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La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme - Hannah Arendt - copertina
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La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme
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La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme - Hannah Arendt - copertina
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Descrizione

Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il "New Yorker", sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.
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Dettagli

5
2001
Tascabile
320 p.
9788807816406

Valutazioni e recensioni

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mauro
Recensioni: 2/5

un bel libro, tuttavia datato e che sostiene una tesi più filosofico/ideologica che storica; Eichmann viene visto come l'uomo perfetto per l'attuazione del totalitarismo: tesi affascinanate ma che alcuni storici hanno rivisto e riesaminato. Eichmann è stato tutt'altro che un burocrate da tavolino, è stato cosciente e inserito nei meccanismi (non lineari) della storia del nazismo. Dall'idea dell'emigrazione fino all'organizzazione dei campi ci sono stati vari livelli di decisione, ripensamenti e cambi di strategia da parte dei vertici nazisti; questo rende più realistico e meno filosofico l'agire di Eichmann... e a mio modo di vedere sen'altro più terribile. Consiglio il bel libro "Eichman, anatomia di un criminale" di Cesarani. Il cambio di prospettiva rende l'opera dei nazisti ancora più terribile e realistica, ne svela i meccanismi "possibili" e quindi ancora più angoscianti.

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monica
Recensioni: 5/5

Bellissimo libro della Arendt sul processo e sull'identita' di questo semplice burocrate dell'Olocausto. Uomo incolto privo di una vera e propria identita', una carriera veloce la sua nelle SS occupandosi dei trasporti che conducevano milioni di persone al massacro. Un colletto bianco un impiegato un semplice anello di un ingranaggio, un semplice uomo che rese cosi' banale il compimento di un massacro su vastissima scala, svolgeva le sue mansioni con una semplicita' tale da rendere lo sterminio una semplice pratica burocratica. Era per Eichmann banale eseguire gli ordini, ordini ai quali si sarebbe potuto opporre senza conseguenze eppure non lo fece mai. Bellissimo libro, disturbante ma vale la pena di leggerlo.

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Paolo Rigamonti
Recensioni: 5/5

Un libro che non ammette alibi, a tratti duro da mandare giù, ma che scritto negli anni '60 prevede già l'incubo della Cambogia, del kossovo, della Bosnia.Solo un diritto internazionale può giudicare certi crimini, altrimenti il diritto delle nazioni li ridimensiona. Da leggere nelle scuole

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Hannah Arendt

1906, Linden (Germania)

Filosofa tedesca. Formatasi nelle università di Marburgo, Friburgo e Heidelberg, ebbe come maestri Heidegger, R. Bultmann e K. Jaspers.Di origini ebraiche, nel 1933 emigrò in Francia, per poi trasferirsi negli Stati Uniti nel 1940.I suoi principali interessi si sono orientati sull’agire politico, inteso come dimensione pubblica dell’esistenza umana.In "Le origini del totalitarismo" (1951), la Arendt ricostruisce il processo storicoche ha condotto alle dittature europee e alla seconda guerra mondiale; i momenti decisivi di tale processo (antisemitismo, imperialismo e trasformazione plebiscitaria delle democrazie) sono interpretati come effetti di una complessiva de-politicizzazione della cultura moderna."Vita activa" (1958) propone l’e1aborazione in termini filosofici...

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