Il bibliotecario. La posta in gioco è la Casa Bianca

Larry Beinhart

Traduttore: G. Bizzi
Editore: Giunti Editore
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 24 settembre 2008
Pagine: 384 p., Rilegato
  • EAN: 9788809059979
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Descrizione
David Goldberg, direttore della biblioteca di un college nei pressi di Washington DC, per arrotondare lo stipendio accetta l'incarico di riordinare la grande biblioteca di un vecchio uomo d'affari, Alan Carston Stowe. Quello che Goldberg sa è che Stowe è straordinariamente ricco, ha una casa meravigliosa immersa nel verde dove pascolano i purosangue dei suo celebre allevamento, ed è uno dei grandi elettori del Partito Repubblicano, capace di muovere migliaia di voti e determinare fortune e sfortune di un candidato alla presidenza. E Stowe ora è impegnato con tutte le sue forze per favorire la rielezione del presidente in carica, Augustus Scott, l'uomo che ha condotto gli Usa alla riscossa dopo l'11 settembre. Quello che Goldberg non sa è che fra le carte di Stowe è nascosto qualcosa di estremamente compromettente per tutto Io staff presidenziale; un elemento che fa innervosire da qualche tempo i capi della Homeland Security Agency, agenzia di servizi creata dal presidente Scott allo scopo apparente di combattere Al Qaeda e in realtà strumento di potere svincolato dalle agenzie governative...

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Gabriele

    23/12/2008 12:07:42

    Francamente questo è un pessimo romanzo. Molto confusionario e a tratti ridicolo. La storia, che poteva essere interessante, col trascorrere delle pagine diventa sempre più patetica. Per rendere tutto ancora peggiore, secondo me è anche scritto male.

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    Nadia

    09/12/2008 14:03:59

    Inizialmente molto lento, Poi all’arrivo dell’azione incominciano le “americanate”. Contrariamente ad altri romanzi dove i servizi segreti eccedono solo per eccesso di difesa e per eccesso di patriottismo, qui i servizi di difesa sono formati da psicopatici che non disdegnano tortura e violenze gratuite, per il puro piacere personale. In alcuni punti mi ha ricordato Obama, solo che qui non è un nero a candidarsi ma una donna che alla fin fine ....... Non so se nella realtà ci si può “rimangiare” pubblicamente il voto. L’idea non era male, è che forse il gioco gli ha preso la mano e……

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    ric

    27/10/2008 20:05:14

    Grand prix 2006, anche se il libro è del 2004. Tremendamente attuale con Obama e Mc Cain, attualmente separati da soli 4 punti. Critico e verosimile, con scrittura originale, terza e prima persona oscillano in tutto il racconto. Ciò nonostante non è un capolavoro nè del noir nè del poliziesco. Larry ormai sceneggiatore navigato emoziona a tratti, crea suspence, ma non riesce a mio parere a far riflettere più di tanto, pur dicendo cose pesanti. Aspetto altri pareri.

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