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Bormio e sue cinque valli, Livigno, Furva, Val di Dentro, Val di Sotto, e Valle di San Giacomo in Frele

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Editore: ND
Tipologia: Libro usato vintage
Anno edizione: 1637
  • Prodotto usato
  • Condizioni: Usato - In buone condizioni
  • EAN: 2560040343867

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Si tratta di una carta autonoma nel ricco panorama cartografico valtellinese del XVII secolo. Pur trattandosi di un’incisione in rame all’acquaforte, quindi replicata, conserva in sé un particolare che le conferisce unicità rispetto agli altri esemplari che è stato possibile fin qui studiare. Questo particolare rappresenta la chiave di volta nell’interpretazione della stessa e ne esprime in modo univoco il motivo d’essere. La carta si presenta circondata da una cornice ornamentale inframezzata da motivi decorativi a volute. All’interno della cornice, oltre all’attenta raffigurazione cartografica, affascina l’utilizzo e la ricchezza degli elementi simbolici. Si prenda ad esempio la composizione che occupa l’angolo in alto a sinistra: su di un nastro teso tra una sfera armillare ed un globo, si legge "Initium Sapientiae", mentre in basso tra i due putti alati "Ubi initium Ibi finis". Tra questi elementi decorativi, due figure allegoriche: l’una la Giustizia divina e l’altra la Giustizia umana, tra le quali risplende un cerchio raggiante con iscritto un triangolo equilatero con occhio aperto simboleggiante Dio Padre, che fu introdotto in seguito alla Controriforma. Attenta la rappresentazione geografica del territorio, infatti si notano: città, fortificazioni, caseggiati isolati, pozzi. Particolare ed allo stesso tempo innovativa, rispetto ad altre carte coeve, l’utilizzo di differenti simboli per distinguere le varie colture. L’orografia è resa con coni di talpa ammassati ed ampi fondo valle. Ben evidenziati i confini: Confinia Mediolanensia, Confinia Veneta, Confinia Tridentina, Confinia Tirolensia e Confinia Rhetica. Proprio per quanto riguarda il disegno cartografico risulta interessante l’utilizzo di due differenti scale grafiche: l’una dedicata alla Valtellina “Milliaria Ital. Pro Valtellina” mentre l’altra per il contado di Bormio “Milliaria Ital. Pro Comitatus Bormij.” L’utilizzo di una scala grafica maggiore, per il Contado di Bormio, fa si che questo venga messo in risalto rispetto al restante territorio lasciando ipotizzare che ciò fosse stato fatto per sottolineare l’importanza del territorio di Bormio. E’ a questo punto che diviene determinante il particolare di cui sopra si è accennato. Infatti in nessun altro esemplare studiato è stato ritrovato il foglietto coevo, stampato con caratteri mobili e qui applicato con ceralacca rossa, che spiega il perché di questa differenza, vi si legge: "Una torretta detta la Serra divide il Contado di Bormio dalla Valtellina, che in questa Carta ha la scala delle miglia diversa da quella di Bormio, ove è diverso lo statuto, li diritti, gli usi, ed i privilegi.". Questo foglietto oltre a spiegare la carta e dare una breve descrizione “Il Clima è freddo, l’aria salubre, li pascoli, il mele, le acque eccellenti; ve ne sono anche delle minerali calde-sulfuree, e fredde-acidule, che dinotano la quantità e qualità delle miniere…”, per la prima volta conferisce un titolo, di cui questa era priva, "Bormio e sue cinque valli cioè Livigno, Furva, Val di Dentro, Val di Sotto, e Valle di San Giacomo in Frele". Il nostro esemplare, rispetto ad esempio a quello conservato a Sondrio nella Collezione del Credito Valtellinese, non presenta gli elementi araldici in quanto questi sono stati coperti in fase di stampa. Ottima la conservazione ed impressione, unico esemplare ad oggi conosciuto nelle condizioni sopra descritte. Estremamente rara. Bibliografia: Arrigoni Bertarelli 1930, p. 147, n. 1339; Guido Scaramellini 1978, p. 170; Oscar Sceffer 2006, n. 34; Silvia Bianchi 2007. p. 174-75, n. 72
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