La bicicletta e l'arte di pensare. Cicloturismo filosofico in val d'Orcia

Athos Turchi

Editore: C&P Adver Effigi
Collana: Microcosmi
Anno edizione: 2013
Pagine: 184 p., Brossura
  • EAN: 9788864332758
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    Giovanni Turiani

    12/03/2013 14:02:56

    Veramente un bel volume. La bellissima Val d'Orcia fa da sfondo ai tanti problemi che l'uomo si pone nella sua vita. La bicicletta è proposta come un buon strumento dove trovare quella serenità per poter riflettere. Quello che mi è anche piaciuto è il connubio tra storia di quella terra, la bellezza dei luoghi, il compito svolto lì dentro da tanti personaggi. Mi è sembrata oltretutto un piccola introduzione al pensare filosofico.

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    daniele toschi

    05/03/2013 12:33:28

    Per gli amanti della bicicletta ma non solo, il volume, coniuga la fatica fisica del pedalare con quella mentale del riflettere e sviluppa una serie di ragionamenti sull'uomo e sul suo destino che si modellano sui paesaggi duri eppure dolcissimi della splendida val d'Orcia: dalla Quercia fino a Castiglione d'Orcia passando per Pienza, San Quirico e Bagno Vignoni. "Orcia" è un termine di origine etrusca che sembra significhi "creta", ma forse anche "rivo". La creta rappresenta la desolata materialità, l'acqua la vita che si rinnova ed entrambi questi elementi costituiscono il punto di partenza di questo "viaggio intorno all'uomo". Sembra una pedalata in solitaria, ma in realtà il nostro ciclista dialoga continuamente con numerosi ed autorevoli compagni di viaggio: filosofi, scrittori, poeti, padri della Chiesa, fino naturalmente a Gesù Cristo attraverso cui la fatica del vivere si è sublimata e trasfigurata. I pensieri si affastellano nelle salite, si dipanano presso un fresco torrente o sotto la chioma di una quercia, per poi filare diritti lungo una discesa rifilata di cipressi e trovare finalmente un senso all'ombra di una familiare pieve. Tante le domande: chi siamo veramente? Che significato ha la nostra vita? Siamo davvero liberi? Cosa significa il male? Sono temi fondamentali, su cui da sempre il pensiero umano si è annodato, trovando le soluzioni più diverse e contraddittorie. L'autore non è così presuntuoso da individuare una risposta valida in assoluto, è pienamente consapevole delle fragilità e delle difficoltà del vivere, che portano ciascuno a percorrere il proprio sentiero. Pone però l'accento sulla responsabilità reciproca: l'altro è il "luogo dove emergono tutti i significati più profondi di se stesso". La sua riflessione si concretizza in una considerazione semplice e bella: "...l'uomo è il vero salvatore di se stesso, perché ciò che salva se lo porta dentro, è nel suo cuore, è nella sua mente, è nella sua anima, perchè è un essere da amare".

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