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Baruch Spinoza e l'Olanda del Seicento

Steven Nadler

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
Pagine: XVI-426 p.
  • EAN: 9788806158620
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    tore

    26/02/2003 18.06.04

    Un bel libro. Penso che l'autore sappia il fatto suo, perchè non so quanti libri ha scritto su "Bento Baruc de Espinosa" - Spinoza: A live - Ma poi al di là delle congetture erudite e sempre documentate sul pensiero e sulla cultura ebraica, sefardita (Portogallo - Spagna) asckenazita (Europa centro-orientale), della città di Amsterdan del "600, l'autore Nadler riesce a farci capire che una nazione europea come l'Olanda resti nella cultura italiana in ombra; invece quell'Olanda del seicento esprime modalità culturali di valenza internazionale. Non per niente nel crogiolo nella società riformata e calvinista nascono gli spiriti critici e pensanti come Spinoza -trattato teologico-politico- ed Erasmo da Rotterdam -Elogio della pazzia-. Il primo, partendo dalla crita alla religione ed alla sua gerarchia - come del resto fa tutta la chiesa riformata - approda all'analisi spietata sulla democrazia,e del lungo cammino che bisogna fare per raggiungerla, l'altro arriva ad affermare che la cultura è il vero collante perche i popoli vivano in pace. Quindi tutte e due rimandano al concetto di tolleranza, che leggendo il bellisimo libro di Nadler era presente e si respirava a pieni polmoni in Olanda nel "600. Leggendo il libro si possono leggere pensieri che solo nel primo novecento si tenta di realizzare. Spinoza libero pensatore e maestro di vita, dichiarato eretico e scomunicato.

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    alberto genovese

    17/07/2002 23.10.02

    Il libro mantiene appieno la promessa del titolo: rappresentare il pensiero del filosofo sullo sfondo del paese e dell'epoca in cui Spinoza è vissuto. Libro brillante ma non superficiale, approfondito senza scadere nel compiacimento dell'erudizione. C'è una domanda che tuttavia l'autore non si pone : perché nella vita di Spinoza non entrò mai una donna? Possibile che il filosofo del dominio della ragione sulle passioni sia riuscito ad essere talmente coerente da non subire il richiamo della femminilità? Fu un misogino o un integerrimo sacerdote del pensiero al punto da votarsi alla castità per perseguire senza molestie domestiche e complicazioni affettive la sua missione di intellettuale? Interrogativo che trovo molto intrigante. (luglio 2002).

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