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Traduttore: G. Felici
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: VI-357 p., Brossura
  • EAN: 9788806190729
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Roberto

    23/05/2015 16.45.32

    Magnifico romanzo, di grande respiro che attraversa tutta la seconda metà del 900 con riferimenti storici precisi. La storia in sé, forse è tirata un pò per il collo, ma è appassionante e coinvolgente e soprattutto originale

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    Chiara

    04/12/2014 11.25.37

    Un libro tutto in salita, per me. Il primo capitolo non l'ho quasi sopportato, troppi nomi, troppa confusione (un po' come ci si immagina siano confusionari, ma in senso buono, i sudamericani). I successivi li ho apprezzati molto per le descrizioni: lo scorcio di una Londra anni '60, gli avvenimenti del Perù e più in generale i cambiamenti di varia natura avvenuti in Europa nella seconda metà del secolo scorso... Un po' meno per la trama vera e propria, perché queste avventure della nina mala spesso sembrano veramente esagerate, da telenovela. Eppure pian piano, sarà che ci si abitua a questa avventura che è la vita della nina mala (raccontata da Ricardo, da sempre innamorato di lei) sarà che ci si affeziona ai personaggi?alla fine non si fa quasi più caso a quanto siano improbabili certe situazioni, e la lettura diventa davvero piacevole. La nina mala mi ha suscitato sentimenti contrastanti, pura antipatia o pensieri del tipo "si merita tutto quello che le capita", per poi passare a comprensione e quasi tenerezza. Che sono poi gli stessi stati d'animo che vive Ricardo (il nino bueno), con cui mi arrabbiavo quando tornava sulle sue decisioni per poi, dopo due righe, già comprenderlo. Rimane alla fine un mistero, la vera nina mala.

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    Cristiana

    10/09/2014 15.29.57

    Che noia! Ma anche che rabbia! L'ho letto fino alla fine pensando che un premio Nobel non potesse accumulare tante banalità in una storia da telenovela senza almeno un riscatto nel finale. E invece no, il finale è, se possibile, dato il bassissimo livello del tutto, la cosa peggiore: come nelle più melense storie edificanti i cattivi muoiono fra atroci sofferenze. Bleah! Stupisce che questo libro sia comunque ben venduto,

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    cesare

    01/08/2014 15.32.02

    la ragazza cattiva ,in tutti i sensi, rovina la vita di un povero ragazzo innamorato più volte abbandonato .. Una telenovela non degna di un Nobel.

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    Eye in the sky

    03/07/2014 17.46.54

    Non sono aduso scrivere recensioni, tanto più quando negative: c'è tanto brutto nel mondo che non vale la pena scagliarcisi contro ogni volta. Questo libro poi non è più stupido della media. Tuttavia le circostanze che me lo fecero conoscere e il vasto apprezzamento di cui, a leggere le altre recensioni, pare godere mi spingono a scrivere due righe. è scritto gradevolmente, ed è leggibile ... ma quanto é stupida l'idea di fondo e che lo sorregge, eppur tanto diffusa nel mondo, tanto facile da accettare. Ovvero che si possa amare una donna anche accettando di leccare e medicare le sue ferite, incapaci di porle un freno nel suo ignorante/incosciente continuare ad agitarsi e ferirsi. Come può un uomo che ha anche vinto il nobel (si fa per dire eh! ) non capire che quello non é amore ma sola la debolezza di godere di una compagna di cui non si riesce cmq a fare il bene.

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    karlo

    16/04/2014 18.18.58

    quello che mi lascia in positivo è la forza dei due personaggi intorno ai quali ruota il romanzo; per il resto mi è sembrato giocare su un tema fin troppo usato, con citazioni più che lettura profonda della Storia dai 60 agli 80. Esagero se dico il più grande LIALA di tutti i tempi? :-)

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    nanni

    11/10/2013 17.04.46

    Un bel libro, anche toccante nella parte finale. Il cieco amore di lui, ostinato che ricorda vagamente una splendida canzone di De André ("Un uomo onesto un uomo probo, s'innamorò perdutamente d'una che non lo amava niente"), ma nel libro, contrariamente alla canzone, la ragazza si riscatta. Interessante anche lo sfondo politico della rivoluzione Peruviana che non sembra molto gradita all'autore. Nel complesso però, mi ha dato l'impressione un pò del romanzo incompiuto.

