Traduttore: G. Carlotti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 254 p., Brossura
  • EAN: 9788834710180
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Recensioni dei clienti

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    Massimiliano Della Mora

    12/11/2010 11:02:21

    Suspance ed adrenalina caratterizzano l'ennesima fatica letteraria di Lansadele. Il romanzo è ricco di pagine incalzanti che lasciano il lettore con il fiato sospeso. In più, come nei migliori thriller, non manca il finale a sorpresa.

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    Simone

    14/09/2010 14:12:22

    Primo romanzo del grande Lansdale. Come tale porta con sé ingenuità ed errori da opera d'esordio, ma lo stile appare già inconfondibile: la violenza è quasi eccessiva, a tratti fastidiosa ma non gratuita; l'intreccio è ben congegnato e i colpi di scena ben assestati; i dialoghi al solito sono freschi, moderni. Una lettura rigenerante, tuttavia consigliata solo a stomaci forti.

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    KINE

    07/09/2009 09:27:11

    E' un buon thriller, è dell'80 non dimentichiamocene, ed ha ottimi colpi di scena, soprattutto il finale (geniale).Diciamo che se vogliamo essere pignoli, non è il genere dove Lansdale da il massimo..... Però da leggere è sempre "un Lansdale"

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    Simone

    27/02/2009 10:11:30

    E' stato ristampato da pochi mesi questo racconto quasi d'esordio di Lansdale. Si legge in fretta, e all'inizio l'impatto puo' essere estremamente sgradevole. Certi particolari pulp turbano anche il fan piu' sfegatato di Lansdale. Ma presto la narrazione si assesta su un livello coinvolgente ma corretto, fino alla lotta finale. Mi e' sembrato "gia' visto", ma di sicuro non lo era nei primi anni '80. Resta l'impresionne di aver letto il copione di un telefilm poliziesco, in stile "Starsky & Hutch". Ma, nel suo genere, e' un libro da leggere.

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    Gabriele

    17/02/2008 22:58:06

    ieri sera la casa si è zittita molto presto, erano poco più che le 22e23, e quindi mi sono piazzato comodo sul divano con libro e matita per gli appunti. sono quasi alla fine del sopracitato libro e ogni pagina che passa è sempre più coinvolgente. in dieci pagine ho cambiato 3 teorie su chi fosse l'assassino (questa volta forse non è il maggiordomo), ogni minuto che passava cresceva in me una strana sensazione. ero convinto di aver capito tutto invece il buon Joe rovesciava le mie teorie come una tasca vuota. mentre leggevo il mio cervello pretendeva di arrivare prima degli occhi ma non è stato così. le ultime quattro pagine sono state illuminanti, ma solamente perchè è stato svelato l'arcano. ci sono rimasto male e il cuore mi è salito in gola, era tanto che non provavo una sensazione così. non capivo cosa fosse ma tutto mi è stato chiaro quando ho chiuso il libro a pagina 211 per andare a dormire: avevo paura. una fottuta paura! ho spento la luce del salotto e in casa è sceso il buio, la paura è aumentata ed è stata smorzata dalla luce del bagno. è continuata qualche minuto poi devo essermi assopito, comunque ho avuto una notte molto tormentata, vivendo sogni più "faticosi" del solito. quando mi sono svegliato ero ancora scosso, mia mamma può testimoniarlo. non avrei mai pensato di arrivare a tanto leggendo un libro.

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    pippi

    13/11/2006 19:13:59

    Definire Atto d'amore un romanzo di serie Z mi sembra un po' eccessivo. Credo fermamente che Lansdale abbia un genere tutto suo e che sia "Lo Scrittore" più camaleontico della letteratura contemporanea. Anche se non è il mio preferito (La serie di Hap e Leonard non la può battere nessuno), rimane comunque sempre un gran buon libro. Grazie di esistere!

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    edna

    13/02/2006 15:43:02

    Ho amato La sottile linea scura, e In fondo alla palude. Sapevo che - per stessa ammissione dell'autore - JL ha scritto anche molti romanzi di serie Z. Atto d'amore è uno di questi. Un'accozzaglia di stereotipi, previdibili, mal scritti. Insomma il solito straletto romanzo che procede a capitoli alternati, il poliziotto e l'omicida, in un crescendo di violenza. Fino ad arrivare all'agguato alla famiglia del rappresente della legge e alla resa dei conti finale... niente di nuovo sotto il sole, e neppure ben confezionato. Da dimenticare. Per me, leggete altro.

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    Latinese

    29/07/2005 16:04:45

    Ma che cosa volete? Posto che questo è il primo romanzo del texano dagli occhi di ghiaccio, e che non aveva ancora azzeccato ambientazione (si butta in questi spazi metropolitani che non sono proprio i suoi), il libro si fa perdonare certe ingenuità con quel finale turbocompresso che corre come un addannato. E per scrivere in quel modo, il manico ce lo devi avere per forza. E quando scopri chi è il colpevole, ti rendi conto che è anche un libro politico. Peccato non si possa spiegare perché...

