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Una barca nel bosco - Paola Mastrocola - ebook

Una barca nel bosco

Paola Mastrocola

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Editore: Guanda
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 509,52 KB
Pagine della versione a stampa: 257 p.
  • EAN: 9788860883001
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PREMIO CAMPIELLO 2004

«Una parabola lucida e graffiante sulla nostra società. Ferma nella denuncia, stemperata in un’ironia dolce-amara.»
Roberto Carnero, l’Unità su Una barca nel bosco

«Divertente maestra del sospetto, Paola Mastrocola mette in guardia contro le idee sbagliate che pretendono di essere le più giuste, contro i sempre nuovi convenzionalismi.»
Lorenzo Mondo, La Stampa

«L’unica nostra scrittrice capace di una comicità deliziosamente coinvolgente.»
Giulia Borgese, Corriere della Sera

Gaspare Torrente, figlio di un pescatore e aspirante latinista, approda a Torino da una piccola isola del Sud Italia. Un ragazzo come lui, che a tredici anni traduce Orazio e legge Verlaine, deve volare alto, fare il liceo e scordarsi il piccolo mondo senza tempo della propria infanzia. Ma la scuola superiore tradisce le sue aspettative: si trova alle prese con programmi flessibili, insegnanti incapaci e compagni «alla moda». Si sente sempre fuori tempo, fuori posto, come una barca nel bosco. E anche l’università, qualche anno dopo, non è da meno. Ma proprio quando tutto sembrerebbe perduto, la vita gli regala una svolta sbalorditiva, un riscatto etico ed estetico nei confronti di una società che riconosce solo i gregari e di un sistema scolastico che si rivela inadeguato a coltivare un talento; un sistema che Paola Mastrocola coglie nelle sue pieghe più divertenti e insieme drammatiche, calandosi nella voce di un ragazzo che tra lo stupore e l’amarezza racconta il proprio percorso di «sformazione».

«Paola Mastrocola racconta con brio e spigliatezza, ama la poesia e gioca con le parole, onora la virgola e l’ipotassi, cesella i dialoghi.»
Luciano Genta, La Stampa

«Ci si lascia sorprendere dallo snodarsi agile della storia, dalle sue allegre ’impennate’ e allo stesso tempo si ammira la leggerezza della scrittura, la sua apparente facilità, il suo rifarsi con sorridente e voluta soavità agli stilemi della narrativa favolistica.»
Margherita Oggero, La Stampa
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    Michela

    05/04/2017 20:14:03

    "Ogni insegnante dovrebbe leggerlo". Con queste parole mi è stata suggerita la lettura di questo libro. Sono un'insegnante e ho appena finito di leggerlo. Ho riconosciuto tutto, purtroppo. Ho girato ogni pagina col timore che la fine fosse troppo vicina e, allo stesso tempo, col fastidio di trovare nuove bassezze, nuovi grigiori della scuola di cui anch'io sono parte. Mi sono chiesta se pure io ho un Gaspare Torrente sulla coscienza. Grazie a Paola Mastrocola per questo libro prezioso, per le riflessioni che mi ha costretta a fare, per la prosa piacevolissima, per i suoi occhi brillanti (come quelli dei pelucchi di Furio) che le hanno permesso di vedere quello che troppo spesso non si riesce a vedere. Felix resterà a lungo nella mente e nel cuore.

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    Leuconoe

    13/12/2014 12:38:52

    Profondo e indimenticabile.

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    faffa

    15/03/2014 13:23:48

    Da tempo ero curiosa di leggere"Una barca nel bosco",romanzo che è fra i consigliati come libro di narrativa nelle scuole.Infatti,il romanzo della collega P.M.è incentrato sulla scuola e,attraverso il comportamento del protagonista Gaspare Torrente,l'autrice lo sviscera,ma forse accentuando gli aspetti negativi della scuola italiana.E'vero che ce ne sono,ma è anche vero che la scuola è fatta dagli alunni e il contesto socio-culturale nei licei"bene"è quello con il quale Gaspare Torrente si trova-necessariamente-a fare i conti.Lui è figlio di pescatore,e si vergogna di esserlo così come si vergogna della gastronomia avviata dalla mamma per permettergli di studiare,di potersi iscrivere all'università.Gaspare si sente"una barca nel bosco"quando arriva a Torino,ma con il passare degli anni si crogiola nel suo essere"barca nel bosco".Il bosco che si crea nella sua casa è bello,ma è una fuga dal mondo che richiede grinta,tenacia e volontà.Gaspare ama il latino,ma solo quello:o fa il latinista o niente.Ha talento, ma questo va coltivato.Il latino per lui era un talento,ma che doveva essere contestualizzato nella vita reale.Il suo docente di latino a scuola,forse,questo gli aveva far voluto capire:tradurre è un bell'esercizio,ma smettere un attimo di tradurre per socializzare e vivere la vita è un modo per crescere ed affrontare il mondo.Gaspare non è disposto a voler crescere veramente,a volersi mettere in discussione:dalla scuola lui voleva solo concetti e studio.Ma la scuola era il mondo dove Gaspare avrebbe dovuto imparare a fronteggiare gli ostacoli incarnati da compagni ricchi o strani o superficiali. Gaspare,però,con gli anni continua voler vivere nel suo bosco fino a farlo diventare reale e,in fin dei conti,continua vergognarsi delle sue radici.Gli è più comodo credere che il suo destino era quello di pescatore perché suo padre lo era,così come quello di Furio era diventare ingegnere come il padre."NO,PAPA'NON HO COLPA.MA NEANCHE MERITO.NIENTE".

