Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806181710
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Recensioni dei clienti

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    Venturini Maria Beatrice

    10/09/2014 16:55:27

    Questo libro mi è piaciuto molto, perché penso che lo scrittore abbia descritto gli alberi come se fossero persone e dato loro un'anima pensante. Vorrei consigliare questo libro a tutti coloro che amano la natura e soprattutto gli alberi.

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    Marco

    30/08/2014 18:18:04

    mi è piaciuto assai, anche se sarebbe stato utilissimo un disegno o foto ad accompagnare ogni capitoletto

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    Giovanna Moles

    12/03/2014 11:00:57

    Ho trovato questo libro molto interessante e ho imparato cose che non sapevo sugli alberi e la natura. Anche se non è il mio genere di libro le cose che Rigoni Stern racconta della sua infanzia sono molto commoventi e ricche di sensibilità.

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    Gianpaolo Armani

    03/03/2014 13:34:17

    Venti piante del suo brolo. Venti pezzi con la stessa struttura. Autobiografia, scienza, mito. Venti alberi da salvare (quel salvatico non è casuale). Un libro che dovrebbe essere letto in tutte le scuole. Un manuale di educazione civica.

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    Alessandro.Moresco

    28/02/2014 16:52:37

    Che bellezza! Un libro che ci fa amare la natura raccontando di guerre di avventure e di tanto altro. Stern si esprime delle venti piante come se parlasse di una persona a lui cara. Questo legame è straordinario

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    Daiana Rorato

    28/02/2014 10:16:25

    Il libro di Mario Rigoni Stern, "Arboreto Salvatico", mi è piaciuto molto perchè ho imparato cose che non conoscevo degli alberi e il tutto è stato molto emozionante.

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    Emiliano (non tradisce) Trotter

    28/02/2014 10:07:23

    Grazie a questo libro ho scoperto molte cose nuove su alberi con i quali ho passato la mia vita. E' molto appassionante e bello e con l'aggiunta di aneddoti sulla sua vita, Rigoni Stern ha reso la lettura fantastica. Si merita proprio 5 su 5.

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    Jacopo Ropelato

    26/02/2014 23:01:23

    La ricchezza di particolari, il linguaggio tecnico e le espressioni quasi familiari che Mario usa per parlare delle 20 piante celate nel suo brolo, fanno di questo uno dei libri più coinvolgenti e interessanti che abbia mai avuto l'occasione di leggere.In primo piano i capitoli sottolineano gli aspetti scientifici e fisici dei 20 alberi legandoci successivamente miti, leggende e fatti personali accaduti allo scrittore che trasformano le piante in esseri che sembrano avere vita ed emozioni proprie regalando al lettore una lettura calma e quasi confidenziale. Il voto che gli ho infatti assegnato è del tutto meritato.

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    Claudia Facchinelli

    26/02/2014 20:53:16

    Il libro è molto interessante. A mio parere, la parte più coinvolgente del libro è quella dove lo scrittore parla dei suoi ricordi legati alle piante che ha nel suo giardino. La parte in cui parla dei miti e delle leggende mi è piaciuta particolarmente. La descrizione scientifica mi ha aiutata a ricavare molte informazioni sulle venti piante.

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    Gabriele Cortelletti

    26/02/2014 11:09:36

    Il libro è straordinario. Rigoni Stern parla in modo affettivo e tecnico delle piante del suo brolo spiegando i suoi ricordi e i suoi pareri su questi vegetali che sembrano quasi in simbiosi con l'autore. La lettura è coinvolgente soprattutto quando lo scrittore parla dei miti e delle leggende legate alle venti piante.

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    Sofia Turrina

    26/02/2014 11:03:40

    Da una parte mi è piaciuto perchè conosci le piante con il loro aspetto "fisico" e le caratteristiche scientifiche, però d'altro canto è un po' noioso perché è stato abbastanza monotono. Altresì la lettura mi ha fatto scoprire alberi che non conoscevo.

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    Leonardo Fronza

    25/02/2014 09:20:34

    Il libro è un po' particolare perché non parla di storie fantastiche, racconti, poesie o altro. L'autore si sofferma sulle piante del suo brolo spiegando al lettore la vita, le caratteristiche, le leggende e le curiosità dell'albero in modo molto semplice. Sono rimasto piacevolmente impressionato dalle numerose informazioni che ne ho ricavato.

