Traduttore: C. Lusignoli
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 145 p., Brossura
  • EAN: 9788806174637
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Recensioni dei clienti

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    Stefania

    29/08/2009 19:58:33

    ho avuto la stessa impressione di Claudio.

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    Barbara

    24/10/2005 12:02:58

    Sono assolutamente in disaccordo con Claudio. Forse perchè sono una donna? Non so. Io l'ho trovato bellissimo e lo consiglierò a tutte quelle donne che non hanno mai letto qualche cosa di simile. C'è una bellezza e una forza nelle parole della De Beauvoir che in pochi autori ho trovato. C'è la realtà di un vissuto oltre a quello che tutti vedono, una profondità interiore che scava, che lacerano e non percepirla è molto strano. Non ho per esempio trovato quelle "lamentele" cui parla Claudio. Anzi. Il "mal di vivere", il malessere dell'"apparire", di essere quello che vogliono gli altri e non se stessi è un tema attualissimo, a mio parere. Alla fine c'è poi una forte ribellione che si attua con l'agire sull'educazione della figlia decidendo di non permettere che ci fosse un'altra vittima oltre a lei. Un'altra vittima di un sistema che non funziona. Di rapporti umani basati sul nulla, inesistenti. Io lo consiglio vivamente...

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    Claudio

    29/03/2005 11:41:43

    Questo romanzo si è dimostrato deludente. Si narrano le vicende di una donna insoddisfatta della propria vita: un marito per cui prova solo una umiliante tenerezza, delle bambine che ama in maniera goffa e la cui educazione le crea solo egoistiche e moralistiche preoccupazioni, una madre che non è neanche capace di compatire, un amante che l'ha annoiata e che trasforma in capro espiatorio dei suoi fallimenti. Neanche per la figura, seppur mitizzata, del padre riesce a provare dei sentimenti gratificanti. Questi presupposti potrebbero essere anche accettabili, se non fosse che la donna si limita a descrivere le sue lamentele con malcelato vittimismo, dimostrando però che in realtà è semplicemente l'artefice di ciò che è arrivata a detestare. C'è davvero poca profondità di analisi nel descriversi e nel lamentarsi: fondamentalmente è una donna priva di qualità capace solo di provare noia e inadeguatezza, perciò la descrizione dei suoi casi risulta alla fine noiosa. Oltretutto vi è, da parte dell'autrice, un compiacimento nel descrivere le oziosità e la vacuità della vita borghese parigina senza insaporirle con un briciolo di ironia. In questo modo anche le sue sporadiche polemiche risultano sterili e altrettanto vacue, se non addirittura in cattiva fede. L'artificio stilistico di mescolare la narrazione dalla prima alla terza persona in maniera molto ostentata sbalordirà solo gli ingenui.

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