«Tirar su una casa. Scegliere le tegole del tetto e il mattonato del pavimento. Immaginare facciate, logge, scale, prospettive, giardini. Per quanto ne sapevo, una donna non l'aveva mai fatto.»
«Mazzucco raggiunge qui una vetta per la ricchezza inesauribile dei particolari e al tempo stesso per la tenuta trascinante dell'insieme» – Alberto Asor Rosa
«La verità dell'"Architettrice" è la forza della letteratura. È la straordinaria penna di Melania Mazzucco» – Angelo Guglielmi
Nel maggio del 1624 un uomo accompagna la figlia sulla spiaggia di Santa Severa, dove si è arenata una creatura chimerica. Una balena. Esiste anche ciò che è al di là del nostro orizzonte, è questo che il padre insegna a Plautilla. Una visione che contribuirà a fare di quella bambina un'artista, misteriosa pittrice e architettrice nel torbido splendore della Roma barocca. Mentre racconta fasti, intrighi, violenze e miserie della città dei papi, e il fervore di un secolo insieme bigotto e libertino, Melania G. Mazzucco ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, abilissima a non far parlare di sé e a celare audacia e sogni per poter realizzare l'impresa in grado di riscattare una vita intera.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
Apprezzo molto la scelta dell'autrice di dare voce ad un personaggio storico femminile sconosciuta ai più e trovo che abbia fatto un grande lavoro di ricerca storica. Le descrizioni della Roma del '600 sia della corte papale che del popolino siano ottime e le ho molto apprezzate. Altre parti del libro invece non mi hanno conquistato rendendomi la lettura del libro piacevole ma nulla più. La mia non vuole essere una recensione negativa e lo consiglio se piacciono i romanzi di ambientazione storica scritti bene
Ho comprato questo libro sull’onda dell’entusiasmo dopo aver letto Vita della stessa autrice: è scritto divinamente, ma risulta eccessivamente prolisso nella descrizione dei fatti storici, al punto da far perdere di vista la protagonista del romanzo, alla quale avrei preferito fosse dedicato più spazio. Confesso di aver saltato intere pagine dedicate alle vicende storiche: mi hanno annoiata, anche se riconosco la grande bravura della Mazzucco, e non mi è rimasto addosso come invece è successo con Vita.
Notevole, non trovo aggettivo più adatto per definire questo libro, notevole la qualità della scrittura, notevole lo sforzo fatto per ricostruire personaggi, eventi e ambienti della Roma del ‘600 e notevole la riuscita. Non è forse un libro per tutti, perché molto marcata è anche la caratura tecnica, con un’abbondanza di particolari architettonici e di incursioni nella storia dell’arte che possono renderlo indigesto a chi non è disposto ad affrontare una simile lettura. La Full Immersion in uno spaccato di quasi quattro secoli fa è però garantita. Se devo trovare un difetto, è che la scrittura così elegante e accurata col progredire della storia si complica, si complica nella costruzione sintattica e in generale in quella narrativa, diventando a tratti addirittura incomprensibile. Altro rilievo è che, nel finale, la passione con cui il libro è stato scritto risulta un po’ ingombrante, rendendo palpabile la presenza dell’autrice, quella forza motrice che in un libro dovrebbe invece restare nascosta.
Notevole, non trovo aggettivo più adatto per definire questo libro, notevole la qualità della scrittura, notevole lo sforzo fatto per ricostruire personaggi, eventi e ambienti della Roma del ‘600 e notevole la riuscita. Non è forse un libro per tutti, perché molto marcata è anche la caratura tecnica, con un’abbondanza di particolari architettonici e di incursioni nella storia dell’arte che possono renderlo indigesto a chi non è disposto ad affrontare una simile lettura. La Full Immersion in uno spaccato di quasi quattro secoli fa è però garantita. Se devo trovare un difetto, è che la scrittura così elegante e accurata col progredire della storia si complica, si complica nella costruzione sintattica e in generale in quella narrativa, diventando a tratti addirittura incomprensibile. Altro rilievo è che, nel finale, la passione con cui il libro è stato scritto risulta un po’ ingombrante, rendendo palpabile la presenza dell’autrice, quella forza motrice che in un libro dovrebbe invece restare nascosta.