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Editore: Mondadori
Collana: Oscar storia
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
Pagine: 444 p.
  • EAN: 9788804463962
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Recensioni dei clienti

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    Gian Luca

    10/09/2015 12.02.30

    Libro non solo avvincente, ma anche eccellente. Se qualcuno vuole capire perché la nostra povera Italia si è ridotta come sappiamo tutti, è bene leggere questo libro! "Dove si va se non si sa da dove si viene?".

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    walter

    25/05/2014 19.41.01

    L'autore del libro psicanalizza impietosamente l'italiano odierno, ricordandogli la sua storia e tutte le occasioni mancate che lo hanno portato ad avere i suoi difetti odierni (senza comunque tralasciare le qualità del nostro popolo). La lettura è scorrevole e la sintesi è ottima. Manca qualcosa sulle leggi razziali, ma il voto comunque resta alto.

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    Davide Baretto

    26/06/2012 15.49.01

    Un ottimo saggio sulla storia degli italiani e sul loro carattere. L'autore è uno storico che ha approfondito soprattutto il periodo fascista, ma che riesce comunque a raccontare con competenza anche il periodo che va da Roma antica all'età giolittiana. La sua tesi è che, per capire la genesi del carattere italiano, vadano considerate tre componenti: i romani, i barbari e la Chiesa. La sua attenzione si focalizza soprattutto sulla terza, colpevole di non aver educato gli italiani alla Virtù, ma aver preferito creare un popolo religiosamente tiepido (San Francesco e pochi altri sono un'eccezione alla regola), di praticanti della doppia morale. Ciò non significa dimenticare i pregi degli italiani (l'intuizione, il genio, la fantasia), quanto evitare autocelebrazioni e autocommiserazioni, che sono altri nostri tic caratteriali (non è un caso che il melodramma sia un'invenzione italiana). La lettura non mi è mai stata pesante, grazie ad uno stile scorrevole e arguto, portandomi più volte a riaprire il libro per rileggerne alcuni brani. Questo mi fa assegnare al libro il voto massimo. Va segnalato però un'errore: infatti, l'autore scrive che l'imperatore Traiano aveva esteso i confini dell'Impero fino al fiume Indo (pag. 17), mentre in realtà si spinse fino al Tigri.

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    vittorio milani

    20/01/2006 23.26.40

    Quell' "irreverente" della sintesi sembra la perfetta conferma di quello che l'autore ci spiega (tra le altre cose) in questo godibilissimo libro, e cioè che siamo un popolo di furbastri a nostro modo timorati di Dio (cioè della Chiesa) e che se qualcuno osa scrivere semplicemente di storia rivolgendosi al grande pubblico, con spirito laico e tutt'altro che irriverente, si debba avvertire il pio lettore che trattasi di simpatica provocazione... La storia vera, quella da insegnare scuola, è quella della CEI, della DC, del catto-comunismo...CVD!

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    giuseppe roberto mignosi

    17/11/2004 21.41.18

    La tesi di fondo non è nuova: il ruolo del Vaticano (o, meglio, della chiesa cattolica) nel ritardare il processo di unificazione nazionale e nel forgiare il carattere (debole) del nostro popolo. Tuttavia, l'analisi storica è sviluppata con coerenza e il quadro d'insieme appare completo ed esaustivo. Un libro che, pertanto, può rappresentare una utile "sintesi" per un lettore interessato all'argomento storico ma sprovvisto del tempo necessario per particolari approfondimenti nonchè indiscutibilmente "laico" nell'approccio intellettuale.

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