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Benedizione. Trilogia della pianura. Vol. 3

Kent Haruf

Traduttore: F. Cremonesi
Editore: NN Editore
Anno edizione: 2015
Pagine: 277 p., Brossura
  • EAN: 9788899253004

12° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Claudio

    28/08/2017 18:43:42

    Siamo ancora a Holt, l'immaginaria cittadina a due ore e mezza da Denver. Il protagonista principale è Dad Lewis, ultrasettantenne prprietario di un'avviata ferramenta. E' in procinto di motire, di cancro. Sono i suoi ultimi giorni. E' attorniata dalla fedele moglie Mary e dalla figlia Lorraine, che anni prima ha perso per un incidente stradale la figlia sedicenne, Manca l'altro figlio, Frank, omosessuake, fuggito di casa molti anni prima dopo una serie di litigi con il padre, Questi ha ancora un grande cruccio; anni prima ha licenziato per furto un suo commesso, che poi si è suicidato. Inoltre anche lui è fuggito a suo tempo da casa, non legando con i suoi genitori. A fianco della famiglia Lewis gravitano altri personaggi, fra i quali il pastore Lyle arrivato a Holt da Denver a causa, sembra, delle sue idedae e del comportamento di sua moglie. Anche lui alla fine sarà respinto dalla piccola comunità agricola di Holt. Se fosse reale, tale comunità avrebbe votato in massa per Trump alle ultime presidenziali.

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    Renzo Montagnoli

    10/07/2017 08:12:33

    Holt in Colorado, una cittadina rurale che probabilmente non esiste, ma che è in tutto e per tutto simile ad altre piccole realtà degli Stati Uniti; in questo luogo, lontano dai richiami delle grandi città, come Denver, che nel romanzo ogni tanto appare, si consuma l’esistenza dei suoi abitanti, senza scossoni, senza velleità, ma anche senza particolari patemi, assenti per una sorta di innata rassegnazione. Lì si nasce, si cresce, si fa sesso, si invecchia e si muore, nè più né meno come in ogni altro posto del nostro pianeta e in sé le storie dei suoi abitanti non avrebbero nulla di particolare o di interessante se a raccontarle non fosse un artista di grandissimo talento che risponde al nome di Kent Haruf. Giunto al successo piuttosto tardi questo narratore che taluni tendono a paragonare per la sua scrittura asciutta a Hemingway, ma che io credo possa essere meglio comparato per lo stile sì senza fronzoli, ma incalzante, a Faulkner, ha stilato un trittico di opere a cui è stato dato il titolo di Canto della pianura. Certo lì montagne non ce ne sono e forse canto può apparire un po’ pretenzioso, ma se guardiamo la straordinaria umanità con cui Haruf ha disegnato i suoi personaggi, esseri umani normalissimi, ognuno con un suo segreto, devo riconoscere che è riuscito a confezionare un romanzo capace di toccare le corde più sensibili di ognuno di noi, senza enfasi, senza stimoli assidui, ma semplicemente narrando di protagonisti che non sono né eroi, né martiri, sono semplicemente vite che appaiono in strade polverose e scompaiono nelle stesse. E’ un romanzo senz’altro stupendo e che lascia alla fine il lettore in uno stato di appagante serenità.

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    Ilaria

    17/06/2017 14:32:34

    Che scoperta questo scrittore!!!Una scrittura sincera scarna e diretta al cuore.personaggi vividi di un umanità di altri tempi.persone che vorresti conoscere e frequentare anche se vivono una vita semplice tranquilla è affatto mondana

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    Massimo

    17/06/2017 10:54:55

    Non all'altezza degli altri due libri della trilogia, prolisso. Alcuni passaggi del libro esageratamente troppo lunghi....

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    luca

    11/05/2017 04:51:48

    Meraviglioso racconto ambientato in una cittadina che si ritroverà anche negli altri volumi della saga. Haruf dipinge e scrive. Un maestro

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    mauro_zz

    25/04/2017 14:48:23

    Difficile riuscire a spiegarsi come un romanzo in cui "non succede molto" riesca a tenere avvinti. Difficile, ma importante sottolinearlo una volta di piu' ... e scrive un lettore da noir. Complimenti postumi all'autore, leggero' anche altro.

