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Andrea Camilleri

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 275 p.
  • EAN: 9788804486831


"Sostengono che sono uno scrittore facile, magari se poi s'addannano a capire come scrivo. Sto cercando d'aggiornarmi, Salvo. Tanticchia di sangue sulla carta non fa male a nessuno."

È una questione di simpatia, probabilmente. Ma quando si inizia a leggere un nuovo libro di Camilleri, di certo la disposizione d'animo è favorevole. Simpatia per l'autore, per il commissario Montalbano, protagonista di molti romanzi dello scrittore siciliano, per l'ambientazione così autentica delle storie narrate.

Quest'ultima raccolta di racconti per altro conferma, se ancora fosse necessario, le qualità dell'autore e la serietà di chi non si presta a operazioni smaccatamente commerciali, una volta ottenuto il successo.

Gli arancini di Montalbano è, come si è detto, una raccolta di brevi racconti, tutti relativi a eventi delittuosi o strani il cui mistero trova sempre una logica soluzione grazie all'intuito del commissario e alla sua sensibilità di uomo, forse più che di investigatore. È proprio questa autenticità del personaggio che non viene mai presentato come un super eroe o un genio dalle sovrumane doti intellettuali, che lo caratterizza e lo rende così familiare.

La brevità di alcuni racconti però non è sempre utile allo sviluppo della narrazione che talvolta cade nell'aneddoto, o porta alla costruzione di personaggi che rasentano un po' la macchietta. Nell'insieme tuttavia la gradevolezza (e anche qualcosa di più) della lettura è assicurata.

Che dire ad esempio del racconto Referendum popolare? Delizioso quadro di provincia siciliana in cui anche le battaglie politiche utilizzano le corna come strumento d'offesa.
Oppure di Come fece Alice in cui le debolezze tutte da maschio latino (sia del pregiudicato da catturare che della "forza pubblica"), sono "giocate" da Montalbano (con qualche vergogna) per giungere all'arresto del ricercato.

Dolcissimo è il racconto che apre la raccolta, La prova generale, sia per l'inconsueto rapporto affettivo tra il commissario e il ladro "buono", sia per l'episodio in sé: una struggente e tenera storia d'amore di due vecchi sposi, due attori uniti da una intera vita di passioni condivise.

Ma particolarmente felici mi paiono La pòvira Maria Castellino, Amore e fratellanza e il geniale Montalbano si rifiuta.
Nel primo di questi tre racconti una vecchia prostituta assassinata avvia un'indagine che porta alla conclusione di come anche la professione più antica del mondo possa essere svolta con grande dignità, buon gusto e "rispettabilità", tanto che la settantenne Maria Castellino è ricordata da tutti con grande stima e affetto, mentre l'insospettabile assassino...
Anche in Amore e fratellanza, l'elemento che mi pare più interessante è il rovesciamento dei più diffusi canoni etici: chi è il buono e chi il malvagio? Le forme più astute di mimetizzazione del crimine sono davvero quelle che utilizzano la copertura dell'approvazione e della stima sociale.
Ma è in Montalbano si rifiuta che Camilleri tocca l'apice della sua capacità di ironia e di dissacrazione. Da più punti di vista: mostra come può essere facile essere pulp e sconvolgere il lettore, gioca con la fama di "buonista" che parte della critica gli ha attribuito, utilizza il pirandelliano rapporto con la creatura letteraria, aumentandone l'autonomia e nello stesso tempo concedendo a se stesso un momento polemico di ottimo gusto. Per fortuna esistono dei settantini così giovani!

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del romanzo:

La prova generale

La nottata era proprio tinta, botte di vento arraggiate si alternavano a rapide passate d'acqua tanto malintenzionate che parevano volessero infilzare i tetti. Montalbano era tornato a casa da poco, stanco perché il travaglio della jornata era stato duro e soprattutto faticante per la testa. Raprì la porta-finestra che dava sulla verandina: il mare si era mangiato la spiaggia e quasi toccava la casa. No, non era proprio cosa, l'unica era farsi una doccia e andarsi a corcare con un libro. Sì, ma quale? A eleggere il libro col quale avrebbe passato la notte condividendo il letto e gli ultimi pinsèri era macari capace di perderci un'orata. Per prima cosa, c'era la scelta del genere, il più adatto all'umore della serata. Un saggio storico sui fatti del secolo? Andiamoci piano: con tutti i revisionismi di moda, capitava che t'imbattevi in uno che ti veniva a contare che Hitler era stato in realtà uno pagato dagli ebrei per farli diventare delle vittime compatite in tutto il mondo. Allora ti pigliava il nirbùso e non chiudevi occhio. Un giallo? Sì, ma di che tipo? Forse era indicato per l'occasione uno di quelli inglesi, preferibilmente scritti da una fìmmina, tutto fatto di intrecciati stati d'animo che però dopo tre pagine ti fanno stuffare. Allungò la mano per pigliarne uno che non aveva ancora letto e in quel momento il telefono sonò. Cristo! Si era scordato di telefonare a Livia, certamente era lei che chiamava, preoccupata. Sollevò il ricevitore.
"Pronto? È la casa del commissario Montalbano?"
"Sì, chi parla?"
"Genco Orazio sono."
E che voleva Orazio Genco, quasi settantenne ladro di case? A Montalbano quel ladro che in vita sua non aveva mai fatto un gesto violento stava simpatico e l'altro questa simpatia la sentiva.
"Che c'è, Orà?"
"Ci devo parlari, dottore."
"È cosa seria?"
"Dottore, non ce lo saccio spiegare. È una cosa stramma, che non mi persuade. Ma vossia è meglio se la sa."
"Vuoi venire a casa mia?"
"Sissi."
"E come vieni?"
"Con la bicicletta."
"Con la bicicletta? A parte che ti pigli una purmonìa, tu arrivi qua che è già matino."
"E allora come facciamo?"
"Da dove mi stai chiamando?"
"Dalla gabina che c'è vicino al monumento ai caduti."
"Aspettami lì, almeno ti ripari. Piglio la macchina e tra un quarto d'ora arrivo. Aspettami."

