Un atomo di verità. Aldo Moro e la fine della politica in Italia - Marco Damilano - copertina

Un atomo di verità. Aldo Moro e la fine della politica in Italia

Marco Damilano

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Editore: Feltrinelli
Collana: Fuochi
Anno edizione: 2018
Pagine: 270 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788807070471

40° nella classifica Bestseller di IBS LibriSocietà, politica e comunicazione - Politica e governo - Attivismo politico - Terrorismo, lotta armata

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Un racconto in prima persona, un viaggio nella memoria e nei luoghi, un romanzo della Storia che fotografa tutto quello che i giornalisti tralasciano nei loro saggi: le attese, l'affanno, i silenzi, i passi. I materiali inediti dall'archivio Moro.

"Datemi un milione di voti e toglietemi un atomo di verità e io sarò perdente" - Lettera di Aldo Moro al deputato Dc Riccardo Misasi

Il sequestro di Aldo Moro ha segnato la fine di una generazione, la sua morte il tramonto della Repubblica. Marco Damilano ha deciso di tornare a quell'istante, per indagare le traiettorie che, a partire da uno dei capitoli più cupi della storia italiana, si sono dispiegate fino a oggi. Con l'aiuto delle carte personali di Moro, in gran parte conservate nell'archivio privato di Sergio Flamigni e non dallo stato, e rimaste inedite, getta luce sul punto in cui la drastica interruzione di una stagione politica si incontra con le vicende personali di una generazione, che tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978 assiste alla fine di un'epoca. Dopo via Fani, secondo Damilano, comincia la lunga fine della Prima Repubblica. Un racconto autobiografico che attraversa la dissoluzione della DC, la morte di Berlinguer, la caduta del Muro, Tangentopoli e la latitanza di Craxi in Tunisia, fino all'ultima stagione, inaugurata dalla sua metafora televisiva: il Grande Fratello. Arriva a Berlusconi, a Grillo e a Renzi, i protagonisti di una politica che da orizzonte di senso e di speranza si è fatta narcisismo e nichilismo, cedendo alla paura e alla rabbia.
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    Daniel

    10/03/2019 21:02:09

    Non avevo mai letto nulla di Marco Damilano. L’ho sempre seguito in video ed ho sempre apprezzato la chiarezza e la passione nel raccontare la quotidianità politica. Il “caso Moro” mi ha sempre appassionato: intricato nella sua linearità; complesso nella sua apparente semplicità. Damilano affronta il caso Moro in modo assolutamente chiaro: senza perdersi in elucubrazioni da fantapolitica, racconta la cronaca di quegli anni attraverso i suoi occhi di giornalista. Un libro che serve a rileggere quei 55 giorni.

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    Cesira

    10/03/2019 20:59:56

    Libro validissimo. Il libro è scritto in stile personale il che gli da una forza notevole e si intuisce chiaramente il coinvolgimento dell'autore nella tragedia del sequestro Moro. Marco Damilano a mio parere da il meglio di se in questo libro che consiglio alle generazione dei miei figli che ora sono intorno ai quarant'anni che non hanno vissuto la storia delle brigate rosse e così non hanno acquisito quella memoria storica tanto importante in questo periodo degradato della vita pubblica italiana.

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    raffaella

    10/03/2019 05:10:45

    Libro molto bello e ben scritto. Mi è piaciuto molto il fatto che Damilano abbia raccontato la vita di Moro in tutta la sua interezza e non si sia limitato al racconto dei 55 giorni della prigionia. Lo consiglio vivamente.

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    Antonia

    08/03/2019 19:50:01

    Il testo è magnificamente scritto, tono pacato, direi basso, fluido, un continuo presente – passato – presente che scorre di fronte al lettore senza cesoie, senza interruzioni. Il tutto si regge per spiegare un mondo che non c’è più ma le cui radice sono ancora salde nella società del 2018. Il passato che si confonde con la sua infanzia, che tra l’altro è anche la mia, essendo più o meno coetanei e vivevamo nello stesso quartiere in quel periodo, entrambi alla Balduina; la differenza è che lui si ricorda il giorno del sequestro, forse perché figlio di un giornalista, io no, sebbene ricordi il periodo della prigionia e il giorno del rinvenimento del corpo in Via Caetani. Tutto è cambiato da allora, ma i germi del cambiamento erano lì già quarant’anni fa. Il testo esce dai 55 giorni della prigionia di Moro che pur rimanendo perennemente nello sfondo non accenna se non raramente e si concentra sull’uomo, sul personaggio politico attraverso i ricordi, i discorsi, le fotografie, i monumenti, le lapidi, il lavoro svolto dal dopoguerra fino alla Sua morte. Un lavoro come se fosse un cammino parallelo al proprio che porta infine ai nostri giorni.

