L'atlante della polvere

Artisti: Egle Sommacal
Supporto: Vinile LP
Numero dischi: 1
Etichetta: Sangue Dischi
Data di pubblicazione: 15 luglio 2016
  • EAN: 8016670125051
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Descrizione

Quando quasi un anno fa Michele Leo di FalloDischi mi ha proposto di far uscire il disco di Egle insieme è stata una grande sorpresa. Nella mia testa c’era una distanza piena di domande tra il mio microcosmo – personale e musicale - e l’estetica sonora di Egle, nonostante la sua storia come musicista abbia influenzato ad un livello profondo, subliminale, alcune delle scelte che ho fatto negli anni. Nella mia modestissima esperienza come musicista e “proprietario” di etichetta pressoché nulla è mai stato calcolato o pianificato in funzione di un qualsivoglia fine: ogni incontro è avvenuto spontaneamente e come dire per pura necessità, ogni uscita è stata generata da una comunanza di vedute testata sul campo, parlando, bevendo e annusandosi, come i cani. In altre parole, non sono mai stato capace di considerare la musica e chi la suona come due cose separate: se non riesco a percepire la connessione tra l’una e l’altro, non so come far funzionare le cose. Ancora una volta sono stato fortunato, o forse no, la fortuna non c’entra nulla: conoscere Egle ha cancellato ogni possibile incertezza e mi ha dato l’ennesima conferma che istinto e fato ci portano sempre, inesorabilmente, verso i nostri simili. Poi c’è la musica, chiaramente. Una musica spoglia che mette a nudo, minimale ma mai quieta, gentile ma mai pacificata. L’unico tipo di musica che per me abbia mai avuto senso ascoltare, in definitiva. L’atlante della polvere disegna una cartografia paradossale fatta di non-luoghi, strade senza uscita e mausolei abbandonati costringendo chi ascolta/viaggia a perdere ogni senso dell’orientamento e ad abbandonare ogni idea di destinazione, rendendo in cambio possibile guardare fuori dal finestrino con occhi finalmente nuovi.

(Luca Antonozzi - Sangue Dischi)

«Avevo conosciuto Egle Sommacal a metà degli anni ’90. Ricordo con piacere che avevamo dato vita a un reading musicale su testi di Claudio Piersanti con la voce recitante di Mimì Clementi e due chitarre, una elettrica suonata da Egle e una classica suonata da me. L’incontro e lo scontro tra la sua cultura rock e la mia classica fu davvero molto stimolante e divertente. Dopo 20 anni Egle mi ha fatto ascoltare il suo nuovo lavoro per chitarra acustica in solo. L’ascolto è stato gradevole e sorprendente. In questi 20 anni partendo dalla sua base rock e punk Egle ha ampliato i suoi orizzonti e maturato una coscienza musicale e un’estetica interessante. Nelle sue composizioni si percepiscono influenze della minimal music sapientemente unite a tecniche di finger picking, il tutto sintetizzato in un linguaggio personalissimo. La sua musica scorre per quadri sonori e proietta l’ascoltatore in una dimensione immaginifica e sospesa con combinazioni armoniche apparentemente semplici, ma mai scontate o banali. Un disco da mettere in macchina per far scorrere il nastro di asfalto per molti chilometri in piacevole compagnia.»

(Giovanni Seneca)