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    Aldo Boggetti

    19/09/2013 09.40.17

    Libro splendido, struggente e malinconico. Ricardo compie quasi un'eutanasia di se stesso per inseguire la "nina mala", o per farsi disperatamente inseguire. Inno all'amore oltre l'orgoglio e oltre a tutto ciò che un uomo può accettare o sopportare. Innamorato senza condizioni, ma forse è più lei,a suo modo, ad essere innamorata di lui che viceversa, per il suo continuo ritornare quando si sentiva persa e disperata. Un delicato racconto su quanto si possa sacrificare e sacrificarsi per amore, fino all'intenso ma breve finale, quando lei si abbandona al proprio destino ma solo quando Ricardo la accoglie. Nella breve elegiaca della morte di lei, traspare il senso di vuoto che, alla fine, coglie il protagonista, involontario e disperato testimone della fine e della decadenza fisica di un amore incondizionato a cui a dedicato e barattato tutto se stesso, profondamente ed intensamente coinvolto da lei e dal sentimento passionale. Da leggere, conservare, una storia su cui riflettere profondamente, soprattutto ora, in questo nostro capitalismo di facciata intriso di materialismo, di vacuità e superficialità, su quanto saremmo disposti a sacrificare per amore.

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    Ross

    16/09/2013 16.49.32

    La storia raccontata in questo romanzo è struggente e delicata e lascia, più che il ricordo dei fatti narrati, una sensazione strana, tra la leggerezza e l'amarezza, per questo amore mai vissuto pienamente e per la fondamentale infelicità di lei, ma la ragazza cattiva ne vale assolutamente la pena, no? ;-) quindi vale la pena di leggerne le gesta, le sue e quelle del ragazzo buono che la inseguirà per tutta la vita. Consigliatissimo!

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    Giacomo

    16/09/2013 13.37.09

    Libro molto bello, dell'autore ho già letto qualcosa. Le prime decine di pagine sono forse poco entusiasmanti, poi però è difficile staccarsene. Consigliato.

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    Adriana

    04/08/2013 09.11.04

    Se questo è il Vargas Llosa facile, evviva il Vargas Llosa facile! Avevo provato con 'Pantaleon e le visitatrici' ed 'Il sogno del Celta': abbandonati. Ne ho apprezzato proprio la linearità, la semplicità e l'immediatezza. E' scritto bene, è costruito bene, e se, ogni tanto, non dobbiamo scervellarci per riuscire a stare dietro ad una trama, c'è qualcosa di male? Chi non è mai stato nina mala, nino bueno o viceversa almeno una volta nella vita? Se, almeno in parte, ti ci immedesimi, non lo molli più.

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    b63

    22/04/2013 13.15.58

    Questo bellissimo libro è di quelli che ti porti sempre dietro per trovare anche soli 5 minuti per leggerlo, ti prende dall'inizio alla fine e vorresti che non finisse mai. Consigliatissimo

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    ilse

    21/02/2013 22.03.28

    Se fosse davvero una storia d'amore sarebbe intrigante all'inizio ma poi sempre più inverosimile e stucchevole. Ma è davvero una storia d'amore? E se la protagonista fosse la metafora della passione ideale che accompagna con le sue inspiegabili ragioni la vita degli esseri umani, anche le più grigie, e scompare e ricompare all'improvviso facendoti fare un sacco di sciocchezze?

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    Michele

    11/01/2013 19.26.14

    Il più bel romanzo che ho letto fino ad oggi, insieme a l'amore prima del colera di Marquez. NOn vorresti che finisse mai.

