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Recensioni La borsa di Calvi

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    21/09/2018 21:02:15

    Flavio Carboni inaspettatamente lo ritroviamo nella pubblicazione di Belpietro, I Segreti di Renzi, dicembre 2016, che ruota intorno ad una Banca, la Banca d’Etruria. Secondo Belpietro, nell’estate del 2014 il vicepresidente di Banca Etruria Pier Luigi Boschi e il Presidente Lorenzo Rosi si sono dati appuntamento nell’ufficio romano di Flavio Carboni; scopo dell’incontro era trovare il nome giusto per la direzione generale della banca. Flavio Carboni comparve anche nella lista della P3. I nomi in Italia di rincorrono sempre, stessi protagonisti e storie simili. La pubblicazione si dilunga moltissimo sulle varie testimonianze, la documentazione trascritta è molto ampia, ma a volte il lettore si perde nella lettura nonostante l’estrema chiarezza espositiva. Si comprende come la vicenda Calvi abbia interessato il procuratore Almerighi per parecchi anni della sua carriera. Una vicenda che però non ha visto né colpevoli né condannati a causa della sopraggiunta prescrizione o per prove ritenute insufficienti nei vari gradi di giudizio ad eccezione del primo. Leggendo il testo non si comprendono le vere ragioni delle assoluzioni soprattutto quella che riguarderebbe proprio il Carboni. Ma questa è la giustizia. Un intrigo tra mafia, P2, finanza internazionale, Ior, Vaticano che lascia basiti ed esterrefatti.

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    11/06/2018 09:29:19

    E' un libro molto interessante, soprattutto molto chiaro.

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    12/06/2016 20:55:50

    E' il secondo libro del magistrato Almerighi che mi ritrovo a leggere e non posso che confermare le sue indubbie capacità di abile divulgatore di alcuni eventi che hanno caratterizzato gli aspetti più misteriosi e cupi della nostra storia. In questo caso, "La Borsa di Calvi" ci svela tutti gli aggiornamenti, le ultime indagini e gli ultimi processi su una vicenda che, se fosse trasposta in un film hollywoodiano (scusate se non prendo neanche in considerazione la cinematografia nostrana in materia), ci farebbe pensare che il regista abbia certamente esagerato nell'inserire tutto il peggio che una società può esprimere in una sola trama. Troviamo la massoneria (da quella ufficiale a quella eversiva della P2), i lati oscuri del Vaticano, la criminalità finanziaria, gli intrighi politici, il coinvolgimento di mafia e camorra, l'imprenditoria corrotta e collusa con la criminalità organizzata, gli immancabili servizi segreti (in quel periodo infiltrati da personaggi ancora troppo poco studiati come Francesco Pazienza). E purtroppo anche il peggio della nostra magistratura, che alterna sentenze di assoluzione e condanna, peraltro in archi di tempo sempre lunghi e svilenti, che non possono non ingenerare confusione, disillusione e alla fine indifferenza da parte dell'opinione pubblica. Una lettura da brividi reiterati e angoscianti. Per un momento lasciate perdere la fiction thriller ed immergetevi in uno squarcio di drammatica realtà della nostra storia.

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