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Sun Tzu

Traduttore: M. Rossi
Editore: Mondadori
Collana: Oscar varia
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 222 p.

1 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Guerra e difesa - Teoria della guerra e scienza militare

  • EAN: 9788804517788

Recensioni dei clienti

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    spirito_libero

    05/06/2014 22.41.17

    volevo leggere questo libro da anni, spinto sia dalla curiosità che dal fascino che mi trasmetteva ogni volta in libreria. ho trovato l'occasione di un Edizionte Tascabile e ho approfittato. Dopo una bella (e interessante) prefazione e introduzione (i Wu Ming sono molto coinvolgenti in questo caso) mi sono accorto che il libro è suddiviso in 13 capitoli. Preciso che leggo da anni libri di psicologia, sociologia, comportamenti umani, strategie e genere affine. Non ci sono esempi concreti in questo libro: solo consigli, modi di fare, parole nette e precise, o bianco o nero. Non ci sono sfumature, tentennamenti o altro. Viene sempre indicato cosa fare o non fare. Se questo aspetto può essere positivo e utile nel contesto militare o in alcuni casi, spesso si trascura la componente psicologica che potrebbe fare agire in altro modo ottenendo risultati ottimali. di sicuro è volutamente espresso solo il punto di vista inquadrato in quanto, oggettivamente, i primi 12 capitoli sono prettamente militari. A parte qualche consiglio applicabile nella vita pratica e qualche massima, rivela palesemente la sua applicabilità unidisciplinare. Molti concetti sono ripetuti e alcuni ripetuti in maniera duale, credo appositamente, per far capire meglio al lettore cosa si vuol comunicare e fissarlo nella mente. Il 13° capitolo, incentrato sulle spie, è interessante, ma finisce troppo in fretta. In definitiva un libro che non delude, non illude, ma non illumina. Indubbiamente un lettore con poca esperienza potrà imparare tanto, un letore medio rileggerà ovvietà e smusserà spigolature, un lettore esperto prenderà solo quel poco che serve per strutturare meglio le sue conoscenze. In ogni caso qualcosa di buono la lascia a fine lettura!

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    mjb

    27/03/2014 15.06.57

    forse sono io che non ho compreso appieno il significato e "le istruzioni " di vita di questo libro; sicuramente, a suo tempo, fu qualcosa di innovativo ma non riesco a vederlo ancora attuale o applicabile; non lo immagino come vademecum dei grandi manager che si occupano di strategie economico-aziendali( a dispetto di ciò che ho letto su un quotidiano che appunto lo citava in tal senso)...per fortuna presi l'ed newton s.e.

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    Lorenzo Panizzari

    29/09/2012 14.38.46

    L'ho letto alla ricerca di valori di base della società e di suggerim per relazionarmi con i cinesi. Con spartiacque al Cap.7, la prima parte è interessante e ricca di spunti, mentre la seconda è molto concentrata sull'arte militare e perde di valore dal pnt di vista sociale ed antropologico. Mi sembra cmnq un testo superato, ma con il valore (nella 1^parte) di raccontare temi/aspetti che la sociologia svilupperà solo molti secoli dopo. Leggibile come un trattato di cultura locale (ma foto del momento, non evolutiva), valido prima che in battaglia nelle relaz quotidiane, con modalità a cui in occid non siamo abituati. Chi ha fatto corsi di vendita di certo ha già sfiorato i temi, ma per l'autore non si tratta di comportamenti da apprendere ma vere e proprie basi di società e leadership, che qui è già intesa come per i moderni manager. La prima parte si può leggere 2liv diversi. Il primo (semplice) dove si colgono in anticipo idee che in Eu matureranno a breve con i romani (si vis pacem para bellum) e più avanti con Machiavelli (dividere morale e politica), e molto più avanti ancora con Napoleone e V.Claurevitz (guerra rapida e circoscritta). Più interessante è il secondo (personale/filosofico) che illustra uno stile di vita centrato su autocoscienza (conosci te stesso), preparazione (conosci l'avversario e il campo di battaglia) e strategia (funz di ascolto, anticipa, reaz veloce ai cambiam), e solo in ultima istanza alla violenza (forza razionale e razionalizzata). I Cap7-12 spostano l'attenzione sull'azione e perde quindi di interesse per un non appassionato di storia militare. Qualche rapporto con la realtà al Cap.13 (uso delle spie), ma forse più per l'ambito delle relaz.internaz che per quelle personali e professionali (anche di alto livello). Bellissima l'idea di capo e sue qualità: per definiz ricco di qlty e (viceversa) chi ha le qlty è un capo. Niente diritto divino, clientelismo, elite ecc; non stupisce che ce l'abbiano con il cristianesimo.

