Aspetti della fortuna dell'antico nella cultura europea. Atti della settima Giornata di studi (Sestri Levante, 19 marzo 2010)

Curatore: S. Audano, G. Cipriani
Anno edizione: 2011
Pagine: 114 p., ill.
  • EAN: 9788865720271
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  L'invitation au voyage: è forse uno dei più famosi titoli di Baudelaire che può costituire il fil rouge dei quattro testi proposti in questo volume, primo di una neonata collana, "Echo", che raccoglie gli atti delle giornate del Centro studi sulla fortuna dell'antico "Emanuele Narducci". Il viaggio può essere mitico e svilupparsi nell'intertestualità, come dimostra Giovanni Cerri, paragonando Dante a Ulisse nel nono canto dell'Inferno e seguendo l'immagine di Medusa, simbolo del carattere falso e incompleto della conoscenza umana. Può anche portare all'esotismo immaginario con le lettere dagli Antipodi: Gabriella Moretti dà un elenco di questa corrispondenza, dagli Inferi con Servio, passando per l'isola di Avalon con il re Artù nel Draco Normannicus fino al Cymbalum mundi di Bonaventure des Périers (1537, ora accessibile a cura di Lionello Sozzi per i tipi della Scuola di Pitagora, 2010). Questo tema della comunicazione impossibile con una terra che è il riflesso inverso del nostro mondo dà spazio a posizioni di critica religiosa nella cornice del movimento evangelico sviluppatosi intorno a Margherita di Navarra (di cui Des Périers era valet de chambre). Negli ultimi due articoli, il viaggio assume una dimensione temporale: Gianni Guastella segue le trasformazioni della fama, tra i suoi due poli di significato: notorietà e diceria. Questa ambivalenza si trova già in Virgilio e Ovidio, dove la fama è essenzialmente un fenomeno acustico, una cassa di risonanza. È il dibattito cristiano, con Tertulliano, che sviluppa sia la debolezza della fama (che non può mai dare prova della sua verità) sia il potere della gloria, che diventa umbra uirtutis. L'ultimo viaggio si fa nelle Fiandre, sulle tracce di Marguerite Yourcenar e della sua famiglia, in un ciclo di tre opere memorialistiche, raccolte con il titolo Le Labyrinthe du monde. Giorgetto Giorgi spiega come a questo viaggio sia conferito non sviluppo lineare, ma profondità. In questa visione eleatica del mondo, il tempo perde la sua dimensione lineare per acquisire la forma circolare della ripetizione, fino all'immutabilità: così la notte passata sul versante dell'Etna dal nonno della scrittrice, Michel Charles, può richiamare in forma esplicita la rinascita di Demofoonte, nascosto nel fuoco da Demetra al fine di renderlo immortale. Mèlanie Lucciano