L' arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita

Alessandro D'Avenia

Editore: Mondadori
Edizione: 1
Anno edizione: 2016
Pagine: 216 p., Rilegato
  • EAN: 9788804665793

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Anna

    28/10/2017 15:18:02

    L'autore ha un ego ipertrofico! infatti parla troppo di se stesso e dei suoi successi personali e poco, o per niente, della straordinaria personalità leopardiana. Sopravvalutato!!!

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    n.d.

    21/10/2017 16:05:22

    Ottimo!

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    Nicolò

    07/06/2017 15:47:34

    "Eppure la vita è una cosa bella.." Sono le corrispondenze tra Alessandro D'Avenia e l'incompreso Giacomo Leopardi la spina dorsale del nuovo romanzo del professore-scrittore. È una grande lezione di vita e di Lettere, una storia che unisce i dubbi del passato alla paura del presente e che ci insegna che la fragilità è un'arte e mai una colpa. Più saggio che romanzo, a tratti lento, difficile. Adatto a chi Leopardi lo studia, ai ragazzi del Liceo, agli insegnanti. Un diario intimo, personale in cui tutti riescono a trovare, quasi per caso, un po' si se stessi.

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    Giamba

    16/05/2017 16:11:22

    Interpretazione moderna dell’opera di Leopardi. Impegnativo; mai banale. Assolutamente consigliato

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    Irene

    06/05/2017 16:13:09

    Un libro non semplice, a mio parere ma che vale sicuramente la pena leggere. La ripetitività riscontrata da alcuni a me è sembrata più un sottolineare e rimarcare alcuni concetti e pensieri ritenuti dall'autore più importanti. Mi ha fatto venire voglia di riprendere Leopardi che, ammetto, di aver snobbato in età scolastica. Come gli altri libri di D'Avenia la mia copia, a fine lettura, si presenta piena di sottolineature e post it all'interno, sia per alcune frasi molto belle formulate dall'autore sia per delle pagine che mi hanno ispirato pensieri e ragionamenti ulteriori. Lo consiglierei sia a chi a che fare con giovani a vario titolo (io sono capo scout ad esempio e alcuni passaggi li sfrutterò per qualche attività) sia ai giovani stessi.

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    Davide

    17/04/2017 14:00:52

    Lo sto finendo solo per sfida personale. Il libro è noioso e ripetitivo, molto spesso faccio fatica a seguire il filo del discorso e mi perdo negli intricati discorsi filosofici di D'Avenia. È di difficile lettura, mancando una trama, un racconto, quello che ne trarrò sarà un bel niente.

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    Leila

    08/04/2017 13:12:44

    Incoraggiata dalle recensioni positive, mi sono decisa a leggerlo, sperando di trovarvi pagine esemplari da proporre in classe per mostrare l'attualità e la grandezza di Leopardi. Insomma avevo buone aspettative, ma - ahimè - mi sono dovuta subito ricredere: al posto di un saggio leopardiano ho trovato solo un'autobiografia molto "leopardata". Ho dovuto abbandonare la lettura dopo neanche una trentina di pagine. Molto meglio la lettura, sicuramente più hard e più attuale, dello Zibaldone originale.

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    alinghi

    05/04/2017 13:50:31

    Forse, leggendo gli altrui commenti, non ne ho saputo cogliere l'essenza, la bellezza, la poesia...mi è sembrato un esercizio di stile a tratti ridondante; da salvare solo le parti scritte da Leopardi e poco altro. Una delusione, libro pesante, sicuramente non dice nulla che non sia stato già scritto.

