Traduttore: G. Civiletti
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
In commercio dal: 7 dicembre 2000
Pagine: 164 p.
  • EAN: 9788845246906
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    Michael Moretta

    27/10/2014 21:39:13

    Terzo libro scritto dall'autore, pubblicato nel 1986 ed unico ad avere avuto una genesi molto breve, di soli tre mesi. Carrère non è uno di quegli scrittori che riesce a scrivere di getto, e di solito i suoi libri hanno bisogno di anni per vedere una fine. Questo libro è la classica eccezione che conferma la regola. Ma questo è anche il libro che ha reso famoso l'autore, grazie anche al film che ne è stato tratto, con l'aiuto e la supervisione dello stesso Carrère.  Una storia incredibile quella de "La Moustache". Un uomo decide di cambiare il suo aspetto, un po' per sfida ed un po' per dispetto, e si taglia i baffi che aveva fin da giovane. Ciò che succede poi ci porta in una spirale assolutamente assurda quanto fantastica. Nessuno nota il cambiamento nel suo aspetto, né sua moglie né i suoi colleghi di lavoro e nemmeno i suoi amici. Inizialmente l'uomo pensa che tutti si siano messi d'accordo per fargli uno scherzo ma ben presto capisce e gli fanno capire che è in preda alla follia o ad un attacco di depressione acuta. Ma non sono solo i baffi il problema...Carrère spinge il "gioco" molto oltre. Gli amici della coppia non esistono, il padre dell'uomo è morto l'anno precedente...e lui non sa cosa pensare. Travolto dalla pazzia pensa che sua moglie lo stia tradendo col suo collega dell'ufficio e che entrambi abbiano orchestrato questo trucco per rinchiuderlo in un manicomio. La soluzione allora è scappare, il più lontano possibile, il più alla svelta possibile. Ma anche questo viaggio lontano, a Hong Kong e Macao, non sarà esente da amare sorprese!  Un Carrère nemmeno trentenne ci consegna il suo primo grande successo letterario. Una storia strana e pazzesca ma allo stesso tempo terribilmente affascinante che non dà tregua al lettore. Lo stile dell'autore si è molto evoluto dopo questo libro ma già qui possiamo toccare con mano la sua genialità, che lo porterà poi ad essere ciò che oggi è...un autore internazionalmente riconosciuto.

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    silvia

    13/09/2005 11:18:43

    Grottesco e tragico, ricorda in parte Pirandello e come tale profondamente inquietante. Non leggetelo per cercarci SF o roba del genere come fa pesare il paragone con Dick, è un racconto sull'assurdità dell'esistenza.

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    Severino

    02/05/2004 19:17:28

    Emmanuel Carrere impara il peggio dal suo idolatrato incolpevole maestro Philp K.Dick , ovvero : come impostare una storia con interessanti premesse (ed un discutibile stile di scrittura iperdescrittivo) salvo poi tradire le aspettative inventandosi un finale furbetto e veloce per togliersi dai guai. Troppo facile scappare in questo modo dall'intreccio in cui ci si é cacciati: una delusione.

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