La bottega dei giocattoli

Angela Carter

Traduttore: M. Baiocchi
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2002
Pagine: 219 p.
  • EAN: 9788834708361
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Recensioni dei clienti

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    claudia

    23/09/2009 21:07:45

    Un'adolescente in piena pubertà e uno zio burattinaio che ricorda molto il Koppelius di Hoffmann sono i due perni attorno ai quali si snoda un romanzo di formazione e autoaffermazione della sessualità femminile, senza reticenze bacchettone, ma anche senza a quelle gratuite volgarità da baraccone alle quali ci hanno abituati tanti pretesi scrittori moderni. Come al solito, in Carter, è il simbolismo a farla da padrone: lo zio Philip, che vorrebbe controllare Melanie come fa con le sue marionette, è il padre castratore da sconfiggere. Alla fine la bottega brucia con tutte le sue creature, ma è davvero un lieto fine?

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    Fra91

    07/03/2008 16:01:43

    E'un romanzo coinvolgente, capace di far immedesimare il lettore nella situazione e di invogliarlo a leggere, senza mai fargli perdere l'attenzione. La storia è molto particolare e la narrazione tra il fiabesco e il reale la rende, a mio parere, ancora più speciale. L'autrice utilizza un linguaggio semplice, ma mai privo di una certa "poeticità", che riesce ad interpretare a pieno gli stati d'animo dei personaggi (spesso inseguendo i loro pensieri, sogni, desideri...) e il ritmo della scena (calmo o movimentato. La situazione iniziale si presenta come una sorta di sogno fantasioso di una ragazzina che vive ancora in un'età in cui è libera di sognare, senza dover ancora aprire gli occhi sul mondo reale e spesso crudele, che la circonda. Melanie, la protagonista, vive durante il romanzo la propria crescita psicologica. Con la morte dei suoi genitori ed il trasferimento nella casa dello zio Philip, infatti, la protagonista viene a contatto con personaggi stravaganti e con una situazione del tutto nuova, che l’autrice ci presenta in ogni suo aspetto. Mentre il fratello e la sorellina sembrano accettarla (l'uno chiudendosi definitivamente in sè stesso e l'altra cercando rifugio tra le braccia dell'affettuosa zia Margaret) è interessante come Melanie, appaia spaesata e si senta oppressa da un senso di solitudine e di nostalgia per i vecchi tempi spensierati. E’ un romanzo “magico” ma realista, che presenta una piccola "società" in tutte le sue sfaccettature, in cui si alternano vicende positive e fiabesche, a visioni di una realtà più crudele. L'unica parte di questo romanzo che mi ha lasciata un po' sconcertata è stato il finale, forse un po' troppo "crudo" per una storia per la quale, personalmente, avrei immaginato una conclusione più positiva e fiabesca.

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    Nixe

    10/07/2004 18:02:32

    Favola moderna sull'inconscio e le fantasie sessuali,con un lieto fine infuocato.

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    Fabio

    07/07/2004 15:38:39

    Magico, inquietante, sensuale, uno dei primi lavori della Carter. Imperdibile.

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    Silvano

    29/04/2003 12:50:58

    Leggendo la bottega dei giocattoli si possono vedere i colori, annusare gli odori e toccare i personaggi fiabeschi che caratterizzano una storia densa di romanticismi e di qualche ambiguità; ciò che manca è la continuità del racconto; la noia sembra prevalere, a volte, sulle dettegliate descrizioni, rendendo il libro opaco, poco coinvolgente.

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    Pomeziano

    10/08/2002 16:39:14

    Mioddio, che strano libro. E lo dice uno che legge molto. Tanto per cominciare, non si riesce a capire in che epoca è ambientata la vicenda; potrebbe essere il 1902 come il 2002. Né dove si svolge; la periferia londinese in cui si muovono i personaggi della Carter è una, nessuna e centomila. Sembra quasi una favola, ma è troppo ricca di dettagli della vita materiale per esserlo; e come romanzo ha un sapore stranamente fiabesco. Ci si aspetta che da un momento all'altro escano fuori Barbablù o Pinocchio. Ma di sicuro si fa leggere; e tra un tè e l'altro (la britannicità dei personaggi sta anche nel fatto che ingollano tè in qunatitativi industriali) la strana storia si snoda, ipnotica, tra suggestioni di Dickens e risonanze dei fratelli Grimm fino a un finale forse senza i botti, ma certo con le fiamme. Per me che non conoscevo l'autrice, è stata una bella sorpresa... anche un po' agghiacciante, a voler essere onesti. E vi assicuro che se crederete di aver capito tutto verso la fine, la rivelazione conclusiva vi farà sballare tutti i conti. Da non perdere.

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