Editore: Mondadori
Collana: Oscar storia
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 269 p., Brossura
  • EAN: 9788804537564

40° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Dalla preistoria al presente - 3. Storia moderna: dal 1450-1500 al 1700

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Recensioni dei clienti

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    Jessica Reid

    21/11/2014 19:03:15

    La prima, enorme pecca di un lavoro che pretende di porsi come biografia storicamente attendibile è quella di adottare un approccio non scientifico: non vengono minimamente menzionate le fonti di riferimento - di qualunque genere, siano esse bibliografiche, iconografiche, numismatiche ecc. - né nel testo, né nelle note (inesistenti, a parte due assolutamente inutili, peraltro); inoltre, a fine libro non viene nemmeno fornita la bibliografia di riferimento. Altro punto a sfavore della Erickson è il suo pretenzioso modo di descrivere personaggi ed episodi con un'ostentata sicurezza anche laddove non v'è certezza storica; due esempi per tutti: ad Anna vengono attribuiti un sesto dito della mano destra e una cospicua quantità di nei (definiti all'epoca i "capezzoli del diavolo") su tutto il corpo, dati screditati da quasi tutti gli storici poiché assai probabile frutto della fantasia delle cronache dell'epoca a lei avverse data la sua scomoda posizione politica; il figlio maschio di Maria Bolena, la cui paternità viene qui attribuita a Enrico VIII, mentre i documenti dell'epoca e l'atteggiamento del re nei suoi confronti confermerebbero esattamente l'opposto. La Erickson glissa con troppa leggerezza su problematiche storiografiche che andrebbero analizzate con più cura, in modo più serio e obiettivo, come ci si aspetterebbe dall'opera (teoricamente) scientifica di una storica. Pochi sono i dettagli sull'infanzia della protagonista anche laddove le testimonianze non mancano e il carattere e la psicologia di Anna vengono descritti in modo superficiale e stereotipato, come se l'autrice si limitasse a riportare la pessima reputazione che si trascinava dietro senza indagare (come dovrebbe fare) cosa ci fosse di vero o meno, relegandola così al ruolo di sciacquetta ambiziosa e vuota. Scarsi anche i riferimenti storici e temporali, la narrazione annega in un tempo storico spesso indefinito in cui il lettore si perde facilmente. Il risultato è decisamente povero e deludente.

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    Stefano Vaglio Laurin

    25/10/2013 00:21:47

    Libro scritto circa 30 anni fa in stile romanzesco. Siffatta narrazione viene agevolata da una trama ed un personaggio adatti a stimolare l'immaginazione del lettore. Impianto che non consente pero'di qualificare il testo quale"biografia storica" tout court . Contorni fiabeschi vengono attribuiti a colei la cui presenza segno' un solco nella storia della religione cattolica e che influenzo' le scelte di un monarca quale Enrico VIII Tudor . Testo ricco di riferimenti alle vicende politiche dell'epoca , ma non poteva essere diversamente visto il ruolo che Anna Bolena ricopri' a fianco del Re d ' Inghilterra.A volte le descrizioni di episodi od ambienti sono cosi' fantasiose o esaltate nei dettagli che sorge il dubbio in merito alla loro veridicita'. Leggendo il libro si avverte l'organizzazione sociale dell'epoca nella nazione d' Oltremanica;emerge la stridente contrapposizione tra una classe aristocratica piu' ricca di vizi che di virtu' ed una popolazione prigioniera del mito dela Corona e suddita della volonta' del Re. A costui Anna Bolena riusci' a far perdere la testa alimentandone una passione ad alta intensita',consumata nelle stanze reali. A sua volta Anna perse la testa,quando entro le mura della White Tower una lama affilata si abbatte' sul suo collo.D' altronde leggerete come potere, passione, violenza costituiscano un sottofondo permanente nel racconto. Terminato il libro, mi e' nata la curiosita' di approfondire cio' che successe dopo la scomparsa della "decapitata", visto che la figlia di Anna ed Enrico continuo' in qualche modo a scrivere la storia d'Inghilterra. Elisabetta divenne infatti una dei sovrani piu' popolari della storia europea. Ho acquistato qundi "Elisabetta I " - sempre autrice Carolly Erickson- che narra la vita dell' ultima regnante Tudor.

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    Martina

    30/06/2013 14:14:52

    Libro molto dettagliato, ma a tratti ha trascurato vari eventi, infatti l'autrice si sofferma molto sulla "Grande questione", mentre non approfondisce molto le accuse mosse contro Anna Bolena, il processo e la sua prigionia. Tuttavia lo ritengo abbastanza valido.

