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Joachim Bouflet

Curatore: O. Cavallo
Traduttore: B. Gabutti
Anno edizione: 2007
Pagine: 392 p. , Rilegato
  • EAN: 9788831531887
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Anna Katharina Emmerick (1774-1824), suora agostiniana di Dülmen in Germania, ha un percorso spirituale e mistico che il poeta romantico Clemens Brentano trascrive – dopo averla incontrata e frequentata per cinque anni – nella sua opera letteraria, Das bittere Leiden unsers Herrn Jesu Christi (La dolorosa passione di nostro Signore Gesù Cristo), comparsa in Germania nel 1833 con un successo straordinario, che continua ancora oggi. L'opera trova poi il suo complemento nel testo Leben der HL. Jungfrau Maria (La vita della santa Vergine Maria), pubblicata postuma e integrata dal fratello Christian, sulla base dei testi di Clemens.Anna Katharina Emmerick realizza il suo desiderio di entrare in monastero solo nel 1802, ad Agnetenberg presso Dülmen, ma nel 1811 il monastero di Agnetenberg, a causa del movimento di secolarizzazione, è soppresso e lei deve abbandonare il monastero, trovando accoglienza come domestica presso l'Abbé Lambert, un prete fuggito dalla Francia, che vive a Dülmen.Ben presto lei si ammala e, costretta a letto, non può più lasciare la casa. D'accordo con il vicario Lambert, Anna Katharina fa venire Gertrud, la sua sorella più giovane, la quale governa la casa sotto la sua direzione. In questo periodo, Anna Katharina Emmerick, visionaria della vita della Vergine Maria e di quella di Cristo, riceve le stigmate. Molte personalità, di rilievo nel movimento di rinnovamento della Chiesa agli inizi del secolo XIX, cercano di incontrarla, fra cui: il barone Clemens August Droste zu Vischering, Friederich Leopold von Stolberg, Johann Michael Sailer, Christian e Clemens Brentano, Luise Hensel, Melchior e Apollonia Diepenbrock.Segnano la vita di Anna Katharina l'incontro con il dr. Franz Wesener, giovane medico che la segue per undici anni e ne diviene fedele e disinteressato amico, scrivendo un Diario di ben 298 fogli; come pure l'incontro con Clemens Brentano, che la visita per "disegnare", con libertà artistica, le sue visioni. Nell'estate del 1823 Anna Katharina diviene sempre più debole. Come in tutti gli anni passati, lei unisce la sua sofferenza con la sofferenza di Gesù e la offre per la redenzione di tutta l'umanità. Muore il 9 febbraio 1824. Viene beatificata il 3 ottobre 2004 da Giovanni Paolo II.