La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme

Hannah Arendt

Traduttore: P. Bernardini
Editore: Feltrinelli
Edizione: 20
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 settembre 2013
Pagine: 320 p., Brossura
  • EAN: 9788807883224

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Controllo politico e libertà - Diritti umani

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Recensioni dei clienti

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    Gaia

    16/10/2018 11:09:27

    Il libro propone un dettagliato e puntuale resoconto del processo ad Adolf Eichmann, celebre criminale nazista, celebratosi a Gerusalemme nel 1961. Tuttavia il processo nasce con un il peso di un vulnus non da poco, l'imputato infatti è stato rapito dai servizi segreti israeliani per essere sottoposto a un giudizio farsa dall'esito più che ovvio dell'impiccagione. Un dilemma morale che a mio avviso avrebbe dovuto essere affrontato è proprio questo: è giusto per uno stato uccidere un uomo che ha causato con le sue azioni la morte di milioni di altri? La Arendt non risponde. Pur trovando la spiegazione del male che portò alla morte di milioni di persone nella banalità dell'obbedienza all'autorità, nella burocrazia che aliena e disumanizza, come è stato dimostrato dagli arcinoti esperimenti di Stanley Milgram, quindi in fattori situazionali in cui la personalità individuale sembra avere un ruolo del tutto marginale e quindi come sembrava affermare l'imputato chiunque al suo posto avrebbe potuto fare quello che aveva fatto lui senza essere un sadico mostro, la Arendt non ha la forza di trarre la dolorosa, ma logica conclusione della responsabilità ridotta dell'imputato e dell'inutilità della pena di morte se non come atto di vendetta. L'esempio dello sterminio del popolo ebraico progettato da Hitler insieme a tanti altri esempi di genocidi e azioni ignobili legalizzate devono essere un monito sempre presente per le nostre coscienze, spingerci a non confonderci con la massa, a immaginare le vittime come esseri umani simili a noi, ad avvicinarci agli altri senza pregiudizi, senza paura, per non incorrere più in simili vergognosi scenari. Per farlo è necessario ammettere che non siamo migliori.

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    Simone Sebelic

    23/09/2018 11:06:43

    Un libro sorprendente. Il panorama storico e sociale lascia il lettore a bocca aperta. Hannah Arendt anche questa volta dimostra il suo acume politico in un libro che sicuramente non può mancare nelle nostre librerie.

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    Francesco La Placa

    22/09/2018 07:51:35

    Il male è una realtà con cui, volenti o nolenti, siamo costretti a fare i conti nella vita di tutti i giorni. Qui, però, si tratta di un male che è tutto umano, in quanto causato e subito dall'uomo. Unendo l'indagine storica a quella filosofica, Hannah Arendt analizza il meccanismo dello sterminio degli Ebrei e l'organizzazione che ne sta alle spalle, arrivando a cogliere un aspetto non scontato del male, quello della sua banalità. Ma in che senso il male può essere definito banale? Non si rischia, parlandone in questi termini, di mancare di rispetto a quelle persone che di tale male sono state vittima?

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    roberto

    21/09/2018 16:21:07

    Un libro che ci fa capire come il male possa derivare da persone "semplici", all'apparenza tranquille ma che se manipolate possono diventare spietate

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    Martina

    20/09/2018 07:30:57

    Libro meraviglioso. Questo libro fa riflettere su temi ancora molto attuale. Consigliatissimo.

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    Rosa

    18/09/2018 12:45:47

    L'obiettivo dei nazisti era quello di portare a termine la "soluzione finale" mettendo in moto un meccanismo semplice, quello di dare ampio spazio, citando il titolo, alla banalità del male di cui Eichmann è testimone. Questo saggio delinea le vicende storiche che negli anni '30 e '40 del secolo scorso che hanno coinvolto la popolazione ebraica e non solo, ma delinea anche la psicologia Eichmann che è un uomo qualunque e che non ha nulla di anormale. Forse è proprio questo che ci colpisce come uno schiaffo: è da uomini normali che nasce una delle grandi tragedie del secolo scorso, ed è per questo motivo che non possiamo permetterci di dimenticare. Lettura assolutamente consigliata.

