La bambina di vetro

Jodi Picoult

Editore: Corbaccio
Collana: Romance
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 13/05/2010
Pagine: 575 p., Rilegato
  • EAN: 9788863800555
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Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    08/04/2017 11:56:44

    Famiglia, amicizia, divorzio, adozione, tradimento, bulimia, solitudine, disabilita'.... scrivere un romanzo amalgamando tutti questi temi e riuscire a coinvolgere e commuovere il lettore e' qualcosa di sublime. Un libro a dir poco eccezionale. Brava Jodi ........“Le cose si rompono in continuazione. Bicchieri, piatti, unghie. Le promesse. I cuori”....^_^

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    Sofia

    29/12/2014 13:43:20

    Secondo libro della Picoult che ho letto. Il voto è assolutamente meritato e forse è qualcosina di più di un 5. In alcune parti l'ho trovato piuttosto simile a "la custode di mia sorella" ma non per questo è diventato noioso o ripetitivo. Nonostante fossero presenti un tribunale, giudici e problemi medici non ho mai pensato a "la bambina di vetro" come la copia di un'altra storia. E' scritto molto bene, inutile dire quanto la lettura sia scorrevole.

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    silvia

    25/08/2014 13:19:42

    Meraviglioso..avevo già letto Jodi Picoult e l'avevo adorata, ma secondo me con questo romanzo si supera proprio..commovente, divertente,struggente, coinvolgente..in una parola bellissimo.

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    Valentina

    27/09/2013 18:38:19

    Libro bellissimo!!!

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    katia

    01/05/2013 16:15:54

    Tematica difficile da trattare questa ma l'autrice c'è riuscita benissimo. Senza cadere nel giudizio, con delicatezza e rispetto. E lo fa raccontando la malattia da diversi punti di vista. Un bel voto tutto meritato

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    Chiarangela Mistretta

    12/11/2012 14:31:00

    Profondo. Tematica eccezionale, anche se già vista e sentita con "La custode di mia sorella", a parte per il fatto che è Willow, la malata, ad essere la protagonista principale, mentre nel "La custode di mia sorella", lo è più Anna, la sorella, che anche se non è malata, è come se lo fosse. Un'altra cosa che questo libro ha in comune con "La custode di mia sorella" è il finale. Sempre con un morto, terminano questi libri. Insomma, nel "La custode di mia sorella" era molto naturale che succedesse, qui poteva anche finire senza un morto. Insomma e che cavolo, già i suoi libri sono già tristi di per sè con un malato come protagonista e che rischia la vita, ma con quei finali! Per il resto, davvero fantastici.

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    silvia

    28/08/2012 21:29:24

    Generalmente prediligo libri non troppo voluminosi ma questa è un'eccezione ! L'ho finito in pochissimo tempo perchè mi ha proprio appassionato! Ho provato mille sentimenti nel leggerlo, la suddivisione dei capitoli riesce a farti calare a fondo nella mente dei protagonisti; ci sono tutti gli ingredienti ( e uso questo termine non a caso! ) per un romanzo che colpisce dritto al cuore e che difficilmente si dimentica. Consigliatissimo.

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    simmi71

    14/07/2012 22:05:57

    Veramente un libro notevole, ci sono tutti gli ingredienti per una lettura godibile: il rapporto tra una madre e una figlia disabile da una parte e una figlia sanissima ma ancora più bisognosa di attenzioni dall'altra; l'amicizia, ciò che può diventare una famiglia quando ci si trova ad affrontare momenti duri e scelte scomode. Non do il massimo dei voti solo perchè a volte diventa un po' ripetitivo, certi concetti sono ripetuti più volte e il finale, be... me lo apettavo un tantino diverso. Comunque è sicuramente un ottimo libro che consiglio vivamente!

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    lauretta

    06/10/2011 19:48:48

    Dopo poche pagine, ho dovuto chiudere un attimo il libro perchè, essendo madre, ciò che accade mi toglie il fiato. Ma poi ho continuato la lettura e devo dire che ho divorato questo romanzo in pochissimo tempo. Molto bello e intenso, attraverso le vicende narrate, oltre ad ammirare il coraggio dei protagonisti, oltre a condividere a volte con loro anche le nostre miserie di esseri umani, ci fa riflettere su quanto di bello ci è stato dato, su quante volte ci lagnamo per cose fondamentalmente di poco conto. Ancora una volta la Picoult fa' centro.

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    manuela

    27/06/2011 10:38:04

    Ho letto tutti i libri di jody, e mi sono piaciuti tutti, ha un modo di scrivere che tiene incollato dalla prima pagina. I suoi libri sono sempre molto lunghi ma sono piacevoli da leggere. Questo libro mi è piaciuto davvero tanto, ma per me il libro più bello in assoluto è 19 minuti. Comunque da consigliare tutti!!!

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    Stefania

    12/05/2011 16:04:34

    Libro bellissimo, intenso, emozionante e soprattutto fa riflettere. L'ho divorato in pochissimi giorni: quando inizi a leggerlo non vuoi più smettere. Mi piace molto il modo di scrivere dell'autrice e trovo i suoi libri molto toccanti e soprattutto è capace di trattare argomenti "dolorosi" con un tatto e una dolcezza incredibile. La trama è ben strutturata e il fatto di far parlare tutti i personaggi da una visione completa e a 360° della storia.

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    Gianluca

    31/03/2011 20:53:15

    Libro stupendo e toccante. Consigliatissimo!

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    Elena

    10/01/2011 15:52:04

    Questo libro mi ha lasciata senza parole. Consigliato.

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    alice

    26/11/2010 14:20:59

    Essendo io stessa lievemente disabile mi è venuto quasi spontaneo leggere questo libro... Willow ne passa veramente troppe... ma come può la madre decidere di fare causa al medico solo perchè una delle figlie non è "perfetta" come avrebbe voluto, trascurando l'altra finchè questa non cade nel baratro?!!? A mio parere questo libro andrebbe consigliato a tutti i genitori di bambini portatori di handicap, perchè non commettano i suoi stessi errori: è veramente profondo!

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    micasulserio

    01/09/2010 19:25:29

    sicuramente ben scritto, bella idea di trama, si legge bene nonostante non sia un libricino. Strepitosa idea di intervallare i capitoli con ricette di pasticceria, interessante e divertente soprattutto per i richiami alla storia stessa tra farina, burro e temperature di cottura. Peccato per quel finale che mi ha fatto imbestialire, non tanto per quello che accade, ma perchè l'autrice avrebbe potuto trovare un modo alternativo per raccontarci l'amore di una madre che va al di là delle fatiche, del denaro, delle preoccupazioni. Credo che il messaggio fosse proprio questo, amore fine a se stesso, amore che toglie, esaurisce, devasta. Amore incondizionato e incondizionabile di una madre che tale dovrebbe restare sempre, nonostante tutto, nonostante i finali sbagliati.

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    carlasarla

    19/07/2010 11:22:41

    geniale l'idea delle ricette di cucina che celano metafore.......... poi un contenuto bellissimo.............un finale eccellente!!!!!!!!!!!! se volete un romanzo che abbia tutt gli ingredienti giusti, eccolo.......... l'amore, la maternità, l'adolescenza con le sue ombre, lo smarrimento di coppia, il legal.........tutto

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    francesca

    14/06/2010 16:09:07

    Un romanzo che ti colpisce davvero al cuore. Una storia d'amore materno spinto alle estreme conseguenze che ti porta a domandarti, se sei madre (come me) cosa avresti fatto tu al posto della protagonista. Una vicenda che commuove, ma fa anche ridere (sono meravigliosi l'ottimismo e la serenità della piccola Willow). Una lettura davvero consigliata.