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    Giulia

    13/12/2013 10:29:34

    Complimenti all'autrice per questo romanzo che si svolge come un climax... capitolo dopo capitolo cresce la componente fantastica di questa narrazione fino alla chiusura, con la descrizione di quella casa invasa dalle piante, che si plasma sulle esigenze di quella flora che vi cresce all'interno. E' così che dovrebbe essere la scuola, dovrebbe valorizzare talenti e non schiacciarli sul sistema. Ovviamente una caricatura del sistema scuola che fa ben riflettere.

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    31/05/2013 15:22:45

    Storia triste e intrinseca di ricordi, ma questo suo velo di tristezza è smorzato dalla simpatia e dall'innocenza di questo buffo personaggio, Gaspare. Verso la fine diventa quasi surreale, la narrazione, e si rallenta... ma fa parte dello stile della Mastrocola.

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    filippina

    04/04/2013 19:22:18

    prima parte interessante, seconda surreale... mi è sembrato un romanzo a tesi: gli insegnanti non fanno il loro dovere e gli alunni, i migliori, devono livellarsi verso il basso. possibile che fra gli insegnanti di gaspare, dalle medie all'università, se ne salvi solo una?

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    ViolettaDelPensiero87

    17/12/2012 16:12:41

    Da educatrice ho apprezzato molto questo testo..una storia scritta per far riflettere chi vive il contesto scolastico ogni giorno.

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    Fabio De Rosa

    04/06/2011 13:19:44

    Non avevo mai letto niente di Paola mastrocola, e questo libro mi ha sorpreso. Bello e facile da leggere, spiritoso, racconta le assurdita' della scuola di oggi. Anche il finale, assolutamente inaspettato, mi pare intrigante, ed e' un messaggio agli insegnanti e ai genitori: i ragazzi sono come le piante.

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    stefano

    24/03/2011 22:14:19

    Libro controverso, fino a metà la storia di un ragazzo che lascia l'isola con la madre per studiare,la difficoltà di ambientazione,l'emarginazione,la riscossa personale,il ripensamento.....poi ad un tratto tante stranezze da parte del personaggio e il racconto che va a ritroso nel tempo facendo capire e raccontando i fatti successi in precedenza....mah....perplesso. La diversità portata agli estremi....

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    Maria Teresa

    16/03/2011 21:40:39

    Gapare in questa nuova scuola si sente come una "barca nel bosco", come un pesce fuor d'acqua. È un libro realistico, che rispecchia la scuola di oggi. Un libro bellissimo, sembra di vivere insieme a Gaspare, un libro realistico che rispecchia la scuola di oggi, se non sei alla moda, se non vesti in un certo modo la gente scansa.

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    danypicci87

    30/08/2010 21:50:21

    L'ho trovato delizioso!! Mi ha tenuto incollato alle sue pagine per un'intera giornata, finché non l'ho finito. Acuta la sua diagnosi della scuola al giorno d'oggi e anche di alcuni insegnanti (per fortuna non tutti). Forse mi è piaciuto così tanto perché mi sono un po' rispecchiato in Gaspare (mi sono laureato in lingua e letteratura greca), ma credo che chiunque possa rivedere se stesso in questo ragazzo così estraneo al mondo in cui vive. Ci siamo tutti sentiti, almeno una volta nella nostra vita, "una barca nel bosco".

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    mauro

    06/07/2010 23:59:12

    Mi è piaciuto molto. L'ho trovato scorrevole, ironico, surreale. A volte effettivamente un po' forzato, ma niente che stonasse con il carattere del ragazzo. Sempre alla ricerca dell'approvazione degli altri fino a quando, finalmente prevale il suo modo d'essere, non importa se positivo o negativo, apprezzabile o disdicevole, in ogni caso solo suo. L'unica cosa che non mi è piaciuta, il fatto che a volte mi sono rivisto nei suoi pensieri.