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    rosanna

    28/02/2017 14:55:14

    Quando ho terminato di leggere questo libro ho sentito subito un senso di vuoto. Mi mancava Leopardi,mi mancavano le sue poesie,paradossalmente mi mancava il suo dolore. D'Avenia ha scritto un libro di non facile lettura,talvolta anche ripetitivo,ma ricco di riflessioni sulla forza rigeneratrice della poesia,dell'arte intesa come Bellezza Assoluta,come anelito imprescindibile dell'uomo verso l'Infinito. E poi tante considerazioni su quella che ,a torto,viene definita l'età più bella,la giovinezza,e che giustamente l'autore ,invece,ravvisa come quella più carica di dolore perché più piena di speranza. Un libro da leggere,e rileggere, con amore e dedizione per un poeta che ha riempito la vita di chi lo ha conosciuto attraverso i suoi scritti di una bellezza senza tempo. Grazie professore,dal profondo del cuore,grazie Alessandro

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    Gabriele Piccione

    18/02/2017 13:53:19

    Il libro riprende, sottoforma di lettere scritte dall'autore, molti aspetti della poesia di Leopardi (con una chiave di lettura diversa e originale), rintracciando e riflettendo sulle diverse fasi della vita (adolescenza, maturità, riparazione, morire). Gli spunti sono molto belli (anche se a volte un po' confusi) però, a differenza degli altri libri dell'autore, questo sembra più un insieme di lezione che, alla fine, ti lasciano ben poco. Se dovessi indicare cosa mi è rimasto del libro avrei qualche difficoltà. Il tono da "lezione", inoltre, diventa un po' un auto-celebrazione dell'autore piuttosto che una piacevole lettura.

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    Mariana

    10/02/2017 22:05:30

    Difficile

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    Ella

    09/02/2017 14:34:06

    L'idea è buona, anche se non nuovissima.... Ho avuto più volte la sensazione che l'autore volesse allisciarsi i lettori. Mi sembra una buona operazione commerciale, ma niente di più...soprattutto per chi ama molto la scrittura di Leopardi.

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    Fabiana

    08/02/2017 11:50:45

    D'Avenia, grazie alla professione di insegnante, ha maturato una grande conoscenza sulle emozioni che provano i giovani. Inoltre riesce ad attualizzare autori e concetti ritenuti per la maggior parte superati. Io lo ammiro sia come scrittore che come educatore ed invito i genitori a leggere i suoi libri ed a visionare su youtube gli interventi che fa nelle scuole.

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    Elena

    05/02/2017 16:53:58

    Il pregio di questo libro è presentare Leopardi in una veste e sotto una prospettiva diversa da quella a cui tutti sono abituati. Questo mi ha incuriosita quando ho letto la trama, amando Leopardi io stessa. Non sono stata delusa da questo aspetto, il libro contiene delle riflessioni molto belle, da meditare e sottolineare: "Sappiamo dire ciò che siamo, ma non come e perché esitiamo, sappiamo solo che a ciò che siamo è dato di esistere e questa è una chiamata a cui non ci possiamo sottrarre"; uno dei pensieri più belli che ho letto e a cui l'autore dà la sua riposta alla fine. Ce ne sono altri, ma come ha detto già qualcuno prima di me, il libro è troppo ripetitivo, e l'attenzione e la voglia di proseguire nella lettura a tratti calano. Non bisogna avere paura di scrivere un libro corto; fosse stato la metà, avrei dato sicuramente cinque stelle.

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    Egome

    16/01/2017 18:06:55

    Caro amico ti scrivo … In questo caso l’ amico (Giacomo) è un personaggio eccezionale, che chi scrive (Alessandro) conosce bene dagli anni della sua adolescenza e ama profondamente. Non è pertanto un saggio o una biografia su Leopardi, ma una lunga lettera avvincente fra due amici inseparabili, sempre più uniti col passare degli anni. Di Leopardi abbiamo sempre colto il pessimismo cosmico, le sofferenze legate a un fisico fragile, ad una sensibilità, profondità e vulnerabilità d’animo . IL Leopardi di D’Avenia è un’altra cosa, non è quello studiato al liceo: la fragilità diventa forza tetragona, il suo ‘pessimismo’ pulsione/ coazione a vincere la vita - con le sue tristezze i suoi mali - e la natura ingrata che lascia l’uomo solo e impotente davanti alle difficoltà. Il Poeta non chiede sconti, ha la sua forza, il suo ‘rapimento’ che lo portano ad accettare la vita così sofferta, sfidandola con la forza della sua parola, dei suoi versi: l’uomo è fragile, è triste e abbandonato dalla natura ostile, ma è l’unico essere vivente che nella sua caducità può percepire l’infinito (anche se molte siepi ne ostacolano la visione ), se segue il suo destino /destinazione e soprattutto se si lascia rapire da un obiettivo, da un fine . Bellezza e Amore sono ciò che finalizza l’esistenza , e che l’uomo deve perseguire, ciò che rende la vita degna di esser vissuta. Molte le citazioni, poesie, lettere di Leopardi; altrettanto suggestive e commoventi le storie di vita vissuta dell’ autore , nel suo lungo percorso di insegnate, a contatto con i giovani e con i problemi che li tormentano. Con lui Leopardi diventa un antidoto al veleno che contamina la vita dei giovani d’oggi (in verità non solo dei giovani …), un compagno di viaggio irrinunciabile. Favoloso D’Avenia !