Arrivò con tanticchia di ritardo sul previsto perché prima di nèsciri aveva avuto una bella pensata: riempire un thermos di caffè bollente. Assittato allato al commissario dintra la macchina, Orazio Genco se ne scolò un intero bicchiere di plastica.
"Di freddo mi ero pigliato."
Fece schioccare la lingua, beato.
"E ora ci vorrebbe una bella sigaretta."
Montalbano gli pruì il pacchetto, gliela accese.
"Serve altro? Orà, m'hai fatto correre fino a qua perché avevi gana di un cafè e di una sigaretta?"
"Commissà, stanotte ero andato ad arrubare."
"E io t'arresto."
"Commissà, dico meglio: stanotte avevo intinzioni di andare ad arrubbare."
"Hai cangiato idea?"
"Sissi."
"E perché?"
"Ora ce lo conto. Fino a qualche anno passato io travagliavo nelle villette a ripa di mare, quando i proprietari se ne andavano perché veniva il malottempo. Ora le cose sono cangiate."
"In che senso?"
"Nel senso che le villette non sono più disabitate. Ora la gente ci sta macari d'inverno, tanto con l'automobile vanno dove vogliono. E accussì pi mia è diventato lo stesso arrubbare in paìsi o nelle villette."

Recensioni dei clienti

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    archipic

    22/09/2015 16.32.34

    Raccolta di racconti, alcuni molto godibili altri meno, che non levano e non mettono nulla di più alla saga del ns Salvo.

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    Leonello Vesentini

    17/11/2012 00.42.17

    Il caratteristico e inimitabile modo di scrivere di Camilleri. La capacità di unire il giallo al costume siciliano, condendo il tutto con del sano umorismo. Il libro a racconti, nella sintesi, fa perdere un po' di intensità.

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    Pamela

    20/10/2008 17.43.02

    Il giudizio nasce dalla media dei racconti: alcuni incredibilmente belli (uno su tutti "Montalbano si rifiuta"), altri meno brillanti. Ma Camilleri si tiene sempre su un livello eccellente!!

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    Giovanni De Vincenzo

    11/05/2008 20.54.02

    è il primo libro di camilleri che leggo, trascinato dal suo grande successo di pubblico. il libro è decisamente molto carino, tanti piccoli racconti da leggere prima di andare a letto. all'inizio ho trovato un pò difficile far scorrere la lettura a causa della mia scarsa conoscenza del siciliano, ma dopo un pò diventa tutto naturale. penso proprio che comprerò altri libri di camilleri.

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    Cristiano

    10/03/2008 10.58.14

    Camilleri con il suo commissario Montalbano è un grande. E in questo libro sono presenti molti racconti davvero belli. Non a caso diversi due dei più riusciti episodi del Montalbano in versione televisiva sono stati tratti dagli omonimi racconti di questa raccolta: Il gatto e il cardellino e Gli arancini di Montalbano.

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    pasquale

    11/11/2007 01.34.21

    Come raccolta di racconti meglio di un mese con Montalbano. Alcuni veramente all'altezza dei migliori Montalbano. Voto 4,5

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    salvatore

    01/10/2006 23.57.36

    assolutamente imperdibile

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    MaunaKea

    30/08/2005 21.40.57

    Sesto libro con il commissario Montalbano, anche questa una collezione di racconti. Racconti creati sull'onda dell'incredibile successo nazionale che ormai accompagna ogni libro di Camilleri e questo e' del 1999. Qullo che invece per me ha dell'incredibile e' che non c'e' nessun calo di "resa" nessuna trama trita o riciclata, anzi fra questi ad esempio "Montalbano si rifiuta" mi ha fatto quasi strozzare dal ridere, l'ho trovato geniale. Unico appunto, conocrdo anche io con chi scrive che "Livia mia e Salvo amato" sono due incipit per lettera un po' troppo fuori tempo al giorno d'oggi e non rientrante nel personaggio di Montalbano come stile epistolare, sdolcinato. Apprezzo moltissimo comunque, l'attaccamento di Montalbano a questa donna, francamente odiosa, lamentosa e insopportabile, lo rende ancora piu' vero, a mio avviso. Divertenti, mai noiosi, mai uguali, ben costruiti, cosa chiedere di piu' a un giallista ? La ricetta degli arancini, forse :-)

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    guido

    18/07/2005 15.40.47

    Amo camilleri ma qui non mi ha entusiasmato. Qualche racconto di troppo sotto i suoi (alti) standard.