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    Sergio

    08/03/2019 19:46:15

    Era destino che Marco Damilano scrivesse questo libro. Lo si capisce fin dal primo capitolo, con l'incredibile narrazione del pulmino che lo porta a scuola e che passa da v. Fani poco prima dell'attentato. Così lo segui, in una prosa accattivante, tra luoghi della memoria in giro per l'Italia e luoghi dello spirito e degli affetti disegnati nel suo cuore. Ripeto: lettura indispensabile, anche in chiave di attualità politica, ma che non tutti sentiranno in grado di far vibrare le proprie corde umane e civili. Perché bisogna amare il servizio alla verità e non al potere per percepirlo

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    Giovanni

    19/09/2018 12:59:56

    Un libro che assume le caratteristiche di un vero e proprio 'diario' di un viaggio tra passato e presente, formulando prospettive per il futuro della politica e della società italiana. C'è l'aneddotica personale dell'autore, quella del Moro professore, padre, amico che poco si conosce. Oltre alla grande e 'piccola' storia, in queste pagine emerge con forza la passione di uno dei più bravi giornalisti italiani.

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    liberandoci

    07/07/2018 15:09:51

    “Datemi un milione di voti e toglietemi un atomo di verità e io sarò perdente”. Questa frase di Aldo Moro è a mio avviso una delle più belle mai pronunciate da un uomo politico. Non a caso, il noto giornalista Marco Damilano l’ha adottata come titolo del suo libro. “Un atomo di verità” è un viaggio fisico e letterario tra le pieghe e nei luoghi della vita e della morte di Aldo Moro. Statista italiano tra i più illustri, Moro è stato rapito e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978. A quarant’anni da quegli eventi tragici, Damilano non scrive un libro documentale in cui prova a mettere in fila le carte e a risolvere l’enigma. Al contrario, cerca di partire dalla politica di oggi e, in un viaggio a ritroso, tenta di capire se la morte di Moro è stata la fine della politica italiana a vantaggio di una vita pubblica determinata dall’economia. Damilano trae spunto dalla sua esperienza personale di bambino che incontra Moro inginocchiato in preghiera e, come in un flusso emozionale, ci porta a scoprire le varie sfumature morotee: la visione si Sciascia, la poesia di Pasolini, il dramma della famiglia Moro, il pragmatismo di Craxi, unico leader politico che si attivò per salvarlo. E in questo vortice di luoghi, personaggi, sentimenti, la figura di Moro uomo e politico emerge come forte e viva più che mai. Solo nella parte finale, trovino alcuni accenni agli elementi del mistero ancora poco chiari. Chi si aspetta un libro documentale rimarrà deluso. Chi invece cerca un libro sulla forza della politica, troverà in Damilano una sponda di impatto notevole.

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    Claudio

    05/07/2018 17:08:53

    Un libro intenso e bellissimo. Una riflessione storica di largo respiro. Un'accorata disamina della debolezza e della fragilità della democrazia italiana e del valore ideale della sua difesa. Assolutamente da leggere.