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    valter57

    10/02/2017 09:11:04

    Ho scoperto questo autore da poco, BENEDIZIONE è il primo volume della Trilogia di Holt (che ho acquistato nel bel cofanetto con tanto di mappa della cittadina del Colorado, e una pagina commovente scritta dalla vedova Cathy), sono già al secondo ed il terzo è pronto.. Tutto ciò per dire che Haruf mi ha conquistato. Non è vero che non succeda niente nelle storie di Holt, anzi succede tutto, tutto quello che càpita nella vita delle persone normali, come noi. Ma riuscire a descrivere sentimenti e situazioni, riuscendo a rendere tutto sempre molto interessante, questo non è da tutti. Ultima notizia: lunedì 13 febbraio esce l'ultimo libro di Haruf, OUR SOULS AT NIGHT, ancora ambientato a Holt. Gran bella notizia. Bravo anche il traduttore, Cremonesi, che alla fine di ogni volume spiega le sue difficoltà nella traduzione, solo apparentemente 'facile'.

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    Carol

    03/01/2017 13:56:11

    Un libro che scalda il cuore, che racconta di quei buoni sentimenti che sempre meno si vedono e si leggono oggi, in un'epoca in cui impazzano serial killer e terroristi tanto nella vita reale quanto in quella letteraria: il rispetto, la dignità, la generosità, l'onestà. Non che manchino altri sentimenti più meschini, come la codardia, la disonestà, il pregiudizio o la violenza, sia verbale che fisica, ma rimangono marginali e sembra che niente possano contro quelli positivi. Nonostante si parli anche di dolore, lutti, perdite e tragedie, il lettore non calca mai la mano per commuovere artificiosamente il lettore, che invece è spinto naturalmente alla compassione, come lo sono molti dei personaggi. La scrittura è scarna e precisa e allo stesso tempo altamente evocativa. Non succede nulla di eclatante o quasi, in questa storia, eppure non è mai banale o prevedibile, e non si riesce a smettere di leggere una pagina dopo l'altra. Una precisazione: questo è il volume n. 1 della trilogia, non il 3 come indicato sopra.

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    Riccardo

    16/11/2016 10:26:59

    Mi ha sorpreso, davvero un bel libro. Mai avrei pensato che l'assenza di ritmo mi avrebbe permesso di non esercitare il terzo diritto imprescrittibile del lettore. Scrittura pura e sobria. Le relazioni fra i personaggi vanno spesso avanti con frasi brevi, spesso taglienti e dure. La scena del bagno delle donne nell'abbeveratoio, inaspettata e gioiosa, mi rimarrà impressa.

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    Paoletta

    24/10/2016 13:52:18

    Ho appena terminato la lettura di questo libro, e anch'io come pochi altri ho faticato a vederne il capolavoro... la scrittura è molto scarna, a tratti fredda e il calore e i sentimenti dove sono? Potrei comprendere come alto grado di civiltà e maturità l'affrontare il tema della morte in modo consapevole, ma l'angoscia e la paura dell'ignoto è così grande che penso non sia possibile essere tanto razionali, quasi cinici... Non credo che leggerò altro di questo autore.

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    JOE

    12/10/2016 17:04:30

    Che bel libro, veramente meraviglioso. Semplice nella scrittura, ma diretto che colpisce al cuore e allo stomaco, finale da brividi. Bei personaggi storie di vita comune e così vicine alla realtà quotidiana di ognuno di noi. Non vedo l'ora di leggere gli altri 2 capitoli.

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    cantarstorie

    08/10/2016 20:38:52

    Vale per "Benedizione" quel che è stato scritto per gli altri due preziosi episodi della Trilogia. Una storia da ampi spazi, da estesi orizzonti, da calde intimità. Uno stile memorabile, la sensazione di essere sospesi nel tempo, un tempo immobile e immortale, da cui non si vorrebbe mai tornare. Con l'identica, stupita, meraviglia.