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    Martina

    05/01/2017 17:11:47

    Apparentemente interessante e originale. Poco scorrevole anche se i concetti espressi fanno riflettere molto su alcuni aspetti della vita e le testimonianze riportate all'interno sono decisamente toccanti, non mi ha preso più di tanto forse perchè privo di una trama ben precisa. Ho apprezzato molto il linguaggio utilizzato dall'autore.

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    Nadia

    03/01/2017 12:17:50

    Questo libro contiene delle pagine davvero notevoli... io personalmente ho sottolineato diversi passaggi, e ho consigliato ad alcuni amici e famigliari di leggerlo. Tuttavia, come ha scritto qualcuno prima di me, spesso l'autore è ripetitivo fino alla noia, e questo ovviamente fa calare l'attenzione. Diciamo che bisogna saper avere pazienza nella lettura di questo testo, perché ci sono gemme disperse qua e là, e sarebbe un peccato lasciarsele sfuggire.

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    Talisie

    30/12/2016 09:04:07

    All’autore vanno riconosciute senz’altro una cultura letteraria approfondita e l’autenticità delle sue passioni, e cioè scrivere e insegnare, entrambe condotte in virtù di una “chiamata” personalmente ricevuta. Detto questo, però, il libro si presenta piuttosto ripetitivo, costruito sulla simulazione di un epistolario in cui a Leopardi vengono rivolte domande, spesso alla fine di un capitolo-lettera, su argomentucci di poco conto come la vita, la natura, la morte etc. Ad appesantire il tutto c’è poi la solita retorica dell' odierna adolescenza sigillata in un mondo virtuale, incapace di fruire dei veri beni; in tanto grigiore compare fortunatamente l’insegnante sensibile, che ha già capito tutto, il quale con adeguata maieutica riesce a salvare questi studenti maltrattatati dalla vita. Con ciò non si vuole assolutamente attribuire un atteggiamento di sdegnosa superiorità all’autore che, anzi, da quanto dice, risulta essere un ottimo professore, sicuramente e giustamente amato dalle sue classi, ma certo tutto l’armamentario polveroso sui disagi di quell’età delicata un po’, ammettiamolo, annoia. D’altra parte, ciò fa parte della storia della letteratura a partire dai lirici greci: essere giovani e melanconici, pieni di vigore fisico, ma tristi e spaesati è un topos che dura da secoli. Di certo Leopardi l’ha saputo esprimere meravigliosamente e D’Avenia ha citato passi adattissimi a rappresentarne il travaglio, ma una sintesi maggiore avrebbe giovato al messaggio. Un’ultima nota: chi le ha detto, caro collega, che i “Promessi Sposi” e la “Divina Commedia” sono i libri più odiati dagli italiani? Mi fa piacere correggerla rivelandole che, almeno nelle mie classi, riscuotono a tutt’oggi un grandissimo successo.

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    carlo

    04/12/2016 09:49:55

    Un libro da leggere per riscoprire dimensioni che il pantano della vita quotidiana tende a nascondere. Lo consiglio a chi pensa che la vita non abia piu molto da dirgli.

