Aspetta primavera, Bandini

John Fante

Traduttore: C. Corsi
Curatore: E. Trevi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Pagine: XXXIII-238 p., Brossura
  • EAN: 9788806171360
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Recensioni dei clienti

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    angy

    05/10/2015 11:49:01

    Ah questo libro è davvero meraviglioso. Fante è una perla, scrive da dio. Altro non posso dire perché non ci sono parole per descrivere la bravura di questo autore italo americano. Piano piano leggerò tutta la sua produzione letteraria xkè merita. Lui si meritava il premio Nobel.

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    Alberto Zella

    27/02/2013 16:10:30

    John Fante. Ecco uno a cui avrebbero dovuto dare il Nobel.

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    DonnieSF

    07/10/2012 20:41:26

    Un lungo inverno da superare per Svevo Bandini, italiano emigrato in America. Davanti casa la neve. Fa' il muratore e la neve gela la calce tra i mattoni. Non gli consente di lavorare, non è facile da sopportare. Gli infiniti rosari della moglie non sembrano risolvere granché. Le imprecazioni e le bevute col suo compaesano neanche. Suo figlio Arturo litiga con gli altri due fratelli, si vergogna della sua condizione e odia mangiare uova a colazione, a pranzo e a cena. Va a scuola solo per rimanere incantato a guardare la ragazza di cui è innamorato, che invece lo detesta. Vede suo padre come un Dio, sua madre con compassione. Si considerano ormai americani, ma pregano, bestemmiano e sognano da italiani. Davanti a loro un Natale e quel lungo inverno. Aspetta che la neve si sciolga, aspetta che la sfortuna salti un turno, aspetta che il trionfo ti metta il pepe nei muscoli delle gambe. Aspetta primavera, Bandini. Dopo molti anni dalla produzione di Aspetta primavera, Bandini, l'autore traccia una sorta di testamento letterario: "Ora che sono vecchio non posso ripensare ad Aspetta primavera, Bandini senza smarrirne le tracce nel passato. Certe notti,a letto,una frase,un paragrafo o un personaggio di questa prima opera m'ipnotizza e nel dormiveglia mi ritrovo a ricucirne le frasi ricavando il ricordo melodioso di una vecchia camera da letto nel Colorado, o di mia madre e mio padre oppure dei miei fratelli e di mia sorella. Non riesco a convincermi che una cosa scritta tanto tempo fa mi risulti così dolce nel dormiveglia e tuttavia non riesco a guardarmi indietro,riaprendo e rileggendo il mio primo romanzo. Ho paura, non sopporto l'idea di vedermi sotto la luce della mia prima opera. Sono certo che non la rileggerò più. Di una cosa però son sicuro: tutta la gente della mia vita di scrittore, tutti i miei personaggi si ritrovano in questa mia prima opera. Di me non c'é più niente, solo il ricordo di vecchie camere da letto, e il ciabattare di mia madre verso la cucina."

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    carmela marino mannarino

    07/04/2011 19:57:26

    Una scrittura vincente, avvincente, con il tipico sorriso di sfida sfacciato, determinato, a suo agio, scintillante, simpatizzante, illumina vicende al limite dell'assurdo. Ogni libro di John Fante è una commedia bellissima in cui, con una strana sensazione di calore, si osserva la fragranza di una famiglia piena di vita nel bene e nel male; dove presenza dominante è il padre, per certi versi inesistente, invisibile, per certi versi ingombrante. Ogni libro di John Fante non è mai un luogo estraneo, perché entra nei suoi pensieri privati, e, guardandosi attorno senza troppi sentimentalismi., scoppia a ridere di un mondo che non lo vuole. Ogni libro di John Fante è una promessa che solleva lo sguardo sul passato e sul futuro, aspettando sempre di prenderne uno dove tutto proceda davvero più facilmente.

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    luchino

    19/10/2010 23:31:15

    Un altro buon libro scritto da Fante. Certo questo padre guascone e libertino che piace molto al figlio maggiore fa un po' pensare sotto molti aspetti, ma certo questo è lo stile di Fante, da questo punto di vista quasi un prendere o lasciare. Comunque si lascia leggere con voglia. Da consigliare senz'altro.

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    Andrea

    21/03/2010 17:30:21

    Molto bello, stile puro e realista, a volte nudo e crudo, ha reso molto bene le condizioni di vita delle famiglie italiane negli Stati Uniti del 900; sembra quasi di vedere un film; essendo i miei bisnonni emigrati in America agli inizi del 900 l'ho apprezzato molto. Ottimo scrittore.