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    Serena

    22/09/2011 21:33:57

    Ho appena concluso la lettura della biografia sulla "regina Anna". Premetto che è il primo libro della Erickson che leggo quindi non posso fare paragoni con le altre biografie. Concordo con chi asserisce che si tratta più di un dipinto del periodo Tudor che di una vera e propria analisi psicologica della vita di questa affasciante quanto misteriosa e contraddittoria donna. Trovo che la parte iniziale (le prime 100 pag.) e la parte conclusiva (le ultime 60) siano state trascurate un pò troppo: nella prima parte a volte dimenticavo addirittura chi fosse la "protagonista", tanto l'autrice ti porta a vivere gli intrighi di corte e le vicende politiche del '500 inglese. L'ultima parte, la condanna di Anna e la sua morte, viene assolutamente trascurate nei dettagli, potrebbe e dovrebbe raccontare molto di più. Tuttavia sento di poter consigliare il libro agli appassionati di questo periodo storico. Alla fine, nonostante la mancanza di documenti relativi alla vita veramente intima e privata di Anna, grazie alle ipotesi e alle supposizioni che l'autrice propone con l'intento di interpretare il carattere dell'indomabile donna, si riesce a capire e ad essere più vicini a questa affascinante figura. Leggetelo, ma non vi aspettate troppo! ps: ho deciso di approfondire l'argomento Tudor dopo aver visto la serie televisiva "The Tudors". Guardatelo è fatto veramente bene e non si allontana mai troppo dalla realtà dei fatti!

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    vale

    26/06/2010 18:01:08

    Non mi è piaciuto nonostante la storia di Anna Bolena e di Enrico XIII in generale mi abbia sempre appassionato. Pochi accenni alla sua infanzia, prima di entrare a corte. E' una lettura non sempre chiara che si dilunga troppo in alcune parti e che taglia corto su altre. Lo consiglio come lettura aggiuntiva per motivi di studio ma non come lettura unica sulla vita di Anna Bolena.

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    silvia

    09/03/2008 00:13:52

    Libro per gli occhi e non per la mente. L'esteriorità del personaggio intriga l'autrice più del consentito. L'ho letto, ma con delusione, poichè speravo di cogliere- sia pure qua e là- lo spaccato, a tutto tondo, della complessa personalità della più turbolenta fra le mogli del grande Enrico. Ma la prova è sostanzialmente fallita. Peccato!

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    sandro landonio

    28/08/2007 18:17:13

    Il testo é più un affresco dell’ epoca Tudor che una vera biografia: Anna Bolena, alla fine della lettura, rimane un mistero non svelato, ha lasciato ben pochi documenti di sé e la maggior parte delle notizie su di lei le abbiamo dalla sua interazione con il re o con i precedenti amanti (Percy, Wyatt). La Erickson ha il suo solito approccio intimista, che, anche se dichiarato esplicitamente, personalmente non apprezzo molto; ma, soprattutto, la stesura del testo sembra creata più sull’onda del successo commerciale avuto con la biografia di Mary Tudor che su una reale possibilità di svolgimento del tema. Detto questo la lettura della vita di Anna é stata personalmente spunto di riflessione sul perché l’uomo Enrico cambi così tanto dalla sua giovinezza, domanda a cui non avevo trovato risposta nella sua biografia della stessa autrice. Forse, a mio parere, lo stato d’animo del re nel 1525, quando Carlo V, di dieci anni più giovane, ottiene la vittoria di Pavia, era estremamente disilluso; come poteva dimostrare lui, il grande Enrico, la sua eccezionalità di fronte ad un rivale che aveva bruciato le tappe ed era diventato il padrone d’Europa? E poi l’enigma della successione al trono, come avere un figlio maschio ? Un pensiero, quest’ultimo, che lo tormenta di continuo. Le due pressioni contemporanee gli causano un periodo di “melanconia”, che viene dimenticata con l’infatuazione verso Anna; si tratta però di una reazione effimera, basata sulle paure del re. Infatti non durerà, ma avrà il potere di scatenare un delirio con esecuzioni a catena: Thomas More perché non lo riconosce capo della chiesa inglese; Ann Boleyn, perché non gli dà il figlio maschio; Thomas Cromwell, perché lo spinge al matrimonio con la non avvenente Anna di Cleves; Catherine Howard, perché lo tradisce, e....... tanti altri personaggi minori. Una nota a parte poi sull’ errore simpaticamente ridicolo del testo italiano: “Levitic”, il libro biblico del Levitico, diventa in italiano Leviatano, opera di Thomas Hobbes scritta nel 1651.

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    roberto cocchis

    23/02/2007 17:50:20

    Il formalismo dell'autrice sarà anche freddo, ma lascia abbastanza spazio alla figura della protagonista per venire fuori da sola. Affascinante, questa Bolena: una vera donna da perderci la testa...ed è un vero peccato che, alla fina, a perdercela sul serio sia stata proprio lei.

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    kalb-al-akrab

    14/11/2005 12:38:27

    Leggibile, godibile..e , tuttavia, troppo divulgativa come autrice..troppo americana..niente a che vedere con l'allure dei testi della Bellonci o la scientificita' di Eliane Viennot..deludente questa Anna Bolena: mi aspettavo maggior analisi psiscologica, meno compilazione..

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