Editore: Mondadori
Edizione: 10
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
Pagine: 416 p.
  • EAN: 9788804471288
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Recensioni dei clienti

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    Daniele

    11/11/2007 12:32:48

    Qualcuno ha scritto: per conoscere l'America degli anni 10-20 bisogna leggere Fitzgerald, per l'America degli anni 30 leggete Steinbeck. D'accordo su Steinbeck, ma su Fitzgerald avrei qualcosa da ridire. Romanzo d'amore e della frivolezza che poco alla volta si trasforma in consapevolezza di una vita vuota. Pessima caratterizzazione di tutte gli altri personaggi oltre ai protagonisti (Gloria e Anthony). Romanzo di una lentezza mortale, con un lungo e superfluo monologo sulla Bibbia. L'America, la guerra (è ambientato a cavallo della prima guerra mondiale) sembrano non esistere. La caratterizzazione del soldato americano originario della Sicilia sembra fatta da un bambino di quinta elementare. Molto meglio, anche se non un capolavoro, il grande Gatbsy

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    Francesca

    10/01/2006 12:09:57

    Fitzgerald è un mito, un grandissimo scrittore, un puro e uno buono d'animo. Non c'e pace nè speranza nè compassione in questo libro. Siamo scaraventati in una realtà cruda e brutale ma che è nient'altro che la verità. Libro Capolavoro, IMPERDIBILE.

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    Ale

    26/05/2005 15:32:45

    Sarò cinico, ma personalmente riconferma ciò che penso: la speranza è cosa per i poveri. P.s: e che si badi bene alla parola: "poveri", che sta per chi ha orecchie per sentire... Libro senza pace.

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    lorenzo cerbone

    02/05/2005 08:17:35

    La ricerca di fitzgerald non da tregua, la smania di dare risposte alla domanda "quali speranze" è nessuna..se si vive senza semina, si raccoglie il nulla, perchè la tempesta non si degna di scatenarsi.un ragazzo che cresce nella speranza di un'eredità, forse solo sognata, ma già difficile nella mente del lettore da credere, speranza che il protagonista vive nel nulla di giorni passati ad aperitivi e piccole baldorie, con un'aria bohemien che non lo lascia mai. Non come un'eroe romantico che non puo' vincere ma che vive fino in fondo,non un personaggio alla milius che sfidi un'onda per dimostrare il suo essere uomo, non una donna che affianchi con la consapevolezza di essere indispensabile..solo il vivere fine a se stesso, fino al vuoto che accoglie il nulla, con la grande ironia di fitzgerald, che non lascia tregua e non da speranza ai suoi protagonisti lorenzo cerbone

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