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    stefano

    11/01/2009 18:35:10

    un romanzo che definirei neonaturalista. La particolarità di questa storia sta nel fatto che è una narrazione, non tanto di una vicenda particolare, ma della vita quotidiana dei personaggi; che poi, essendo un romanzo fortemente autobiografico è la narrazione dell'infanzia di fante. ottimo libro, scorrevole, disinvolto.

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    Daniele Nuccetelli

    06/04/2008 20:55:55

    Pietra miliare della letteratura nord-americana, "Aspetta primavera, Bandini" mostra con perfetto realismo le vicende di una famiglia italiana in Colorado, le difficoltà di integrazione e il lato oscuro che si nasconde alle radici del meltin' pot statunitense. Un libro per conoscere meglio luci ed ombre del passato dei nostri antenati emigrati all'estero e per provare a capire l'altrettanto difficile presente degli immigrati in cerca di speranza nel nostro Paese, spesso un po' smemorato.

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    Anna

    28/01/2008 23:01:44

    Bello ed emozionante. Ben scritto. Un libro che parla in modo autentico di noi italiani. Dei nostri complessi e delle nostre virtù. Esplora l'italianità in modo per nulla banale. L'italianità sofferta e povera. L'italianità che lotta contro i pregiudizi e che, con orgoglio, cerca di affermarsi nei propri valori e credo. L'italianità che noi tutti ci portiamo dentro, con i suoi retaggi e i suoi limiti. L'italianità che spesso rinneghiamo ma che è parte di noi, della nostra cultura e della nostra storia individuale e nazionale. Anna

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    Martin

    22/12/2007 13:52:04

    Ancora Fante! Ancora lui a narrarci, questa volta con una prospettiva inusuale per lui, la vita, sofferta, goduta. Gli amori, le passioni, le sofferenze. Ancora una volta personaggi che emergono dalla pagina, vengono a urtarci, e non possiamo non entrare in empatia con loro. Ancora una volta un racconto di un mondo che ci appartiene, indipendentemente dall'averlo vissuto o meno.

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    ladybrett

    22/10/2007 16:20:22

    stilisticamente non ha pecche, anche nella traduzione. quanto a trama rientra in quel genere che inevitabimente coinvolge. addentrandosi nel cuore della famiglia bandini, incontrando caratteri, gioie, sofferenze, se ne entra un poco a far parte. ci si concentra molto su arturo ed il padre, ma la figura materna è maestosa. sempre enormemente poetico fante.

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    Roberta

    31/08/2007 15:16:13

    Anche in questo racconto Fante non si smentisce. E' il primo libro della saga di Arturo Bandini, la sua adolescenza di figlio di immigrati italiani che non se la passano bene. E' una commedia dell'immigrazione e della ricerca di liberta'

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    Tony Clifton

    11/04/2007 17:55:27

    Che straordinario esordio,che stravolgente esempio di realismo,che romanzo!La potenza delle parole scaturisce da episodi di pura e semplice vita;le sensazioni,le emozioni,il vento,il freddo,la rabbia ti si cuciono addosso.L'America,gli italoamericani,il Colorado;il padre,il figlio,la famiglia;l'orgoglio,il dolore,l'amore;un turbine vertiginoso abbraccia tutto questo e ce lo restituisce in un perfetto equilibrio,reso possibile solo dall'immenso talento di Fante.La terza persona singolare(qui usata per la prima ed ultima volta dallo scrittore)non ci allontana dal protagonista e dalle sue vicissitudini,la crudezza del racconto non nasconde la poesia di una storia che commuove senza patetismi.I dialoghi sono coinvolgenti,un vero punto di forza del romanzo(caratteristica fondamentale di molta letteratura americana dell'epoca),intensi,mai banali,cinici e decisivi.Non deve sorprendere che nelle battute iniziali ci si trovi di fronte a due sonore bestemmie(gli americani pensavano fosse un modo di dire tipicamente italiano)pronunciate con cattiveria dal padre di Arturo,uomo rude,lavoratore,bevitore,scorbutico e maleducato(com'è facile riconoscere il vecchio de La confraternita dell'uva,scritto decenni dopo da Fante,desideroso di erigere un personalissimo monumento letterario in onore del padre).Un libro da leggere e rileggere,da consumare,da fare entrare nel proprio midollo;un romanzo armonioso e denso di significati;una prosa incredibilmente scorrevole e efficace.Arturo Bandini...un destino scolpito in questo bellissimo nome!

