Ballata per la figlia del macellaio

Peter Manseau

Traduttore: G. Bottali, S. Levantini
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2009
Pagine: 503 p., Rilegato
  • EAN: 9788864110738
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Recensioni dei clienti

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    patrizia

    31/01/2011 09:57:58

    Prima parte promettente, peccato che poi si riveli una pallida imitazione dei romanzi di Singer

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    gabril

    16/09/2010 19:15:14

    Una lingua perduta e salvata:lo yiddish; un popolo perseguitato e disperso: gli ebrei; un atto d'amore o un possibile tradimento: tradurre; e il filo conduttore di un sogno e di un destino rincorsi da un giovane poeta fuggiasco, nato nel mezzo della devastazione di un pogrom. Seguiamo la sua storia, la storia di Itsik-Isaac dalla nascita all'estrema vecchiezza (a Kishinev, a Odessa, a New York, a Baltimora e infine a Gerusalemme) mentre la violenza insensata imperversa, l'odio razziale e le guerre devastano e distruggono, il sangue e l'inchiostro si mescolano e fluiscono insieme a ingravidare la terra, a decifrare il mondo. Eppure l'umore poetico e alcolico tutto compenetra, si ride e si piange, si agisce e si sceglie, si ferisce e si perdona. E alla fine non resta che accettare il destino: il canto o la poesia, insieme, sapranno dargli forma.

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    Lomax

    30/08/2010 13:16:37

    Ironico, tenero, commovente. Una bellissima favola che è anche un atto d'amore per una lingua, una cultura, una donna. Lettura davvero meritata!

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    Lidia

    25/05/2010 13:07:27

    Un romanzo davvero originale. A tratti ironico, offre spunti per molte riflessioni. Vale sicuramente la pena di leggerlo.

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    luca

    01/03/2010 16:29:40

    Il voto sarebbe in realtà 4 pallini e 1/2 perchè la prima parte del libro è bellissima, commovente ed avvincente: da 5 pallini. La seconda parte "solo" da 4 pallini perchè le coincidenze sono un pò troppe, ma il libro si mantiene su livelli comunque alti. Spero che traducano anche gli altri libri di Manseau. Consigliatissimo.

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    stefania

    25/01/2010 16:23:28

    Piacevole sorpresa davvero. Libro molto bello.

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    enrico

    10/12/2009 11:03:10

    amore per i libri,per la letteratura che e' anche vita,attaccamento viscerale ad una lingua,l'yiddish,come forte segno identitario , una vita avventurosa ai limiti del fiabesco : su questi elementi Manseau costruisce la storia della vita di Malpesh, il "piu' grande poeta yiddish" anche perche' "l'ultimo rimasto",e del suo intreccio con quella del suo quasi occasionale traduttore americano.Sullo sfondo,le vicende del popolo ebraico,e della comunita' moldava in particolare, nell'arco di quasi un secolo,in Europa e nel Nuovo Mondo. La prosa e' fluente ed il susseguirsi dei tanti accadimenti,a volte divertenti,spesso tragici,e' condotto con mano salda e leggera ,con un ritmo quasi di ballata. Libro di ambientazione ebraica,non e' scritto da un ebreo,come non ebreo e' il personaggio del traduttore,ma l'amore e l'interesse profondo per quel mondo cosi' radicato nel passato e cosi' proiettato nel futuro,traspaiono con chiarezza. Le tematiche religiose sono solo sfiorate se non assenti e l'unica "fede" cui si accenna e' molto terrena ed ha il volto e le fattezze di Sasha,la "figlia del macellaio",grande amore infantile di Malpesh e sogno-guida del resto della sua lunga vita. Mi auguro,anzi ne sono convinto, che questo libro possa rappresentare una piacevole sorpresa per molti.

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