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    Francesco

    10/11/2016 20:31:13

    D' Avenia ha investito tutta la sua vita per i ragazzi ha un grande dono che mette a disposizione ho letto tutti i suoi libri e sono davvero interessanti e di sostanza cosi' e' anche questo libro

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“Da te ho imparato, Giacomo, come si guardano le stelle da una finestra mentre il mare, specchio del purissimo azzurro del cielo, respira infaticabile e tranquillo. Da te ho imparato come ci si meraviglia, sovrastati dalle cose non fatte dall’uomo che ispirano quelle che ancora può fare.”

Uno dei giochi che il professore Alessandro D’Avenia ama fare con i suoi studenti del liceo è quello di iniziare a raccontare la vita di scrittori e poeti partendo da un’immagine o da una fotografia. A suo dire questo è un modo alternativo di fare le presentazioni, come se si trattasse di un amico incontrato per caso.

Con un solo poeta D’Avenia esordisce in maniera diversa, lo presenta come “Il più grande poeta moderno” e poi i ragazzi devono indovinare di chi si tratta. Difficilmente viene fuori il nome di Giacomo Leopardi, perché purtroppo Leopardi si porta dietro quel manto di “sfiga” e pessimismo che una certa critica gli ha affibbiato molti lustri fa. Non deve essere facile per un professore innamorato della sua poetica, convincere gli studenti che quello di Giacomo Leopardi non è pessimismo, ma che il suo pensiero anzi è vitale, esplosivo, tendente all’infinito.

Già il regista Mario Martone con il film Il giovane favoloso del 2014 ha provato, anche grazie a una magistrale interpretazione di Elio Germano, a capovolgere l’immagine del poeta di Recanati. Oggi D’Avenia riparte dalla stessa identica immagine, quella di un adolescente seduto vicino alla finestra e intento a leggere i testi dell’immensa biblioteca paterna ma sempre tenendo un occhio fuori, verso la natura, per creare un contatto intimo tra Giacomo Leopardi e tutti gli adolescenti.

In questo libro, che è una lunga lettera scritta in seconda persona, Alessandro D’Avenia si rivolge direttamente al suo amico Giacomo chiedendogli essenzialmente due cose: cosa vuol dire essere adolescenti e cosa rimane dentro di noi di questa età della vita. Per poi, naturalmente, ringraziarlo.

 “Grazie per avermi ricordato che l’immaginazione non è cosa da poeti, ma da uomini che fanno di ogni azione poesia, cioè compimento: è poesia un amore fedele, è poesia un piatto gustoso, è poesia una spiegazione appassionante. Questa lezione mi serve tutti i giorni in classe, quando devo mettere la mia immaginazione al servizio dei volti acerbi dei miei alunni, per vedere l’invisibile che si cela dietro il loro informe essere al mondo. Questa è la poesia del mio mestiere […]. Loro sono la mia biblioteca di inediti.”

Una cosa è subito chiara: gli adolescenti non hanno domande, ma sono domande, sono un continuo oscillare tra desideri e disastri (de-sidera, distanza dalle stelle e dis-astro, assenza di stelle). Ma come fare a trasformare questa estrema fragilità, questo limite incipiente, in bellezza? 

È Giacomo Leopardi l’unico poeta ad aver creato massimi esempi di bellezza partendo dai suoi stessi limiti ed è lui il testimonial migliore per spiegare a tutti gli adolescenti di oggi come fare a capovolgere in positivo le loro vite.

Attraverso la lettura delle sue opere, soprattutto dello Zibaldone che Alessandro D’Avenia dimostra di conoscere approfonditamente, partecipiamo alla creazione di un nuovo Leopardi e intraprendiamo un viaggio sorprendente al termine del quale la natura, la sapienza e il nostro io si congiungono in un unico elemento alchemico.

Se sia una lettura più indicata per l’adolescente che voglia affrontare con slancio questa fase della vita, o per il docente che abbia voglia di misurarsi con la grande sfida lanciata da D’Avenia, questo non possiamo dirlo. Di certo possiamo dire che questa nuova prova dell’autore di Bianca come il latte, rossa come il sangue non è solo un romanzo d’amore, ma è una dichiarazione d’amore, verso un’età della vita e soprattutto verso il suo mestiere di insegnante.

Recensione di Annalisa Veraldi