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    Francesca

    04/07/2010 10:46:15

    Gaspare: all'inizio l'ho amato, a metà mi ha incuriosito, alla fine non l'ho capito. Tuttavia mi piace molto il modo di scrivere di questa autrice.

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    enrica

    02/04/2010 11:06:40

    Gaspare Torrente è un ragazzo a cui ci si affeziona. Tradisce la propria vita trascorrendo la sua adolescenza cercando di non disattendere le aspettative che gli altri hanno nei suoi confronti (la mamma che fa tanti sacrifici per lui, i compagni ai quali deve assomigliare per essere accettato, l'insegnante dell'ora di ascolto..)E' un romanzo scritto con una dolce ironia che fa rilettere sui meccanismi sociali dei quali tutti siamo a volte autori, a volte vittime.

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    giovanni

    05/02/2010 11:13:54

    Di facile e veloce lettura, quasi cinematografico nei salti di narrazione, nella sua caratterizzazione dei personaggi e anche nella sua visionarietà. Forse la sintassi dell'io narrante non è adatto al personaggio descritto, troppo "anomalo"... Acuta e sardonica descrizione del mondo scolastico, dagli anni 90 ai nostri giorni... Libro bello ma non imperdibile!

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    lalla

    01/11/2009 18:43:49

    dico 1/5 perchè non c'è un voto più basso. troppo ripetitivo. non mi è piaciuto affatto. trovo che un genio come lui, un latinista nato che quasi non riesce a dormire la notte se non riesce a tradurre un termine, che si trasforma in un truzzo, sia un insulto all'intelligenza umana. Le mie condoglianze a quei poveri neuroni.

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    Lorenzo

    30/09/2009 20:24:27

    E'un libro che mi è piaciuto soltanto in parte... Spesso infatti è molto ripetitivo e si dilunga in discussioni fuori contesto... Comunque la storia è molto veritiera e il giovane Gaspare rappresenta molti intelligenti ragazzi non considerati come tali dalla società attuale!

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    antonella

    31/07/2009 19:21:35

    Ho acquistato questo libro grazie ad una lettrice che ha inviato un commento per "La solitudine dei numeri primi",mi ha incuriosito il titolo e dopo averlo letto mi sento proprio di consigliarlo a tutti,ragazzi e non.Penso che acquistero' altri libri della Mastrocola perche' ho apprezzato molto il suo modo di scrivere e di raccontare il mondo dei giovani a volte cosi complicato e difficile e mi ha fatto riflettere sul fatto che noi adulti ci dimentichiamo forse troppo spesso di essere stati giovani anche noi.

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    Julian

    12/07/2009 14:48:03

    è la prima volta che leggo un suo libro, me lo hanno assegnato per le vacanze. In giro trovo tanti commenti positivi, ma a me è parso totalmente noioso, soprattutto nella prima parte. Il finale mi è sembrato che non avesse quasi nulla a che fare con la storia. Sul riassunto dietro al libro si legge che fa una svolta sensazionale, ma a me è sembrato che il ragazzo fosse sempre sullo stesso punto di prima. Direi che è un libro troppo surreale...

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    giuly

    20/05/2009 09:34:56

    primo libro che leggo della Mastrocola...tutto sommato un buon libro, scorrevole, a tratti divertente a volte più triste e malinconico. Anche io dividerei il libro in 2.. la prima parte molto più scorrevole e realistica, la seconda invece mi ha lasciata un po' perplessa (per via di tutte quelle piante)..però devo dire che mi è piaciuto! sicuramente leggerò altri titoli di questa autrice

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  • Paola Mastrocola Cover

    Risiede a Torino. Laureata in lettere ha insegnato Letteratura italiana all'Università di Uppsala in Svezia, docente poi presso il liceo scientifico di Chieri (Torino). Fino al 1999 ha pubblicato poesie e saggi sulla letteratura del Trecento e Cinquecento. Ha inoltre pubblicato raccolte di poesie, La fucina di quale Dio, Genesi 1991, e Stupefatti, Caramanica 1999. Ha ripreso questa produzione letteraria nel 2010 con la raccolta La felicità del galleggiante (Guanda).Dal 2000, presso Guanda ha pubblicato alcuni romanzi, vincitori di numerosi premi letterari: Premio Italo Calvino per l'inedito 1999 per La gallina volante; Premio Selezione Campiello 2000 per La gallina volante; Premio Rapallo-Carige per la donna Scrittrice 2001 per La gallina volante; Finalista al premio Strega 2001... Approfondisci
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