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Traduttore: L. Vitali
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 404 p., Brossura
  • EAN: 9788804576570
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    Nicola59

    29/03/2016 12.40.42

    Libro bellissimo. Una frase più di tutte mi ha colpito "Dovrebbe essere detto, una volta per tutte, credo che la guerra sia la più grande schifezza che c'è" ccome scrive nel suo diario il soldato Reisiger. E come non essere d'accordo. Gli uomini descritti nel libro sono 'poveri' uomini nel senso che non hanno cercato la guerra ma ci sono stati mandati. Gli uomini che nel libro sono contenti di una pausa dei combattimenti (stupendo il brano sul moment di tregua sul fronte russo), che sono felici se possono pasare un po' di tempo nelle retrovie e fare bisboccia e tristi quando rientrano da una licenza non sono traditori o senza ideali sono semplicemente uomini che non amano la guerra, che non l'hanno cercata, anzi. Questo per me il senso del libro. Poi la scrittura è talmente coinvolgente che anche tu provi la stessa paura durante i bombardamenti, la stessa tristezza nel vedere un tuo compagno maciullato da una bomba. Grande libro entrato di diritto nella mia personale 'Hall of Fame'.

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    Renzo Montagnoli

    22/05/2015 05.17.57

    Koppen fu uno dei milioni di protagonisti di quell'immane macello vhe fu la Grande Guerra e della sua esperienza ne parla diffusamente e con dovizia di particolari; quello di cui è carente è il talento letterario, così che Bollettino di guerra finisce con il diventare uno dei tanti scritti, interessanti senz'altro, ma di poca caratura, che non pochi reduci pensarono di stilare, per ricordare a se stessi e per far conoscere ad altri. Al fine di dargli la parvenza di un romanzo e non di un'autobiografia l'autore si è inventato un personaggio, un volontario in quella guerra nell'arma dell'artiglieria: Adolf Reisiger. Costui, giovane studente imbevuto di retorici concetti e naturalmente ardimentoso data la sua età, decide di arruolarsi e viene assegnato a un reggimento di artiglieria leggera, il che gli consentirà di non provare le angoscianti sensazioni del povero fante immerso nel fango delle trincee, limitandogli anche i pericoli, rivenienti per lo più dai tiri di controbatteria. Agli inizi sembra quasi un gioco, ma con il trascorrere del tempo finirà con l'accorgersi che onore e patria, per come gli sono stati inculcati, sono parole vuote e che lì, sul fronte occidentale, non si è altro che dei numeri, della carne fresca da avviare al macello. Il libro, per come è scritto, appare più come un articolo giornalistico che come un'opera letteraria e ciò è indubbiamente un limite, perché, dato l'argomento, si sarebbe potuto e dovuto fare di più, ma è evidente che il talento letterario è qualche cosa di innato e che comunque non rientra fra le caratteristiche di Koppen, che è solo un onesto e corretto memorialista di quella fu una sua devastante esperienza personale.

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    Fabio Ponzana

    20/07/2014 12.40.24

    La guerra vissuta come un accadimento naturale, "meteorologico", quotidiano. L'entrata nel silenzio progressivo della follia da parte di un grande, misconosciuto, eccellente scrittore. Uno dei libri più istruttivi circa l'antimilitarismo dei poveri, degli sfruttati, dei "nati carne da cannone". Eccezionale.

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    bruno

    09/04/2014 21.17.15

    ho letto 2 volte bollettino di guerra che reputo migliore di "niente di nuovo sul fronte occidentale" e di "un anno sull'altipiano" senza comunque togliere niente alla bellezza di quest'ultimi, ma... il libro di koppen mi ha (se solo si può dire, perchè solamente chi l'ha vissuto è in grado di capire l'orrore), letteralmente catapultato nell'infamia della Grande Guerra, alcuni passaggi sono di un realismo sconvolgente..IL NEMICO STA BOMBARDANDO... FUOCOO RAPIDO 2600... complimenti infine a disposablehero per questa frase bellissima:...pacifista non è chi è contro la guerra (moltissimi di noi) ma chi, anche nel quotidiano, rinuncia a togliere la vita al prezzo di perdere la propria (pochissimi di noi)...

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    disposablehero

    28/07/2013 18.49.27

    Molto bello, per l'intensità delle immagini e la purezza dei sentimenti. Superiore a Remarque nei contenuti, non lo è però nello stile. Filosofeggiando un pò, non parlerei di pacifismo tout court: pacifista non è chi è contro la guerra (moltissimi di noi) ma chi, anche nel quotidiano, rinuncia a togliere la vita al prezzo di perdere la propria (pochissimi di noi). Il volontario Reisiger ha onorato il suo giuramento per quattro anni; ciò che gli è diventato intollerabile è l'assurdo protrarsi di una guerra ormai perduta, il doversi conformare ad ordini che causeranno altre sofferenze, il dover uccidere quando una pace è possibile, oltre che necessaria. Interpreto pertanto il gesto di ribellione con cui si chiude il libro, e la serena accettazione delle sue estreme conseguenze, come un'affermazione della ragione, prima che come un atto di fede. Ciò, peraltro, nulla toglie alla bontà dell'opera.