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    Mirko

    17/04/2018 08:24:43

    La verità e la sua dirompente potenza salvifica: una particella di questa rara e preziosa materia in contrasto con i milioni di voti ottenuti nel corso del dominio governativo dalla Democrazia Cristiana. L'autore rivive la storia esistenziale di Aldo Moro attraverso i reperti di archivio conservati e, con bravura e stile, ci consegna la dimensione umana ed interiore del politico pugliese. L'omicidio di Moro come necessità per non sconvolgere il precario equilibrio di Yalta: gli americani, contrari ad un ingresso del PCI nell'area di governo, ed i sovietici impauriti da un rinnovamento del PCI che avrebbe comportato un attacco alla rigida e totalitaria struttura del Partito sovietico. Preservare un equilibrio come obiettivo salvifico per tutte le forze politiche che sono state chiamate a gestire la vicenda Moro. Interessante il paragone tra Moro e Craxi: entrambi hanno dominato un periodo (Moro dal 1963 al 1967;Craxi dal 1983 al 1987) che si è concluso con uno scossono culturale e sociale: l'avvento del '68 e il crollo della Prima Repubblica. Oltre a questo, ho apprezzato il lento e dolce disvelamento dell'uomo Moro attraverso il racconto dei luoghi legati all'esistenza dello statista: le origini pugliesi, la piazza di Maglie e la presenza della statua di Moro immortalato in una posa riflessiva, la chiesa romana in cui Moro andava a pregare ogni mattina, il cimitero che si apre sulla valle tiberina. La grandezza di un uomo che si rafforza nell'atto di totale abbandono al Cristo, nell'atto intimistico della preghiera quotidiana in cui, come una sorta di rito, Moro trovava conforto e rifugio avverso la depravazione politica che dominava i corridoi dei Palazzi del potere. Da leggere per capire la dimensione spirituale ed interiore dell'uomo Moro a cui, senza dubbio, fa da sfondo la ruvida dinamica del potere che, da sempre, attanaglia l'essere umano in qualità di carnefice e di vittima: le lacrime di Cossiga emblema di ciò.

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    Alessia

    04/04/2018 06:15:37

    Non ho apprezzato lo stile troppo lento e talvolta contorto ma consiglio la lettura a tutti quelli che ignorano la grandezza dell'uomo e del Politico. Concordo totalmente con Damilano purtroppo oggi "La politica non coltiva più la speranza ma la paura dei cittadini e la loro rabbia".

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    Malunacio

    18/03/2018 01:22:49

    CAPOLAVORO. Intimistico, emozionante, a tratti atroce. Da leggere e far leggere a scuola. La penna scorre leggera ma precisa, la storia scorre parallela come due affluenti che si rincorrono prima di incontrarsi nel fiume principale quello della storia con la "s" maiuscola . Da un lato la vita privata dell'autore con i propri aneddoti, dall'altro la vita pubblica di Moro. Finché non si intrecciano in un grande fiume in piena che con maestosa leggiadria ti colpisce come un pugno nello stomaco. CONSIGLIATISSIMO.

Vedi tutte le 11 recensioni cliente
1. 16 marzo
Il luogo del nostro destino - L'equilibrista sospeso nel vuoto - La paura del demiurgo - Questa specie di rivoluzione - L59812 - Misteri - Una festa al contrario

2. Enigmatiche relazioni
Il Salento lento lento - L'ossessione di Sciascia - Un'oscura voglia di morte -Il meno implicato di tutti - La profezia di Pasolini

3. "Chi è A.M."
L'archivio, la memoria - Gli ultimi auguri - "Caro direttore" - Quindicimila scatti - Minacce e presagi - Il segreto dello sguardo - Morotei addio

4. Le cose saranno chiare
L'inutile atto di scrivere - L'ora zero - Le Br e la P2: l'alleanza del silenzio - 1978, l'anno di mezzo - Uscire di scena - 1990 - L'ordine che verrà

5. Misura per misura
Non ci faremo proce3ssare nelle piazze - Nel vuoto tutto si logora - Una lunga caduta - La fine del potere forte

6. Se ci fosse luce
Mysterium iniquitatis - Governeremo lo sfascio del Paese - Eccesso di evidenza - Che di tutto resti qualcosa
  • Marco Damilano Cover

    Marco Damilano è un giornalista romano e direttore dell'"Espresso". Si è laureato in storia contemporanea presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università La Sapienza di Roma, con una tesi su televisione italiana e politica negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. In seguito ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia dell'Italia contemporanea presso l'Università degli Studi Roma Tre. Partecipa alla trasmissione “Propaganda Live” su La7 ed è opinionista dei programmi politici di La7. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: Eutanasia di un potere. Storia politica d’Italia da Tangentopoli alla Seconda Repubblica (Laterza, 2012); Chi ha sbagliato più forte. Le vittorie, le cadute, i duelli dall’Ulivo... Approfondisci
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