Auschwitz. Ero il numero 220543

Denis Avey,Rob Broomby

Traduttore: E. Cantoni
Editore: Newton Compton
Collana: Fuori collana
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 gennaio 2019
Pagine: 316 p., Rilegato
  • EAN: 9788854186668

18° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Specifici eventi e argomenti - Genocidi e pulizia etnica

pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
Nel 1944 Denis Avey, un soldato britannico che stava combattendo nel Nord Africa, viene catturato dai tedeschi e spedito in un campo di lavoro per prigionieri. Durante il giorno si trova a lavorare insieme ai detenuti del campo vicino chiamato Auschwitz. Inorridito dai racconti che ascolta, Denis è determinato a scoprire qualcosa in più. Così trova il modo di fare uno scambio di persone: consegna la sua uniforme inglese a un prigioniero di Auschwitz e si fa passare per lui. Uno scambio che significa nuova vita per il prigioniero mentre per Denis segna l'ingresso nell'orrore, ma gli concede anche la possibilità di raccogliere testimonianze su ciò che accade nel lager. Quando milioni di persone avrebbero dato qualsiasi cosa per uscirne, lui, coraggiosamente, vi fece ingresso, per testimoniare un giorno la verità. La storia è stata resa pubblica per la prima volta da un giornalista della BBC, Rob Broomby, nel novembre 2009. Grazie a lui Denis ha potuto incontrare la sorella del giovane ebreo che salvò dal campo. Nel marzo del 2010, con una cerimonia presso la residenza del Primo ministro del Regno Unito, è stato insignito della medaglia come "eroe dell'Olocausto".

€ 3,68

€ 4,90

Risparmi € 1,22 (25%)

Venduto e spedito da IBS

4 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:

Altri venditori

Mostra tutti (2 offerte da 4,90 €)

 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Fabiana

    25/09/2017 13:38:42

    In genere apprezzo sempre quando in una testimonianza l'autore non parte dal punto cruciale, ma dal principio. In questo caso, Avey non parte dal suo arrivo ad Auschwitz, ma da quando ha iniziato la guerra, narrando il suo combattimento contro l'esercito italiano nel deserto del sud dell'Africa. Questo è fino a ora l'unico caso in cui il principio non l'ho apprezzato, sarà che le tattiche e le movenze della guerra io faccio fatica a capirle e sarà anche per un certo senso di patriottismo (Avey afferma di aver ucciso e preso in giro molti italiani e di non provare rimorso), ma mi sembrava di leggere a vuoto. "Auschwitz. Ero il numero 220543" è un titolo molto accattivante, ma anche allusorio. Io mi aspettavo una testimonianza struggente sulle fatiche e sulla disperazione del campo, io leggo questo genere di libri appunto per capire la Storia, il dolore e perché credo fermamente nel sottovalutato "per non dimenticare". Avey sì, entrò nel campo di concentramento di Auschwitz, ma come prigioniero inglese e, quindi, in una posizione molto più agevolata rispetto agli ebrei deportati. I tedeschi cercarono di evitare l'incontro tra gli inglesi e gli ebrei, ma non ci riuscirono e Avey incontrò Ernst, un uomo molto deperito e debole. Avey, PER PURA CURIOSITÀ, decide di rasarsi il cranio e scambiare con lui la divisa. Lo scambio lo faranno due volte ed entrambe le volte non durerà nemmeno 24 ore. Sarà comunque un'esperienza traumatica, ma mi sembra comunque un po' una presa in giro. La sua sofferenza, paragonata a quella degli ebrei, mi sembra un insulto. Avey, dopo aver assistito a numerose crudeltà, decide di voler diffondere la conoscenza e la consapevolezza in merito ai campi di concentramento, assenti nel 1944, e sa di non voler stare zitto. Parlerà, sessant'anni dopo! Prima soffre per il trauma e lo cura cavalcando tori in Spagna. Grande senso del dovere! Il libro è carino, ma un po' noioso, pieno di particolari inutili e Avey mi è sembra un ipocrita pallone gonfiato.

  • User Icon

    Fabiana

    25/09/2017 13:38:25

    In genere apprezzo sempre quando in una testimonianza l'autore non parte dal punto cruciale, ma dal principio. In questo caso, Avey non parte dal suo arrivo ad Auschwitz, ma da quando ha iniziato la guerra, narrando il suo combattimento contro l'esercito italiano nel deserto del sud dell'Africa. Questo è fino a ora l'unico caso in cui il principio non l'ho apprezzato, sarà che le tattiche e le movenze della guerra io faccio fatica a capirle e sarà anche per un certo senso di patriottismo (Avey afferma di aver ucciso e preso in giro molti italiani e di non provare rimorso), ma mi sembrava di leggere a vuoto. "Auschwitz. Ero il numero 220543" è un titolo molto accattivante, ma anche allusorio. Io mi aspettavo una testimonianza struggente sulle fatiche e sulla disperazione del campo, io leggo questo genere di libri appunto per capire la Storia, il dolore e perché credo fermamente nel sottovalutato "per non dimenticare". Avey sì, entrò nel campo di concentramento di Auschwitz, ma come prigioniero inglese e, quindi, in una posizione molto più agevolata rispetto agli ebrei deportati. I tedeschi cercarono di evitare l'incontro tra gli inglesi e gli ebrei, ma non ci riuscirono e Avey incontrò Ernst, un uomo molto deperito e debole. Avey, PER PURA CURIOSITÀ, decide di rasarsi il cranio e scambiare con lui la divisa. Lo scambio lo faranno due volte ed entrambe le volte non durerà nemmeno 24 ore. Sarà comunque un'esperienza traumatica, ma mi sembra comunque un po' una presa in giro. La sua sofferenza, paragonata a quella degli ebrei, mi sembra un insulto. Avey, dopo aver assistito a numerose crudeltà, decide di voler diffondere la conoscenza e la consapevolezza in merito ai campi di concentramento, assenti nel 1944, e sa di non voler stare zitto. Parlerà, sessant'anni dopo! Prima soffre per il trauma e lo cura cavalcando tori in Spagna. Grande senso del dovere! Il libro è carino, ma un po' noioso, pieno di particolari inutili e Avey mi è sembra un ipocrita pallone gonfiato.

  • User Icon

    stefano

    01/07/2016 12:01:39

    storia particolare e molto interessante.

  • User Icon

    ST360

    01/03/2016 17:17:35

    Un testo sicuramente da leggere e su cui riflettere.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione