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Traduttore: L. Cangemi
Editore: Marsilio
Collana: Vintage
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 524 p., Brossura
  • EAN: 9788831718158

89° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Narrativa gialla

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Recensioni dei clienti

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    Elena

    17/02/2016 11.56.44

    Bel libro, mi è piaciuto, ma comunque dalla Lackberg non mi aspettavo niente di meno perché ha un modo di scrivere che coinvolge, anche nelle parti in cui non succede granché. E' una scrittrice che difficilmente delude e infatti anche in questo caso sono rimasta soddisfatta della lettura e la consiglio.

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    Luca

    03/05/2015 10.03.11

    Che noia che barba, che barba che noia...per riprendere un detto famoso. Si salvano le ultime 100 pagine, ma che fatica arrivarci. Storia troppo melensa, pappine, cioccolatini, pannolini, gravidanze inattese, pianti isterici, ex che rispuntano, dialoghi sdolcinati e stucchevoli che non fanno nemmeno gli adolescenti, più che un giallo uno sconclusionato fotoromanzo. Storia trascinata con forza dall'autrice per tre quarti della narrazione, di tutti i libri letti della Lackberg quello più insipido, poco ispirato, insieme alla Principessa di Ghiaccio.Non riesco proprio a capire chi ha dato un voto alto, purtroppo l'ho letto perché alcune recensioni erano buone, mi sono fidato, sbagliando.

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    nanni

    20/11/2014 10.06.27

    Un buon libro, l'autrice nel descrivere la vita quotidiana affronta temi moderni ed è la dimensione degli equilibri che si ricercano nella vita reale che rende il libro un'espressione e una testimonianza dell'organizzazione della vita familiare. La storia è abbastanza interessante.

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    Wentworth

    07/11/2014 10.30.54

    Meno male che me l'hanno regalato, abbandonato a metà, cosa rarissima per me, ma veramente...i dialoghi tra i due coniugi non meritavano ulteriori perdite di tempo prezioso da dedicare a migliori letture (e ci vuole poco).

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    NADIA3

    28/07/2014 16.01.23

    Dovrebbe essere un giallo su un argomento abbastanza serio invece, tra pappine ,manine ,dolcetti e risatine sembra quasi un manuale della perfetta donna un po' antipatica che gestisce famiglie allargate. Lettura elementare un po'troppo lunga anche sotto l'ombrellone.

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    michela.p

    10/07/2014 13.09.45

    I libri della Lackberg non si possono definire gialli al 100%, sono invece da considerarsi giallo-rosa e per questo sono una piacevole lettura. Trovo divertente le incursioni di Erica nelle indagini di Patrick e le trame sono originali. Dunque se ci si vuole rilassare con una lettura coinvolgente senza tante pretese consiglio i romanzi di questa scrittrice.

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    brunacciosub

    25/05/2014 20.46.21

    Primo libro che leggo di quest'autrice e sicuramente non sarà l'ultimo, letto tutto di un fiato grazie al modo di scrivere molto fluido, alla suspance che crea grazie a "capitoli" brevi e le tante storie (alcune un po soap-operistiche) che si intrecciano per un finale imprevedibile.

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    Maurino

    09/05/2014 19.09.24

    Questa é assolutamente la storia più bella della saga. Non manca niente, vorresti sempre trovare libri simili, ora ho comprato Sirena e non vedo l'ora di leggerlo.

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    Laura

    08/05/2014 21.46.16

    ...carino, come tutti i libri della lackberg che ho letto...Ma, come altri, sono vagamente scocciata e delusa da tutto questo fiorire di gravidanze, nascite, pappine, bambole e simili... soprattutto in questa "puntata" della saga, la cosa risulta pesante...e anche, sinceramente, poco credibile. I personaggi fanno appena in tempo a conoscersi che già figliano... ...ma non esistono contraccettivi, nel modo della lackberg!?

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    valentina

    24/04/2014 09.28.05

    ho faticato nella prima metà, ma poi la trama è come sempre avvincente. trovo che la lackberg sia davvero geniale nell'inventarsi questi intrecci.

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    Chiara

    17/04/2014 09.40.04

    Trovo che questo romanzo possa essere considerato a tutti gli effetti il migliore della serie. è una storia tenera, con personaggi indimenticabili ed una quasi nulla distinzione fra il buono e il cattivo. Ogni comportamento ha una sua motivazione profonda, antica o recente. Questo tratteggio così dettagliato rende il romanzo eccezionale.

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    camilla

    13/04/2014 17.21.16

    Come sempre la Lackberg non delude, storia ricca di mistero narrata attraverso la quotidianità dei protagonisti che si intreccia abilmente col racconto. Brava

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    mauro

    11/04/2014 17.00.24

    Bel libro. Vale la pena aspettare la fine(anche se da circa la metà del libro iniziavo a sospettare chi avesse ucciso il professore).

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    Laura

    31/03/2014 15.04.42

    A me il libro è piaciuto, l'ho letto con piacere. Ormai i vari personaggli sono diventati familiari e la storia è stata interessante. Se devo far un appunto: il finale è stato un po' deludente, nel senso che l'autrice era riuscita a creare un certo pathos che si è come "sgonfiato". Francamente mi aspettavo, data la storia, un finale un po' più d'effetto. Comunque consigliato.

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    rosanna robbiano

    06/01/2014 18.07.25

    La buona Camilla ci offre un vero e proprio tributo alle famiglie allargate ( molto probabilmente la sua è tradizionalissima, è in genere un classico in questi casi); donne con figli di un primo matrimonio che si mettono con l'ex della sorella a sua volta con prole, e ne restano incinte, facendo perdere la ragione al lettore che cerca di capire chi siano tutti questi bambini e di chi siano figli; poliziotte che con la propria compagna mettono su famiglia con tanto di bambino procreato tramite fecondazione esterna di un donatore, fratellastri che saltano fuori dopo decenni, ex mogli a loro volta risposate e con figli, che tentano di recuperare gli ex mariti a loro volta con bambini,insomma, il panorama quasi completo sulle famiglie alternative, etero e non. Il tutto, condito con uno stile spesso irritante da quanto è sciocco, con parole come "manine", "visetti", "testolina","braccine", e altre robine simili usate troppo spesso, oltre a frequentissime escursioni in divagazioni logorroiche e del tutto ingiustificate. In questa babele, Camilla si ricorda anche di inserire il nocciolo della questione, ovvero un giallo la cui trama, che affonda le proprie radici nel periodo storico della seconda guerra mondiale, sarebbe anche di per sé interesante. Un libro dal punto di vista letterario assolutamente pessimo, in cui l'autrice si crogiola godendo dell'ascoltare se stessa. 500 e passa pagine che potevano esserte meglio utilizzate; ne bastavano, come hanno detto altri che mi hanno preceduta, 200. Opera che mette a dura prova i nervi, da salone di parrucchiera, con tutto il rispetto per la professione.

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    susanna bottini

    05/01/2014 19.38.39

    La Lackberg, in tutti i suoi romanzi ( li ho letti infatti tutti), è come uno chef che presenta un piatto principale in cui però a farla da padrone è il contorno. Anche in questo caso, come sempre, non si smentisce. Mette in tavola un bel giallo, lo accompagna con una interessante escursione nella poco conosciuta storia della Svezia nella Seconda Guerra Mondiale, affronta l'altrettanto interessante aspetto dei moderni ultranazionalisti svedesi, ma poi butta tutto il buono fatto, come sempre esagerando con le storielle relative ai vari personaggi secondari; quindi veniamo a leggere di pannolini, pappe, gridolini infantili, corsi di salsa latinoamericana, e inoltre una bella e abbondante sbrodolatura di temi "politically correct" (vedasi il caso della poliziotta immigrata), ormai talmente abusati da risultare alquanto fastidiosi. Anche lo stile spesso scade in una prosa da romanzi in omaggio con le riviste femminili, che fa cadere le braccia. Peccato che nessuno riesca a incanalare il talento di questa scrittrice, indubbiamente esistente, liberandoci da tanta inutile prolissità e da questa Erica, che somiglia sempre più, quanto ad antipatia, alla Linda Wallander che Mankell (ahimè, anche lui), ha spesso piazzato senza validi motivi nei suoi romanzi. In tutti i casi, unb libro che si lascia leggere.

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    anna

    08/12/2013 12.05.11

    storia scorrevole, intrigata ed originale, l'unica cosa sono le storie famigliari....a parer mio più da romanzo che da giallo,le eviterei, ma ogni autore ha un suo stile che va rispettato. Lo consiglio si legge bene.

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    Nicoletta

    26/11/2013 11.26.18

    Sono pienamente d'accordo con chi ha trovato il libro prolisso e in alcuni passaggi noioso. I rigurgiti filo-nazisti nella società svedese sono stati trattati da Mankell con ben altro spessore letterario e tensione morale. E poi, ma questo e' un mio personale punto di vista, Erica sta diventando sgradevole e prepotente: le sue intrusioni in ospedale inaccettabili! Difficile leggere un libro con una protagonista così antipatica.

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    paola

    27/10/2013 09.18.10

    E', a mio parere,il miglior libro della Lockberg, scritto bene e coinvolgente; molto descrittiva negli intrecci psicologici e nella storia dei personaggi. Interessante la tresca tra Axel ,Erik ,Elsy e Britta. ottimo capolavoro

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    Robin

    21/10/2013 16.21.49

    La storia è bellissima e il giallo accattivante e ricco di pathos. Questa scrittrice non smentisce il suo talento e sforna dei gialli davvero ricchi e fantasiosi. Senza dimenticare la storia di una famiglia e delle vicende quotidiane di questo paese.

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