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    stefaniag

    06/01/2013 12.34.42

    Io sono 50/60enne e a dispetto di quanto detto da molti il libro non mi è' piaciuto. Una brutta storia talvolta inutilmente volgare che non mi ha lasciato niente ne' sotto n profilo stilistico ne' come trama. Sconsigliato.

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    cettina drago

    28/07/2012 17.40.12

    Quando, leggendo un romanzo, mi succede di pensare, durante il giorno ai personaggi e sento il loro sentire, alle vicende narrate che assumono un tratto realistico e pieno di vita, allora definisco quel libro intraprendente. Intraprendente perchè è in grado di affrontare una impresa, quella di entrare prepotentemente nella mia mente. "Le avventure di una ragazza cattiva" di Mario Vargas Llosa è un libro intraprendente. E' una storia d'amor fou, o meglio, una storia di un'ossessione d'amore che per trent'anni condiziona le scelte e la vita del protagonista, un giovane peruviano innamorato di una ragazza senza cuore, la nina mala. Guerrigliera e non solo, che assume diverse figure nell'arco del tempo, che seduce gli uomini per un solo scopo: diventare qualcuno, diventare ricca. Complice delle stesse vessazioni che le vengono inflitte, imprime al romanzo un'impronta di passione e di tormento. Lima, Parigi, Madrid, Inghilterra, Giappone sono luoghi diversi, ma che formano un tutt'uno nel romanzo, annullando le distanze geografiche e diventano solo un eco. Gioia narrativa, gusto del racconto elaborano quest'amore fino al masochismo e proprio quando sembra spietatamente concluso, rinasce nella sua espressione più pura e commovente. Ne consiglio la lettura. Premio Nobel 2010.

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    Alessandra

    18/07/2012 01.18.09

    è il primo libro che leggo di auesto autore, ma non sarà l'ultimo. Storia che appassiona fino all'ultima pagina. Mi è dispiaciuto averlo finito. Consigliatissimo!!!

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    alessandra

    17/07/2012 12.44.01

    Una storia d'amore che non si può definire tale. Lui è un masochista patentato che non ha il minimo rispetto per se stesso. Lei idem, visto che non si limita solo a ferirlo ma nello stesso tempo si lascia brutalizzare da individui sadici e meschini. Entrambi i personaggi denotano una mancanza totale di rispetto per se stessi, che preclude la possibilità di veri sentimenti. E probabilmente è questo il messaggio che voleva trasmettere lo scrittore. Varga Llosa è bravo a scrivere, su questo non c'è dubbio, ma questa vicenda alla fine non lascia dentro proprio niente. Oltretutto è inverosimile, ripetitiva e tirata all'estremo.

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    bellatrix

    13/12/2011 11.58.37

    Il tema non è nuovo, Vargas descrive un legame "per la vita" dove l'amore più estremo si lega all'abiezione più disperata. Però l'approccio è attualissimo e l'analisi molto spietata. Ho trovato la scrittura di Vargas straordinaria e profonda, un cazzotto nello stomaco, capace di descrivere come uomini e donne del nostro tempo, senza più i ruoli rigidi del passato che li tenevano per forza sulla retta via, si perdono e non si ritrovano. Infatti non c'è salvezza nè per gli uomini fragili e neppure per le donne arrampicatrici sociali che cercano l'emancipazione attraverso la conquista sessuale dell'uomo di potere.

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    sordello

    18/07/2011 11.02.38

    Mi ha lasciato perplesso la lettura di questo romanzo: se nei primi capitoli la storia del perdersi e ritrovarsi dei due protagonisti in tempi e luoghi diversi in giro per il mondo, dando così la possibilità all'autore di esprimere il proprio peensiero sugli avvenimenti accaduti dagli anni Sessanta in poi in Francia, Perù, Giappone ecc.ecc., poteva essere anche piacevole, alla lunga il romanzo assume un tono di ripetitività che lo fa diventare stucchevole e anche noioso. Immagino che non abbiano dato il Nobel a Don Mario (come lo chiama il buon D'Orrico) per questo libro.

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