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    Rossana

    16/11/2006 20:24:33

    Fante affonda in ogni situazione con tocco leggero, con dialoghi precisi e battibeccanti. Pare di sentire le persone scontrarsi, i muri chiudersi intorno alle parole. Pare di vedere gli occhi serrarsi, le espressioni mutare, i sentimenti prendere il volo. E' incredibile come riesca davvero a fare sentire il lettore (io, in questo caso) quasi parte della storia, come se la si vivesse in prima persona. Si rischia sorridendo di impersonificarsi, di immedesimarsi fino all'osso. Di voler prendere come proprie alcune esclamazioni, di copiare i modi di dire. Ogni pagina scorre con la sensazione e la determinazione di non voler smettere di leggere, di voler inghiottire ancora e ancora un episodio, un frammento, una battuta, una scena, persino le imprecazioni, l'ultima, poi ancora una. E' una calamita. Alcune descrizioni meritano davvero di essere lette ad alta voce, pare quasi che non abbiano piena giustizia, solo chiuse tra due pagine. Le leggi e intanto pensi che ti sembra di vedere un film, è incredibile. Certi modi di spiegare le cose sono così fluidi, disincantati, ironici fino alle lacrime. C'è una continua autoironia tra le righe, soprattutto quando a descrivere è Arturo Bandini. Intuisci che il divertimento che trai dalla lettura deriva proprio dal divertimento stesso di Fante a parlare di sè, lo assecondi e lo immagini magari con il naso arricciato in un sorriso mentre scrive. Il suo stile è unico, mai pieno di sè, semmai il contrario. I personaggi dei suoi libri rivelano sempre un'umiltà spesso dovuta alle condizioni economiche che si riflette poi nel carattere. Spesso si prova solo un'estrema simpatia verso questi anti eroi, volutamente creati e punteggiati con stile. Fante caratterizza bene i sogni, le ambizioni e le speranze, li disegna con la punta lieve e ci gira intorno morbido, rende ogni cosa indimenticabile per leggerezza e incisione. Ciò che colpisce sempre nei lavori di John Fante è la genuinità e la freschezza con cui sviluppa le sue idee, sempre ricche di umorismo e speranza.

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    GIUSEPPE 64

    15/11/2006 20:57:19

    Ho conosciuto Fante grazie a C. Bukowski; Di Fante ho letto quasi tutto, ma il romanzo che più mi ha affascinato e proprio questo, più di "Chiedi alla polvere", più di ogni altro suo scritto. Che stile, Arturo Bandini in questo romanzo è incredibile, ti fa venire in mente momenti della tua infanzia ormai dimenticati; Ciascuno di noi in fondo è un ARTURO BANDINI! Immenso.

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    Gaetano

    18/10/2006 09:44:20

    Fante: Il più grande italo-americano di tutti i tempi!

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    Claudia

    04/12/2005 15:28:22

    Uno dei libri di Fante che ho letto più di una volta insieme alla Confraternita del Chianti e a Chiedi alla polvere. Di questi libri non ricordo la trama ma l'atmosfera, i personaggi ti catturano subito ed ogni volta che li riprendi in mano ti assicuri un pomeriggio di vera "goduria"!

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    Ric

    03/07/2005 18:20:39

    Duro e come il mondo che descrive. Non ha molto a che vedere con lo stile del Fante di 'Chiedi alla polvere'. Comunque valido.

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    Jacopo Polinari

    16/04/2005 14:06:39

    Avevo letto "la confraternita dell'uva" ed ero rimasto molto contento! Devo dire però che questo è, giudizio personale, molto migliore, più godibile e più intenso, anche se quanto a personaggi caratteristici, forse l'altro ne vanta di migliori. Ma la storia di questo romanza è tutt'altra cosa, poesia in prosa, dico io che di letteratura ci capisco tanto poco. Profondo, sincero! L'autore coglie perfettamente l'animo dei personaggi con una precisione sosprendente! Chiunque, credo, non stenta a riconoscersi in Arturo quando, mentre prega, gli vengono in mente immagini peccaminose o bestemmie! Io ho rivissuto una non piccola parte della mia infanzia che avevo quasi rimosso!Il catechismo. La parte che preferisco è la retrospettiva ad effetto sui dieci giorni passati da svevo lonteno da casa! La parte che invece ho apprezzato meno è la conclusione, secondo me non in linea con tutto il resto!

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