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    EGO

    06/11/2011 02.21.22

    Il libro più brutto che abbia mai letto. Va bene per chi è duro di comprendonio, praticamente ripete allo sfinimento gli stessi 3-4 concetti per tutta la durata del libro. Noia noia noia...

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    KidChino

    04/04/2011 15.43.32

    Un libro che cambia il tuo modo di pensare. Un trattato in cui vengono sviluppate tecniche di battaglia a dir poco straordinarie, anche togliendo il fatto che parliamo di 2500 anni fa!! Quello che si può fare in guerra si riflette perfettamente nella vita. Conoscendo se stessi e gli altri si possono vincere battaglie nella vita quotidiana. Tutti i giorni siamo posti davanti a problemi e ostacoli che la vita ci pone davanti. Ed affrontarli nel modo giusto è di vitale importanza. Per nulla banale e consigliatissimo!!!

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    carlo

    07/01/2009 16.28.58

    molto interessante e ricco di contenuti,in particolare questo libro aiuta a crescere e in particolare se non ci si lascia trascinare dal pregiudizio del titolo insegna molte strategie utili a districarsi negli ostacoli e conflitti che si presentano ogni giorno.... consiglio di leggere questo libro con calma e piu volte dato che non e come leggere un romanzo!BUONA LETTURA!

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    giovanni

    29/09/2008 01.26.31

    veramente bello, per gli entusiasti del libro consiglio di leggere anche 'i 36 strategemmi'

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    giovanna bellini

    30/11/2007 23.30.06

    Rispettando il parere di tutti penso che chi dice che è un libro banale forse lo ha letto senza leggere, perchè è in realtà un testo piuttosto difficile in alcune parti; a chi lo definisce obsoleto, anticipando che chiaramente non è un testo moderno, vorrei dire che esistono pensieri, idee, che attraversano il tempo partendo da lontano, senza per questo divenire "obsoleti". In relazione al testo in questione, ad esempio, uno degli insegnamenti che più banalmente se ne può trarre, e comprensibile da tutti, è che "la miglior battaglia è quella che vinciamo senza combattere". Il tempo in questo caso non ne ha sminuito la forza.

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    alessandro

    08/11/2007 14.08.02

    ...trovare banale questo libro è un insulto all'intelligenza... da studiare nelle scuole!

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    Vincent

    18/10/2007 23.13.44

    Il libro è interessante, ma per chi non è addentro alle tematiche della filosofia cinese troverà, come nel mio caso, numerose difficoltà di comprensione. Ho trovato molto più utile, avvincente e fruttuoso il libro curato da Gianluca Magi I 36 stratagemmi. L’arte segreta della strategia cinese, dove molti passi de L’arte della guerra che mi risultavano oscuri mi si sono chiariti anche grazie agli straordinari ma veri eventi storici narrati per illustrare i concetti esposti ed essere applicati nella vita odierna occidentale.

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    Manuele Marconi

    26/01/2007 14.05.04

    Bello, molto bello. Lo sto finendo. E' chiaro che non è un libro per tutti, cioè chi si ferma alla superficialità dei suoi precetti alla fine lo troverà noioso. Si rischia di farsi un po' deludere dall'introduzione, che ha molto il taglio di quei libri sull'autostima (brrr..). I primi capitoli sono molto concettuali, e quindi difficili (anche se la traduzione è otiima), io stesso mi ero arenato, preferendo saggistica di fisica teorica, tuttavia dal 7° capitolo le cose si fanno più briose, e veramente si ha la consapevolezza filosofica dello shih, merito anche del 1° dei 3 saggi antologici che vengono presentati dopo la lettura del testo vero e proprio. Sarebbe opportuno per sviscerarlo che aveste una cultura classica (filosofia, ecc..). Ultima cosa: questa edizione del Sun Tzu è fatta veramente molto bene, e anche se non ho esperienza di altre edizioni, credo, dai commenti, che sia la migliore, o comunque quella che è riuscita ad andare ad un pubblico "più alto". Ciao

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    Gianandrea Rizzotti

    02/04/2006 03.59.49

    Credo sia un testo fondamentale per ogni essere vivente,come la bibbia,il corano ecc. Per rispondere a qualcuno,a me è apparso "banale" come le gambe che ci sorreggono. A coloro che insinuano che è superato,che chiedano a un qualsiasi studente(valido) di economia,cosa rappresenta questo libro. ASSOLUTO

