L' autonomia negoziale

Gianfranco Palermo

Editore: Giappichelli
Edizione: 3
Anno edizione: 2015
Tipo: Libro tecnico professionale
Pagine: VIII-172 p., Brossura
  • EAN: 9788834859438
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Premessa. – Parte Prima. – I. Il “dato dell’esperienza” (nel pensiero di Giuseppe Capograssi). – II. “Formazione sparsa”, uniformità e stabilità dei rapporti intersoggettivi. – III. La genesi del “diritto dei privati”. – I principî che ne regolano il divenire (nel pensiero di Filippo Vassalli). – IV. Alla ricerca dell’“unità sottostante”. – L’insufficienza delle dottrine istituzionali. – Il primato della ragione. – V. Corollario: “il potere del singolo di darsi un ordinamento” (nel pensiero di Salvatore Romano). – VI. L’atto negoziale come strumento di autodeterminazione dell’individuo, volta all’instaurazione della “regola”. – VII. Il suo rilievo “configurativo”. – VIII. Struttura e funzione dell’operazione negoziale. – IX. Il ricorso all’organizzazione statuale; l’impatto con il principio di autorità; la contrapposizione dialettica fra “volontà del privato” e “volontà dell’ordinamento”. – X. La “compatibilità” fra i valori insiti nel “diritto dei privati” e i valori, dai quali l’ordinamento, espresso dall’organizzazione statuale, viene a trarre la “ragione pratica” della propria esistenza. – XI. Il punto di fusione segnato dalla Carta costituzionale. – XII. La centralità dell’autonomia privata nel sistema di diritto positivo. – XIII. La “sussidiarietà” dell’intervento operato in via legislativa. – XIV. Il perseguimento dell’“utilità sociale”: a) la sua realizzazione mediante strumenti di carattere privatistico. – Parte Seconda. – XV. Il principio di convertibilità dell’autoregolamento di interessi in “precetto”, avente “forza di legge fra le parti”: – la tipicizzazione dell’attività negoziale nel concreto (“il negozio si tipicizza da sé”); – l’interpretazione dichiarativa e le norme sull’interpretazione; – l’integrazione del programma negoziale. – XVI. Il principio di corrispondenza fra “contenuto” ed “effetti”. – XVII. La varietà degli effetti riscontrabili in ambito procedimentale. – XVIII. Generale idoneità del “precetto” ad assumere “rilevanza esterna”; – la conversione in “titolo dell’acquisto” e l’opponibilità ai terzi titolari di interessi confliggenti. – XIX. La funzione di raccordo che, sotto questo profilo, la legge statuale è chiamata ad assolvere; – l’inserimento del “titolo dell’acquisto” nel “sistema della circolazione dei diritti”; – il ruolo della forma; – le lacune del sistema. – XX. L’esigenza di colmare tali lacune in accordanza con i principî dell’ordinamento. – XXI. L’emersione di nuove regole dalla legislazione novellistica. – XXII. Il criterio tradizionale della libertà di forma: analisi critica; – scrittura privata e moderne tecniche espressive: alla ricerca di un comune denominatore. – XXIII. Il ruolo tradizionalmente assolto dalla forma solenne e, in particolare, dall’atto pubblico; – debolezza causale e rigore di forma; – cause raisonnable e cause suffisante: una contrapposizione di scarso significato nel moderno ordinamento dei rapporti civilistici; – critica del concetto normativo di liberalità; – verso una disciplina unitaria di tutti gli atti negoziali, costituenti esercizio del potere dispositivo in regime di autonomia. – XXIV. Instabilità degli effetti propri del contratto di donazione e degli atti equiparati: una anomalia del sistema codicistico, che occorre eliminare; – i primi interventi legislativi. – XXV. La novella introduttiva del “patto di famiglia”: considerazioni critiche; – l’esigenza di una radicale riforma che, operando il pieno riconoscimento, sotto il profilo causale, di tutte le manifestazioni di volontà negoziale, volte alla realizzazione di interessi non patrimoniali, ne sancisca l’esonero dalla disciplina, alla quale sono assoggettate le liberalità nel sistema del codice. – XXVI. I valori, rilevanti sotto il profilo dell’etica sociale, che la libertà del disporre sottende; – la salvaguardia apprestata dalla Carta repubblicana; – i nuovi confini del diritto di famiglia; – la categoria dei diritti indisponibili e l’esigenza di una sua attenta rivisitazione. – XXVII. Recezione dell’autonomia negoziale all’interno dell’ordinamento e limite di riconoscibilità delle sue concrete manifestazioni. – XXVIII. Il giudizio di illiceità: a) la “nullità radicale” per contrasto con l’ordine pubblico.