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I Romance, nel senso tradizionale del termine, sono romanzi in cui i protagonisti, personaggi perfetti e infallibili, sono inseriti in una cornice ideale. Sono storie in cui, ad esempio, la pioggia cade sulle finestre ma non inzacchera i vestiti, nessuno ha fame o ha bisogno di andare in bagno e l’happy ending è obbligatorio.
Mai come in questo caso il nome della collana in cui è stato inserito questo libro, Romance appunto, è fuorviante: non c’è personaggio più fragile e indifeso della bambina protagonista di questo romanzo. Willow ha cinque anni e sin dalla nascita le è stata diagnosticata una malattia rara e inguaribile, la OI, osteogenesi imperfetta. Si tratta di una mutazione genetica per cui il tessuto osseo del malato tarda a rigenerarsi e diventa fragile come il vetro. Basta un piccolo movimento inconsulto, anche uno starnuto, per provocare una frattura ossea. I bambini affetti da questa malattia hanno una struttura scheletrica deformata e sottosviluppata, al massimo in età adulta riescono a raggiungere il metro d’altezza, i loro movimenti sono lenti e condizionati dalla scarsa resistenza muscolare.
Willow, “salice” in inglese, come un albero che si piega ma non si spezza mai, a cinque anni ha già avuto cinquantadue fratture, di cui quattro nell’utero materno e altre tre, gravissime, alla nascita. Quando i medici si resero conto della gravità della situazione, la gestazione era arrivata alla ventisettesima settimana, troppo tardi perché i genitori potessero prendere qualunque tipo di decisione. E comunque Charlotte e Sean non avrebbero mai rinunciato a quella creatura. Quando si erano conosciuti Charlotte, una cuoca pasticciera, aveva già avuto una bambina, Amelia, da un precedente compagno, un giovane tossicomane sparito durante la gravidanza. Sean era un poliziotto robusto e affidabile, che aveva amato Charlotte dal primo momento e accolto sua figlia come un padre.
Mettere al mondo una bambina tutta loro era stato un sogno, scoprire che la loro vita sarebbe improvvisamente cambiata era stato un brusco risveglio, che solo in parte aveva intaccato l’idillio della loro storia d’amore. Le notti passate a curare quella bambina, l’ovatta in cui materialmente era stata riposta per molti mesi, e poi le cure infinite dopo ogni frattura, quell’inconfondibile rumore, crack, che irrompeva nella mente di Charlotte spezzandole il fiato ogni volta che la bimba si sporgeva sul tavolo o scivolava su un tovagliolo di carta, avevano riempito la loro vita di angoscia. Ma Willow è una bambina speciale, e come tutti i bambini affetti dalla OI ha un’intelligenza, una curiosità e una vitalità fuori dal comune. No, Charlotte e Sean non avrebbero voluto una figlia diversa da Willow. Eppure a volte il dubbio irrompeva nelle loro menti…
“Se avessero saputo prima cosa sarebbe successo?”, “Se la colpa non fosse stata loro ma dei medici che non avevano osservato con attenzione l’ecografia?”, “Perché dovevano pagare loro, con le sofferenze e gli sforzi quotidiani, ma anche con un enorme dispendio economico, per l’errore di qualcun altro? ”.
Il dubbio scava una voragine. Gli avvocati ai quali Charlotte decide di rivolgersi dopo una pessima disavventura a Disneyland sono chiari: il danno da nascita sbagliata già altre volte nel loro paese era stato risarcito con cifre esorbitanti. Purché venisse dimostrata l’imperizia del medico, le assicurazioni avrebbero offerto il giusto ristoro alle loro sofferenze. Ma per fare questo, Charlotte avrebbe dovuto denunciare la sua ginecologa, Piper, che è anche la sua migliore amica, e rischiare di essere giudicata da tutti come una mamma arrivista, pronta a speculare sulla malattia di sua figlia.
Provare a spiegare le ragioni profonde di questa madre e descrivere questo estremo atto come un gesto d’amore è l’intento di questo romanzo, ricco di emozioni ma anche di un’estrema indicibile sofferenza. Jodi Picault ci prova, mettendo in campo tutta la sua abilità narrativa e la sua sensibilità, regalandoci un “Legal & Medical” thriller che smuoverà molte coscienze.