La battaglia contro l'Europa. Come un'élite ha preso in ostaggio un continente. E come possiamo riprendercelo - Thomas Fazi,Guido Iodice - ebook

La battaglia contro l'Europa. Come un'élite ha preso in ostaggio un continente. E come possiamo riprendercelo

Thomas Fazi, Guido Iodice

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Editore: Fazi
Testo in italiano
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Dimensioni: 701,67 KB
Pagine della versione a stampa: 319 p.
  • EAN: 9788893250146
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Gaia la libraia

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A otto anni dallo scoppio della crisi finanziaria, l’Europa è stremata dall’austerità, dalla stagnazione economica, da disuguaglianze sempre più gravi e dal crescente divario tra paesi del centro e della periferia. La stessa parola “crisi”, che rimanda a un fenomeno di rottura e di breve periodo, è ormai inadeguata a descrivere quello che appare come un cambiamento strutturale – ma forse sarebbe meglio dire una ristrutturazione deliberata – dell’economia e della società. La democrazia viene esautorata a livello nazionale e non viene sviluppata a livello europeo. Il potere è sempre più concentrato nelle mani di istituzioni tecnocratiche che non rispondono delle loro decisioni e in quelle dei paesi più forti dell’Unione. Allo stesso tempo, cresce in tutto il continente un’ondata di populismo, con l’affermarsi in alcuni paesi di pericolosi movimenti nazionalisti. Eppure non vi è ancora un consenso sulle ragioni che ci hanno condotto fino a questo punto e su come uscirne. Il perdurare della crisi economica e la vergognosa gestione della vicenda greca hanno sì trasformato la crisi in un argomento di dibattito diffuso, ma hanno anche determinato un progressivo imbarbarimento, sempre più dominato da logiche nazionalistiche («prima gli italiani») e semplificazioni illusorie e solo apparentemente radicali («fuori dall’euro»). Nel frattempo molti dei miti fondativi alla base del “regime di austerità” – dobbiamo stringere la cinghia perché stiamo finendo i soldi; abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità; il problema è l’eccessivo debito pubblico ecc. – si sono persino rafforzati. La battaglia contro l’Europa mostra come le élite europee abbiano sfruttato la crisi per imporre scellerate politiche neoliberali e smantellare lo stato sociale e come questo processo può essere invertito. Secondo gli autori, la via d’uscita dalla crisi non passa né per una maggiore integrazione («più Europa»), né per l’uscita dall’euro, quanto piuttosto per l’apertura di un conflitto tra periferia e centro che parta dalla disubbidienza ai memorandum della troika e arrivi a delineare un’esplicita alternativa (o almeno un significativo emendamento) all’attuale assetto istituzionale dell’unione monetaria.

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    Antonio

    18/09/2016 10:19:14

    Ha un pregio fondamentale questo libro: va al cuore dei problemi che affliggono l' eurozona. E lo fa con la capacità di essere molto esplicativo e nello stesso tempo curato nell' analisi. Quello che voglio dire è che per parlare di Europa e Euro bisogna abbandonare le narrazioni di moda e provare a comprendere i meccanismi, per lo più macroeconomici ma anche geopolitici, da cui farci guidare per interpretare gli eventi. Non è facile, lo capisco, perché oggi come sempre è solo una questione di interessi, e gli interessi vengono mascherati. Ecco allora che concetti come Target 2, centralizzazione del capitale, quantitative easing, pur nella loro dimensione tecnica, una volta compresi ci offrono una spaccato della realtà che tanto ci dice su chi fa cosa è perché. Questo è il pregio fondamentale del volume: offrire un quadro di "disvelamento" coerente, all'interno di una robusta cornice analitica, di quanto è avvenuto in Europa in questi anni e, conseguentemente, potrà avvenire nei prossimi se non si pone riparo alle attuali distorsioni che avvantaggiano pochi a danno dei tanti. Le soluzioni proposte sono di stampo keynesiano (vero!) e sono condivisibili. La loro adozione, e questo è un mio parere, è soprattutto una questione di egemonia culturale: quanto è ancora radicata la matrice neoliberale?

Note legali