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Antichi Maestri

Thomas Bernhard

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Traduttore: Anna Ruchat
Editore: Adelphi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 868,91 KB
Pagine della versione a stampa: 198 p.
  • EAN: 9788845971761
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Gaia la libraia

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Ogni due giorni, un vecchio signore si siede nella Sala Bordone della Pinacoteca di Vienna e guarda un celebre quadro di Tintoretto. Quell’uomo ha molto del genio, in un Paese che non tollera i geni («Il genio e l’Austria non sono compatibili» leggeremo qui). Che cosa cerca? Qualcosa che non indovineremmo mai e che solo in un romanzo di Bernhard può diventare tema centrale: cerca i difetti dei capolavori («Il tutto e il perfetto non li sopportiamo»). Quel vecchio signore, che conosce l’arte come nessuno – e ne trasmette i segreti a un guardiano del museo, devoto fino all’identificazione –, sa anche vedere la minaccia che si nasconde nell’arte, nella pretesa oppressiva del capolavoro. Nulla è più rischioso che osservare «a fondo» un capolavoro. Tanto maggiore la gravità dello sguardo, tanto più squassante il riso convulso che ci coglierà mentre continuiamo a ripeterci certe celebrate parole, come se dietro il significato più alto si spalancasse ancora un vortice di insensatezza. Questa la donnée di "Antichi Maestri", uno dei romanzi ultimi di Thomas Bernhard (è apparso nel 1985), e anche uno dei libri dove egli si è spinto più in là, in una vera terra di nessuno fra l’arte e la vita, una terra abitata dalla lucidità, dalla disperazione, dal lutto per un amore perduto. Come in una confessione testamentaria, Bernhard parla non solo di ciò che la pittura – e la musica, la letteratura, la filosofia – sono, ma di ciò che non possono essere, non potranno mai essere: di quel punto in cui l’arte viene meno. Temi azzardati, ai quali il genio di Bernhard sa dare una prodigiosa immediatezza. Non solo: variando su di essi, egli riesce a inscenare, con verve sinistra e al tempo stesso liberatoria, quella che egli definisce, nel sottotitolo, una «commedia».
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    Isabella

    22/09/2018 18:59:11

    Tutti i libri di Bernhard sono dei capolavori, difficili da leggere e non solo per il suo stile tortuoso, per le continue ripetizioni/variazioni che si rincorrono tra le pagine, per le riflessioni ardite e per la verità essenziale sulla condizione umana. Bernhard era un uomo che molto aveva sofferto, fisicamente e spiritualmente, e credo che le sue esperienze lo abbiano portato a vedere con estrema chiarezza l'uomo contemporaneo. In questo romanzo la riflessione si sposta sull'arte e sul nostro rapporto con l'arte. La critica letteraria è un'arte difficilissima, che pochi sanno veramente fare. Il protagonista del romanzo ne è capace, anche perché ha capito davvero che cosa sia l'arte e sa che può non essere perfetta (nemmeno Omero e Virgilio sono perfetti!). Tuttavia gli antichi maestri, quei pochi autori che ci accompagnano nelle nostre vite, sono un nutrimento necessario, come il dipinto di Tintoretto per il protagonista. Il finale è divertente e a sorpresa, quasi a dirci che l'arte si trova ovunque.

  • Thomas Bernhard Cover

    Thomas Bernhard (1931-1989) è figlio di una ragazza-madre che aveva lasciato l'Austria per sottrarsi allo scandalo. Ancora neonato, viene affidato ai nonni con i quali vive, prima a Vienna, poi a Seekirchen e a Salisburgo, gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Frequenta il liceo classico, che non conclude. A diciotto anni viene ricoverato in sanatorio, dove comincia a scrivere. Pubblica racconti su quotidiani e riviste e, nel 1963, il suo primo romanzo, Gelo, che vince il prestigioso premio Brema. I suoi attacchi alle istituzioni statali e a importanti personaggi politici suscitano e continueranno a suscitare scandalo. A partire dagli anni Settanta si dedica intensamente al teatro scrivendo numerosi testi che il regista Claus Peymann mette in scena quasi sempre con l'attore Bernhard... Approfondisci
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