della nostra storia recente, che parla della difficile coesistenza tra culture diverse, ma anche dell'amore per queste terre remote e affascinanti. Un perfetto compagno di viaggio.

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