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    Max Ghelfi

    30/06/2005 14.36.32

    Mi sono avvicinato a Camilleri seguendo i consigli di varie persone che mi hanno suggerito di leggere qualche libro con protagonista Montalbano. Devo dire che è stata una lieta sorpresa , a parte una piccola difficolta ad entrare nel liguaggio di Vigata la lettura è stata molto piacevole e a tratti divertenete. Il commissario Montalbano è veramente un personaggio che si fa amare dopo poche righe , con la sua passione astuzia e onesta. Veramente una chicca secondo me il racconto che da il nome al libro dove il nostro commissario si lascia trasportare dalla sua passione travolgente per la buona cucina.

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    Leo

    07/06/2005 15.43.41

    Questo libro di Camilleri mi è piaciuto molto: primo perchè come tutti i libri di Camilleri riguardanti Montalbano è divertente e mette in risalto quella che veramente è la realtà siciliana! Camilleri ha impostato un buon registro linguistico, basato su continui rimandi al dialetto siciliano. Carina l' idea della storia tormentata tra Salvo e Livia...Secondo me Luca Zingaretti saprebbe rendere al meglio questi 20 episodi del famoso commissario! Che dire, di tutti i libri di Camilleri questo è quello che preferisco!!!!

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    mirella

    18/01/2005 21.17.19

    20 racconti.Quando ne hai letto uno...ce n'è subito uno nuovo. Questa è la massima gioia per chi ama Montalbano.

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    Mr

    04/09/2004 12.20.47

    E' il primo libro di Camilleri che leggo e, francamente, non ne sono rimasto entusiasta. Una raccolta di discreti racconti; scorrevoli si', simpatici e disimpegnati anche, ma come se ne trovano a decine. Provero' a leggere altri libri di questo autore, perche', vista l'attenzione che lo circonda, si deve ipotizzare che abbia pubblicato qualcosa di meglio. Il voto giusto per me sarebbe un due e mezzo; arrotondo a tre, invece che a due, sulla fiducia.

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    Mimì

    14/03/2004 15.04.27

    Personaggi simpatici,storie ben raccontate e curate da un bravo scrittore italiano. Da avere!

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    antonio milici

    10/02/2002 19.57.24

    non è il primo che ho letto del bravissimo mio conterraneo; certamente non ha la stessa forza coinvolgente dei romanzi in cui ritroviamo l'arguto e simpaticissimo Montalbano ma, ugualmente, sono gustosi assaggi che deliziano chi se ne ciba. Forse più che nel "romanzo", in questa sorta di raccolta esce fuori la scenetta comica e il piacere per la buona tavola che tanto mi piacciono del buon commissario. Per fortuna che Camilleri lo ha inventato altrimenti... Ormai al telefono rispondo solo: prooooonto Antonio sono! complimenti

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    giuseppe

    07/02/2002 15.13.36

    Bello, ma non come altri dello stesso autore

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    ludo

    25/01/2002 11.12.03

    bel libro ma preferisco LA LUCERTOLA di Carraro

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    Tenzing Norkhay

    18/09/2001 10.48.17

    Libro meraviglioso, come il gemello "Un mese con Montalbano", questo commissario così autenticamente umano e completamente siciliano, furbissimo, circondato da collaboratori-personaggi che non potevano essere altro che così. Non sono mai stato in Sicilia, e francamente non mi attira, ma la Sicilia di Montalbano è bellissima, lontana 1000 miglia da quella delle cronache quotidiane. Una Sicilia normale, pur se a volte inevitabilmente violenta. Grandioso il linguaggio scritto, e vorrei spendere 2 parole per il povero Catarella: lo tratti un po' meglio, dottor Camilleri....

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    Cricca

    23/07/2001 04.52.49

    La Sicilia descritta da Camilleri è, come sempre, quella reale, con i suoi personaggi, i suoi modi di vivere e vedere le cose, le descrizioni di ambienti e piatti tipici. Ti riempie di calore e curiosità, ma nel contempo ti fa riflettere. Un libro da divorare... e da rileggere!

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    Antonella

    19/07/2001 09.17.02

    Un libro che vorrei non finisse mai! Interessanta e avvincente mai macabro nei racconti dei delitti! Adoro il libro come adoro il film. Da non perdere assolutamente

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