Un' aringa in paradiso. Enciclopedia della risata ebraica

Elena Loewenthal

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
In commercio dal: 22 marzo 2011
Pagine: 243 p., Brossura
  • EAN: 9788806205867
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Descrizione

"L'aringa è un libro di barzellette. O meglio, di quelle storielle ebraiche che sai come cominciano, ma non sai dove andranno a parare. E come ben si sa, le storielle sono fatte per essere raccontate. Ma mica una volta sola. Tante. Tantissime." Rabbi Meir ha lasciato questo mondo. Sale in paradiso. Gli viene subito servito un piatto freddo di aringhe con patate. Sorpreso e un po' deluso, il rabbino mangia senza dire nulla. Poi lancia per caso un'occhiata verso l'altro "settore" e vede i dannati gozzovigliare ingurgitando minestre vellutate, sformati, arrosti, pasticcini. Il rabbino continua a tacere. Al pasto successivo, di nuovo qualche aringa con patate, e una tazza di tè. Il rabbino getta di nuovo, questa volta non per caso, un'occhiata all'altro "versante": crespelle, cacciagione, funghetti e via di seguito... Pasto successivo, stessa solfa, cioè aringhe e tè. E di là: oca al forno, caviale, ricche torte. Il rabbino ha taciuto abbastanza, chiama il primo angelo che vede e indaga: "Non capisco. Questo dovrebbe essere il paradiso, e si mangia sempre solo aringa fredda. Di là, che dovrebbe essere il contrario, se non mi sbaglio, ci si abbuffa a più non posso". L'angelo sorride imbarazzato, abbassa lo sguardo e dice: "Eh, lo so. Sa qual è il problema, rabbi. Che non vale la pena di cucinare per una persona sola...".

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    Fabrizio Porro

    01/11/2013 22:55:32

    Le storielle ebr.,parabole comiche ebr. contengono sempre un qualcosa di piu',un'ulteriore possibile comprensione che le rende affascinanti.Non hanno niente della comicità immediata e diretta dell'avanspettacolo condotto da un abile dicitore,ne'delle raccolte di editoria improvvisata legata a una categoria, a una situazione.E questo di piu'potrebbe essere anche motivo in qualche modo di presupponenza o di svisamento,se nascesse nel contesto di un patrimonio privato-inalienabile,come la certezza assoluta di appartenere ad una minoranza intellettualmente elitaria e di comunicazione "carbonara",come sembra indicare quel detto di lontana origine che asserisce che la b.ebraica è quella cosa che gli ebrei conoscono già e gli altri non capiscono.Però,la massima ha un'immediata smentita,anche se probabilmente contiene un suo germe di verità che nasce da una differenza.Che è una provenienza:queste non sono storielle sugli ebrei ma degli ebrei.Quindi non specchio deformante,irrisione piu'o meno benevola,sguardo altrui sul "diverso"o "alieno" di cui si colga subito il lato debole,ma la risata anche crudele e impietosa che spesso le persone intelligenti hanno nei confronti di se stesse:nella fattispecie una comicità che nasce da un sostrato comune,un patrimonio che la storia e le tradizioni hanno arricchito di personaggi, atmosfere e situazioni nate spesso dal disagio e dal dolore ma anche dalla spensieratezza o dal ritegno consapevole di un legame,non razziale ma etico,etnico,ancestrale,anche trascurando quello religioso.Elena si e'qui divertita a rovistare l'immensa meteria dell'umorismo ebr.,eliminando quei settori "ortodossi" spesso di difficile comprensione,privilegiando invece quel mondo che le vicende e la letteratura hanno rivelato a molti,una realtà intrisa di sofferenze e gioie rare,ma anche di una grande volontà di sopravvivere.E se il riso-witz non scoppia sempre irrefrenabile ma come meditato,questo nasce dalla consapevolezza amara di un universo in parte scomparso

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    claudio

    16/05/2011 19:57:59

    Ancora un bel libro di Elena Loewenthal. Questa volta è una raccolta di barzellette, racconti, frasi di ebrei sugli ebrei. Anni fa avevo letto qualcosa del genere di Ovadia e di Rosten. Esilarante. Anche triste, pensando a com'era la vita negli shtetl della Galizia prima degli anni '40 del secolo scorso.

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