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    alessio aringoli

    18/02/2006 18.48.11

    Francamente, il commento "banale" riferito a questo libro è davvero superficiale. Studiosi del pensiero orientale, più che altro, invitano alla cautela, riguardo all'utilizzo occidentale di Sun Tzu, che andrebbe letto all'interno del paradigma categoriale che gli è propio. Non percorro questa via, e resto sul terreno dell'interpretazione occidentale. Su questo piano, è indiscutibile che Sun Tzu costituisca una delle più stimolanti ipotesi di "agire strategico", habermasianamente parlando. Un'ipotesi, peraltro, in netta alternativa al pensiero strategico dominante, non solo in campo militare, negli ultimi due secoli in occidente, ben esemplificato dalle teorie di von Clausewitze. Sebbene esistano senza dubbio dei punti di contatto tra le dottrine della guerra di movimento ed il pensiero di Sun Tzu, se non altro in confonto con le guerre di logoramento, la dottrina strategica dominante in occidente da Napoleone in poi si fonda sul concetto di concentramento delle forze per l'attacco decisivo. Sun Tzu propone una visione, alternativa, basata sulla centralità degli attacchi laterali e del ruolo dell'intelligence. Non a caso, fin dopo la guerra, Sun Tzu ha ispirato movimenti rivoluzionari e di querriglia. Ma già la Seconda Guerra Mondiale aveva trovato nella strategia britannica, fino allo sbarco in Normandia, fondata su attacchi laterali, logoramento, inganni e finte, una significativa applicazione concreta di concetti vicini al pensiero di Sun Tzu. Ciò che semmai si può rimproverare all'autore (perlomeno, dal punto di vista delle categorie di un lettore occidentale) è di condividere con von Clausewitze (o con Machiavelli) una certa illusione -si potrebbe dire "illuminista"- sul controllo razionale delle variabili. Il grande ruolo che Sun Tzu attribuisce alla previsione degli avvenimenti, pur contrastando giustamente concezioni che privilegiano il dato quantitativo e la semplice rapidità di esecuzione del piano, resta comunque su un terreno che può rivelarsi ingannevole. DECISAMENTE DA LEGGERE

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    Mirko Nicoletti

    23/04/2005 17.26.22

    Bellissimo... Impossibile farne un riassunto in quanto, ogni paragrafo si presta a varie interpretazioni e centinaia di discussioni in ambiti diversi. Per quanto possa esser definito obsoleto, i concetti che esprime sono tutt'ora validi. Per quanto banale, il 99% della gente non sa applicare le strategie più semplici illustrate nel libro. Un conto e' parlare di "acqua calda" 2500 anni dopo Sun Tzu. Un conto e' sapere cosa farsene. C'e' chi nell'acqua calda ci muore affogato o di fame e chi la usa per cucinarci il pranzo... :o)

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    nathalie

    07/04/2005 19.11.22

    bellissimo

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    Antonio

    17/02/2005 18.49.25

    Grande volume, ma solo per pochi; non tutti possono comprendere la genialità di questo autore che ha varcato i millenni.

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    Andrea

    26/10/2004 15.29.42

    Un libro al quale continuamente attingere per recuperare insegnamenti da applicare nella vita. Non sottovalutate le cose che sembrano banali, sono molto più profonde di quanto non appaia.

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    claudio

    18/10/2004 11.55.58

    Saluto tutti, quelli che hanno apprezzato e anche gli altri. Gli insegnamenti di questo testo, infatti, parlano sia di coloro che vincono, che di quelli...altri che perdono. Per quanto sia banale la cosa, sta proprio nel saper apprezzare le cose piccole e banali la maggior intelligenza.

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    Luca B.

    22/09/2004 17.18.01

    Personalmente trovo che questo sia uno dei libbri più interessanti da me mai letti. C'è chi definisce questi suoi insegnament banali, bè innanzitutto bisogna considerare che si sta' parlando di una persona vissuta 500 anni prima di Cristo (e qualcuno l'acqua calda l'avrà dovuta scoprire per la prima volta!!)ed in secondo luogo penso che queste persone non abbiamo capito tanto dal libro. Consiglierei di rileggerlo e se ancora rimangono perplessi bè leggano Topolino magari ci capiscono qualcosa. Inoltre, sarei curioso di sapere cosa pensa questa gente di Napoleone e Mao in quanto ispirati dagli input del maestro cinese per le loro strategie.

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    Cristiano Carpin

    04/09/2004 11.45.47

    Alla fine del libro se ti chiedi che cosa hai letto non riesci a farne un riassunto. Obsoleto,banale e cinico.A mio avviso da evitare con cura.

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