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    Alberto

    06/10/2016 08:59:54

    Una scrittura semplice, ma non scolastica, che cattura il lettore, con lo svolgimento delle storie che s'intrecciano lento, pacato com'è la vita da quelle parti, anche quando è torbida e ci sono segreti. Da leggere come gli altri due della triologia, romanzi senza tam tam pubblicitario, ma meritevoli di venire diffusi per essere apprezzati da tutti.

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    bruno

    20/08/2016 22:25:56

    Un libro bello delicato affascinante e drammatico come , a volte , la vita sa essere

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    Cristiana

    26/07/2016 23:25:07

    Mah? Anche sforzandomi il capolavoro non ce lo vedo. Sarà che temi, ambienti e anche l'espediente narrativo di raccontare le vite degli abitanti di un paesino, sono gli stessi della Robinson ma ben altro mi sembra lo spessore della scrittura di quest'ultima. Le storie minime delle persone del romanzo mi sembrano restare tali, raramente si scende nel profondo anche se in alcune pagine come ad esempio quelle che descrivono la desolazione del commesso disonesto e il pentimento del suo "punitore" la narrazione diventa tragica ed efficace. Qualche bella ed evocativa descrizione dei paesaggi ma insomma niente di veramente esaltante. Proverò a dare all'autore un'altra chance leggendo un altro dei libri della trilogia. A proposito: ho cominciato leggendo questo che è il primo pubblicato ma in realtà credo che sia l'ultimo da leggere come infatti indica correttamente il vol. 3 che è comparso solo recentemente su IBS e sul libro non c'è. Misteri dell'editoria!

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    Walter

    25/07/2016 13:08:50

    Una vera scoperta, uno stilo sobrio ma non banale. Uno dei migliori libri che ho letto ultimamente.

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    Sophie

    19/06/2016 18:45:58

    Questo primo romanzo della trilogia della pianura, è un piccolo capolavoro. C'è tutto... il tema principale la fine di una vita... personaggi semplici ma allo stesso tempo molto forti. E ora... non resta che leggere il secondo volume.

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    Laura

    31/05/2016 17:14:06

    Forse il più bello della meravigliosa Trilogia della pianura.il più universale ,nella profondità degli argomenti che tratta,pur nell'essenzialità dello stile.Situazioni e stati d'animo comuni a tutto il genere umano,non importa dove,né quando,né perché.La solitudine,il rigore,il senso di colpa,ma anche la solidarietà,l'amicizia la tenerezza.Coinvolgente la descrizione delle ultime ore del vecchio,accudito a casa da moglie e figlia con dolorosa naturalezza.Una morte che fa parte anch'essa dell'esistenza,come la pioggia,come il vento,come il sole.Tre libri da leggere e rileggere per assaporarne ogni volta la straordinaria bellezza. Eccezionale il lavoro del traduttore.

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    rossano garibotti

    28/05/2016 10:36:53

    Un buon romanzo sulla provincia americana. Potrebbe essere uscito dalla penna della Strout (Olive Kitteridge) e questo è un complimento per Haruf. La Strout (che ambienta le narrazione nel Maine; ma le caratteristiche della provincia americana risultano inalterate che si tratti del Maine o del Colorado) è più lirica, Haruf risulta comunque completo. Forse in entrambi gli autori vige una pregiudiziale: non risultano protagonisti felici nella vita della Provincia. Questo può essere visto come un limite (più in Haruf che nella Strout) ed una concessione di esclusività al romanzo di 'critica' rispetto al sogno americano. Difficile stabilire comunque il confine tra le due cose. Dopo averne apprezzato il primo episodio, non leggerò il resto della trilogia poichè il primo romanzo mi sembra già esauriente della tematiche proposte dall'autore.

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    Lettrice arrabbiata

    27/04/2016 16:19:27

    Volete leggere un libro veramente bello, coinvolgente, ben scritto e ancor meglio tradotto? Leggete Benedizione e subito dopo, o subito prima non ha importanza, Canto della pianura. Sicuramente tra i libri migliori pubblicati in questi ultimi mesi.

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