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    Maria Giulia Eccel

    25/02/2014 09:10:30

    Al libro di Rigoni Stern non ho dato il voto più alto per via della descrizione scientifica che, per quanto interessante, è abbastanza monotona e quindi noiosa. Molto coinvolgente invece la parte in cui lo scrittore parla della storia della pianta che ha in giardino e riporta ciò che dicono gli antichi riguardo ad ognuno dei venti alberi.

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    Renzo Montagnoli

    29/08/2008 11:03:52

    In Arboreto salvatico troviamo quella perfetta unione dell’uomo con la natura che di per se stessa è un messaggio di fondamentale importanza per l’umanità che sembra non accorgersi di essere parte di un ecosistema perfetto, ma anche fragile, al punto che qualsiasi offesa gli venga resa finisce con il ritorcersi notevolmente amplificata su chi gliela ha arrecata. E’ un libro semplice, con interessanti e piacevoli annotazioni botaniche, accompagnate da richiami al significato delle piante nell’antichità e impreziosita da brani di romanzi o da versi poetici di autori che cantarono la bellezza di determinati alberi. Non mancano annotazioni, sempre correlate a questi vegetali, di fatti o eventi di cui Stern fu protagonista nel corso della sua vita, ma non si tratta di meri espedienti per allungare o vivacizzare la narrazione, bensì sono incisi funzionali a dimostrare che l’uomo deve convivere con la natura, nel pieno rispetto di questa, traendone benefici che le attuali generazioni ignorano completamente. Con Mario Rigoni Stern la natura diventa la vera protagonista della narrativa e l’autore è sempre presente, perché umile parte di essa. Particolarmente commoventi sono le ultime pagine dedicate al ciliegio, con la visione di una vecchia casa contadina, vuota e abbandonata, ora posta in vendita per costruire un condominio per i villeggianti, così che il vecchio ciliegio che nei pressi vi dimora da tantissimi anni e che porta le ferite della prima guerra mondiale sarà inesorabilmente abbattuto. Nell’autore c’è l’autentico sincero dolore di Ljubov Andreevna quando è costretta a vendere i suoi amati alberi nel Giardino dei ciliegi di Cechov. “Mio caro, dolce, meraviglioso giardino…Vita mia, giovinezza mia, felicità mia. Addio!...Addio.” Con il ciliegio di Asiago che verrà abbattuto se ne va un amico, un testimone e protagonista di gioventù, se ne vanno ricordi, emozioni passate, se ne va un pezzo dell’autore.

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    fulvia

    09/07/2007 10:09:26

    Mario Rigoni Stern vive nella natura splendida delle sue montagne come uno che non rispetta quello che ha perché così impone la legge del moomento, fatta di moda e di opportunismo, ma perché quello è il suo mondo ed egli lo ama e lo rispetta e lo vive e lo usa nell'unico vero modo possibile, quello di chi conosce uomini, piante e animali fin nel profondo dell'anima. da leggere, bellissimo.

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    sergio resta

    09/07/2006 18:07:51

    Imparare a vivere....Chi si pone alla lettura di un libro di Mario Rigoni Stern subisce un rallentamento della velocità di pensiero a vantaggio di un'acutizzazione del proprio senso critico: la prosa dell'Autore incalza come il passo di montagna. Scandito, posato, essenziale, rispettoso. Ed é questo che consacra Rigoni Stern come scrittore universale; il suo messaggio accorato e possente delle prime pagine ha la stessa intensità al termine dei suoi libri. Li ho letti tutti, nell'intento di trovare,attraverso la voce di un reduce politicamente schierato, un interlocutore che vitalizzasse la polemica di parte, che contrastasse con le proprie argomentazioni i luoghi comuni del dibattito politico e sociale della nostra Italia. Nonno Mario si fa ascoltare - senza interruzioni - e, quel che più piace, con totale approvazione del suo messaggio. Uomo e Natura: dal rispetto reciproco può generarsi un'aspettativa, un futuro per le prossime generazioni. Un comune progetto di salvaguardia ambientale, la rivalorizzazione di attività in disuso, una rivalutazione delle umili tradizioni della nostra terra, sono le condizioni essenziali per tornare a sperare che la vita possa avere ancora un senso umano. E' forse tempo di cominciare a credere che l'attitudine al miglioramento possa nascere non dall'avventato messaggio futuristico imposto dall'industria, ma dalla rilettura del nostro passato.

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