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    Andrea Muratore

    26/08/2018 13:01:38

    L’esattezza, l’acume e l’onestà intellettuale sono tre capacità che, combinate, appartengono a pochissimi autori. Io dopo questa lettura dico che la Arendt rientra nel novero di questi pochissimi scelti. Un libro che ti guida tra le inestricabili controversie morali e giuridiche che ognuno di noi, quotidianamente, si trova ad affrontare. E che storia...quanto si può imparare da questo libro! Voto 10+. Leggetelo tutti, senza indugi

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    Alinghi

    10/07/2018 12:51:08

    Libro di non facile lettura, forse in alcuni tratti inevitabilmente troppo giuridico. Richiede un approccio di studio. Purtroppo argomento tutt'ora attuale, il libro aiuta a riflettere ed a comprendere le radici di certi avvenimenti storici. Lettura piu necessaria che consigliata.

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    n.d.

    08/06/2018 00:24:03

    Il libro rivela che siamo tutti potenzialmente assassini e facilmente manipolabili da una buona propaganda , spezzando per sempre la illusione di separare i buoni dai cattivi

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    n.d.

    26/05/2018 20:42:05

    Perfetto!! Consegna puntualissima. Consigliatissimo.

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    n.d.

    21/04/2018 16:16:20

    consiglio la lettura approfondita du quest'opera

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    n.d.

    10/04/2018 13:58:05

    Un libro sicuramente non semplice ma decisamente illuminante.

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    Emperor Andrea

    06/02/2018 16:06:26

    Pietra miliare, valida allora come oggi, anzi forse soprattutto oggi.

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    RICCARDO

    04/02/2018 23:16:46

    Libro fondamentale e validissimo, sicuramente consigliato. Approfondisce fatti storici e giuridici del processo Eichmann, ma fa un quadro piu' ampio sul nazismo, sulla burocrazia nazista e sulla questione ebraica. Il pensiero nazista non fu condiviso solo in Germania, ci furono stati che fecero rallestramenti e deportazioni anche senza l'intervento nazista. E troppo spesso i capi e burocrati nazisti erano persone incapaci e insulse che salirono al potere solo per la semplice adesione al partito. La storia di Eichmann ne e' un esempio concreto.

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    kramer65

    06/12/2017 07:12:59

    Davvero suggestivo. Consiglio a tutti! Scorre davvero bene, buona lettura e ampie descrizioni

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    Giuliana

    30/10/2017 10:56:59

    Ottimo libro. Consigliato.

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    n.d.

    20/10/2017 16:26:08

    ottimo

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    Tinama

    31/05/2017 16:11:11

    Non è un trattato psicologico, filosofico, morale ma partendo dall’analisi di fatti storici, nell’ambito di un processo, l’autrice ci conduce, in modo minuzioso, a capire come il male possa insinuarsi nella mente di gente banalmente comune, inconsapevole di fronte al male, in questo caso assoluto. Mi viene in mente a riguardo il “perdona loro perché non sanno quello che fanno”, lasciando all’Uomo-Dio la prima parte, soffermandoci sulla seconda. E’ l’insipienza dell’uomo da temere,oggi più che mai. La cronaca a livello mondiale dà ragione di tutto questo. Ma anche nel piccolo di ciascuno di noi la Arendt ha da insegnare qualcosa.

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    mike

    12/04/2016 21:02:19

    E'molto difficile recensire questo libro. Quando l'ho comprato credevo che avrei letto un saggio filosofico che partisse dalla questione del processo Eichmann. Invece l'opera è totalmente dedicata al caso Eichmann. Ne sviscera qualsiasi aspetto: la psicologia dell'imputato, i suoi rapporti con gli ebrei e con i maggiori gerarchi nazisti, le falle legali e il tentativo di strumentalizzazione da parte di Ben Gurion, all'epoca primo ministro di Israele. "La banalità del male" è un libro di approfondimento storico e anche, cosa che non mi sarei aspettato, giuridico. Chi ha studiato diritto internazionale vi ritroverà tanti concetti della disciplina. La qualità dell'opera a mio modo di vedere è innegabile. Una lettura assolutamente consigliata anche e soprattutto per chi voglia capire tutti gli aspetti della questione ebraica nel periodo '33-'45.

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    angelo

    09/04/2016 19:07:32

    Ingredienti: un processo dall'esito scontato ad un gerarca nazista, un uomo qualunque finito per caso nell'impero del male, l'obbedienza agli ordini come virtù criminale, le tre tragiche tappe della questione ebraica (espulsione, concentramento, sterminio). Consigliato: a chi vuol vedere più nitido e sfumato insieme il confine tra vittime e carnefici, a chi vuol conoscere tanti episodi secondari nascosti tra le pagine più brutte della storia umana.

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