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    maxxam66

    08/04/2011 09.55.28

    "Bollettino di guerra" è un libro di alto profilo letterario e umano. In un ipotetico trittico che lo vede protagonista accanto a "Nelle tempeste d'acciaio" ed a "Niente di nuovo sul fronte occidentale" costituisce il ponte ideale fra le lucide pagine di Junger e la visione più partecipe di Remarque. L'opera di Koppen ha maggiore cifra stilistica e un ventaglio ampio di soluzioni narrative che la rendono più completa e moderna di altri libri dello stesso genere.Non deve stupire che pagine di questa potenza abbiano subito un tenace ostracismo in tempi oscuri.Resta da capire come ancora oggi questa opera non abbia una giusta eco nel panorama letterario.O forse , ancora oggi , queste pagine potrebbero scuotere troppo la nostra coscienza.

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    lorenzo

    16/06/2010 18.31.48

    Un grande libro, scritto con un linguaggio e accattivante, che permette di "visualizzare" e di vivere in prima persona la grande tragedia che è stata la prima guerra mondiale.

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    andrea carturan

    17/12/2009 14.57.59

    Emozionante e vero,rende reale il concetto di consuetudine alla vita del genere umano.

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    Giuseppe

    13/10/2008 09.35.28

    Semplicemente straordinario. Più che commentarlo non si può che consigliare tutti di leggerlo. Un piccolo rammarico. Un romanzo così "alto" meritava un' edizione più nobile, non certamente l'economica collana "oscar" ancor di più se penso alla robbaccia cartonata che si pubblica in Italia ma questa è un'osservazione da bibliomane!

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    sasso

    12/10/2008 12.27.51

    Köppen in queste pagine, forse con maggiore consapevolezza di Remarque (lo testimonia la finale invocazione della fucilazione come assunzione di responsabilità per il massacro), racconta lucidamente e con stile innovativo l'orrore provocato dai bombardamenti a tappeto, la stupita paura degli attacchi con i gas asfissianti, l'inutilità di sacrificarsi, inermi, di fronte ai carri armati nemici. Un capolavoro del pacifismo sulla Grande Guerra.

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    armando

    31/08/2008 01.51.06

    Il migliore sull'esperienza della Grande Guerra. Mi stupisce che un autore di siffatta importanza non abbia avuto lo stesso riscontro di pubblico e critica di Remarque o Junger (quest'ultimo con una sfumatura tuttavia diversa). Da leggere assolutamente.

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    Fabbrizio

    12/07/2008 22.54.39

    Per chi cerca di capire il senso della carneficina, questo libro è un punto fermo. Chi vuol capire il senso della carneficina può accantonare tutto quanto scritto sulla grande guerra e tenere questo di libro.

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    ildono

    25/06/2008 19.12.23

    Edlef Koppen scava un buco grosso dentro lo stomaco. Bollettino di guerra è un libro inarrivabile per molti versi, sembra scritto nel futuro e non nel 1930. Come capita con i grandissimi, appena finito di leggere, inizia un lungo tempo fatto di silenzi e sguardi rammaricati. Capolavoro.

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    Vittorio Caffè

    19/05/2008 10.21.40

    Uno dei migliori romanzi sulla grande guerra, e non solo per le soluzioni narrative d'avanguardia (all'epoca), soprattutto per una sottile ironia che passa in ogni pagina ed è il marchio di un'intelligenza acuta che permette a Koppen di scavare profondamente nelle situazioni, negli stati d'animo, nei rapporti tra le persone. Non c'è da meravigliarsi che i nazisti bruciavano questo libro; sbrigatevi a leggerlo prima che accendono di nuovo i roghi...

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    fabio

    19/04/2008 13.10.49

    Peccato non poter aggiungere la lode ai 5 pallini! Comunque, molto ci sarebbe da dire su questo romanzo, ma credo che basti invitare alla lettura. Dopo avere letto parecchie opere sull'argomento Grande Guerra, sia italiane, sia estere, ho con "Bollettino di guerra" toccato forse il vertice del genere. Un mix riuscito di innovazione narrativa e forza dei contenuti. Numerose sono le immagini, gli eventi, le pagine che non si possono dimenticare: dall'arrivo dei gas sulle trincee visto da lontano come se assistesse ad uno spettacolo incredibile, al meccanismo infernale e modernissimo dell'artiglieria in azione. E qui, nel rapporto uomo - macchina, con la seconda a dominare il primo, sua appendice necessaria ma sostituibile, sta forse l'elemento più interessante: non c'é la trincea, non c'é il fante in attesa dell'assalto: anche, ma soprattutto il cannone, l'arma che da lontano porta distruzione e morte ma senza farla toccare con mano a chi la manovra. Che, se riesce, può cercare di dimenticare ciò che sta facendo, non vedendo gli effetti del suo agire. Un libro imperdibile non solo per chi é interessato al periodo e all'evento, ma per chi vuole comprendere la "modernità" del '900 che, in quel conflitto, trovò il suo momento fondativo, anche se distrutivo.

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