La borsa di Calvi - Mario Almerighi - ebook

La borsa di Calvi

Mario Almerighi

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Editore: Chiarelettere
Formato: PDF con DRM
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Dimensioni: 6,46 MB
Pagine della versione a stampa: XXI-313 p.
  • EAN: 9788861907096
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Nella borsa di Roberto Calvi c’è un TESORO. Conteso da tutti. Il Vaticano vuole assolutamente entrare in possesso di quelle carte compromettenti, qui rivelate PER LA PRIMA VOLTA al pubblico insieme alla corrispondenza intercorsa tra alti prelati romani, politici e boss della malavita. Un intreccio sbalorditivo che anticipa molto di quanto accaduto a Roma con l’inchiesta “MAFIA CAPITALE”. MARIO ALMERIGHI, il magistrato che ha avviato l’inchiesta sulla ricettazione della borsa di Roberto Calvi, il banchiere morto nel 1982, racconta che cosa ha scoperto e fa vedere le carte finora rimaste nei cassetti. il loro contenuto è sconvolgente, basti leggere la lettera in cui il boss GIULIO LENA, collegato alla banda della Magliana, chiede al segretario di stato AGOSTINO CASAROLI di riavere quel Miliardo e 200 milioni di lire anticipati per l’acquisto dei documenti contenuti nella borsa di Calvi, con cui il banchiere voleva ricattare la Santa sede. Mai si era avuta una prova tanto lampante di come il mondo della MALAVITA incroci quello, apparentemente così lontano, della Chiesa. Calvi è stato stritolato da poteri troppo forti in cui si sovrappongono politica internazionale, riciclo di denaro sporco, speculazioni finanziarie, commerci illeciti. i soldi concessi al vaticano per sostenere Solidarnosc e la chiesa in varie parti del mondo, in nome della LOTTA AL COMUNISMO, il “banchiere di Dio” non li riavrà mai. E quelli gestiti per conto della mafia tramite lo Ior non potrà più restituirli. Per lui non c’è scampo. Almerighi ci fa capire come sono andate le cose, anche se la verità giudiziaria ancora una volta rimarrà in sospeso. Per l’omicidio Calvi NESSUNO è stato finora condannato.
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    Alain

    21/09/2018 21:02:15

    Flavio Carboni inaspettatamente lo ritroviamo nella pubblicazione di Belpietro, I Segreti di Renzi, dicembre 2016, che ruota intorno ad una Banca, la Banca d’Etruria. Secondo Belpietro, nell’estate del 2014 il vicepresidente di Banca Etruria Pier Luigi Boschi e il Presidente Lorenzo Rosi si sono dati appuntamento nell’ufficio romano di Flavio Carboni; scopo dell’incontro era trovare il nome giusto per la direzione generale della banca. Flavio Carboni comparve anche nella lista della P3. I nomi in Italia di rincorrono sempre, stessi protagonisti e storie simili. La pubblicazione si dilunga moltissimo sulle varie testimonianze, la documentazione trascritta è molto ampia, ma a volte il lettore si perde nella lettura nonostante l’estrema chiarezza espositiva. Si comprende come la vicenda Calvi abbia interessato il procuratore Almerighi per parecchi anni della sua carriera. Una vicenda che però non ha visto né colpevoli né condannati a causa della sopraggiunta prescrizione o per prove ritenute insufficienti nei vari gradi di giudizio ad eccezione del primo. Leggendo il testo non si comprendono le vere ragioni delle assoluzioni soprattutto quella che riguarderebbe proprio il Carboni. Ma questa è la giustizia. Un intrigo tra mafia, P2, finanza internazionale, Ior, Vaticano che lascia basiti ed esterrefatti.

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    Emanuela

    11/06/2018 09:29:19

    E' un libro molto interessante, soprattutto molto chiaro.

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    Francesco

    12/06/2016 20:55:50

    E' il secondo libro del magistrato Almerighi che mi ritrovo a leggere e non posso che confermare le sue indubbie capacità di abile divulgatore di alcuni eventi che hanno caratterizzato gli aspetti più misteriosi e cupi della nostra storia. In questo caso, "La Borsa di Calvi" ci svela tutti gli aggiornamenti, le ultime indagini e gli ultimi processi su una vicenda che, se fosse trasposta in un film hollywoodiano (scusate se non prendo neanche in considerazione la cinematografia nostrana in materia), ci farebbe pensare che il regista abbia certamente esagerato nell'inserire tutto il peggio che una società può esprimere in una sola trama. Troviamo la massoneria (da quella ufficiale a quella eversiva della P2), i lati oscuri del Vaticano, la criminalità finanziaria, gli intrighi politici, il coinvolgimento di mafia e camorra, l'imprenditoria corrotta e collusa con la criminalità organizzata, gli immancabili servizi segreti (in quel periodo infiltrati da personaggi ancora troppo poco studiati come Francesco Pazienza). E purtroppo anche il peggio della nostra magistratura, che alterna sentenze di assoluzione e condanna, peraltro in archi di tempo sempre lunghi e svilenti, che non possono non ingenerare confusione, disillusione e alla fine indifferenza da parte dell'opinione pubblica. Una lettura da brividi reiterati e angoscianti. Per un momento lasciate perdere la fiction thriller ed immergetevi in uno squarcio di drammatica realtà della nostra storia.

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