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    Romano De Marco

    01/07/2005 12:11:39

    Se già si conosce ed apprezza Lansdale (è il mio caso..) per il complesso della sua opera, subentra la tentazione di etichettare questo thriller come un archetipo del genere, vista la data di pubblicazione (1981) antecedente ai vari red dragon, post mortem et simila.. In realtà è lo stesso autore, nella postfazione al libro, a compiere un dovuto gesto di ridimensionamento rispetto a tale tentazione... Si tratta comunque di un thriller teso, veloce, dalle atmosfere lugubri che Lansdale in taluni casi trasforma in grottesche (come è suo solito...) nel complesso godibile ed apprezzabile anche per la ambientazione atipica (la citta di Houston - Texas) che comunque non viene sfruttata a pieno, indugiando maggiormente sulla psiche dei personaggi... con un centinaio di pagine in più poteva essere un capolavoro del genere... ma Lansdale quando scrive ha fretta... fretta di raccontare, di giungere alla conclusione, di fare giustizia... bisogna apprezzarlo per quello che è... io lo adoro (e consiglio a tutti la saga di Hap e Leonard con i seguenti titoli in ordine cronologico: MUCHO MOJO (bompiani) IL MAMBO DEGLI ORSI e BAD CHILI (tascabili stile libero einaudi) Romano De Marco

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    WYH

    06/06/2005 00:07:12

    Si legge tutto di un fiato. La trama non è particolarmente innovativa. Troppo truculento.

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    Ash'84

    30/05/2005 11:20:24

    Deludente. Capisco che sia il suo primo romanzo, ma l'ho trovato un po' grossolano.

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    carlo molino

    24/02/2005 17:28:14

    "Atto d'amore" è un ottimo libro che scorre via in un batter d'occhio.Si tratta di un thriller dalle atmosfere lugubri che Lansdale trasforma in grottesche.Credo che questo libro giochi molto sui sospetti dei lettori,facendoti persino dubitare del protagonista.

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    Robert

    18/10/2004 18:43:55

    bellissimo, la signora Cornwell dovrebbe imparare qualcosa da Lansdale. Joe gioca molto sui sospetti del lettori, ti fa persino dubitare del protagonista. Stupendo, non il meglio di Lansdale, ma uno dei migliori

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    Francesco

    18/12/2003 16:39:50

    Libro godibile, scritto con ritmo e senza perdersi in inutili divagazioni psicologiche. Scene crude modellate con il bisturi.

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    Romano De Marco

    23/05/2003 12:58:00

    Se già si conosce ed apprezza Lansdale (è il mio caso..) per il complesso della sua opera, subentra la tentazione di etichettare questo thriller come un archetipo del genere, vista la data di pubblicazione (1981) antecedente ai vari red dragon, post mortem et simila.. In realtà è lo stesso autore, nella postfazione al libro, a compiere un dovuto gesto di ridimensionamento rispetto a tale tentazione... Si tratta comunque di un thriller teso, veloce, dalle atmosfere lugubri che Lansdale in taluni casi trasforma in grottesche (come è suo solito...) nel complesso godibile ed apprezzabile anche per la ambientazione atipica (la citta di Houston - Texas) che comunque non viene sfruttata a pieno, indugiando maggiormente sulla psiche dei personaggi... con un centinaio di pagine in più poteva essere un capolavoro del genere... ma Lansdale quando scrive ha fretta... fretta di raccontare, di giungere alla conclusione, di fare giustizia... bisogna apprezzarlo per quello che è... io lo adoro (e consiglio a tutti la saga di Hap e Leonard con i seguenti titoli in ordine cronologico: MUCHO MOJO (bompiani) IL MAMBO DEGLI ORSI e BAD CHILI (tascabili stile libero einaudi) Romano De Marco

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    il latinese

    17/04/2003 14:19:27

    All'inizio ero un po' freddino; la solita storia di serial killer, che palle. Abbiamo già dato. Poi, verso la metà, la storia comincia a tirare in modo tale che non riesci più a smettere di leggere. E quando alla fine capisci chi è il mostro, e cavolo, ne hai letti tanti di questi libri qui, ma mica c'eri arrivato, e ci sono quelle trenta pagine finali da infarto del miocardio, ti dici: però! Mica male. E poi ci pensi un po' su e ti dici "ma se il mostro è quello, allora significa che..." e ti rendi conto che hai letto non solo un gran thriller, ma un libro politico. Che ha qualcosa di grosso e di pesante da dire sugli Stati Uniti. Capperi. Poi vai a vedere la data di pubblicazione originale: 1981. Millenovecentottantuno? Prima di Hannibal the Cannibal? Prima di Seven? Prima di... WOW. Ma allora s'era inventato tutto Lansdale. E allora che fai, non gli dai 4/5?

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    I_AM_LEGEND

    26/03/2003 13:09:10

    Anche quando la trama non è certo il massimo, un libro di Joe Lansdale riesce sempre a farsi leggere tutto d'un fiato. Non è certo un capolavoro ma è un buon libro anche considerando che è il primo che abbia mai pubblicato, ci sono dentro molte soluzioni narrative abbastanza ovvie e qualche stereotipo, ma a pensarci bene, come scrive lo stesso autore nella postfazione, questo libro è venuto prima del Silenzio degli innocenti, di Red Dragon e di tanti altri libri del genere.

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