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P. Paolo Portinaro

Editore: Morcelliana
Collana: Filosofia
Anno edizione: 2009
Pagine: 160 p. , Brossura
  • EAN: 9788837223540
Questo Breviario di politica costituisce un esperimento certamente interessante. Come spiega l'autore nella sua premessa, si tratta di un volume che, pur pubblicato da un noto editore di orientamento cattolico, si muove lungo un orizzonte di pensiero almeno parzialmente diverso, proponendo "la voce di un 'laico realista'". Nemmeno il titolo deve fuorviare: il termine "breviario" sta qui a indicare non un libro di preghiere, bensì un laicissimo compendio che presta attenzione "non alla completezza dell'informazione (…) ma alla connessione dei problemi, mirando alla perspicuità della diagnosi".
Potremmo anche dire che si tratta di un viaggio nel tempo e nello spazio. Partendo dalle poleis greche per giungere alle postdemocrazie dell'era della globalizzazione, Portinaro accompagna il lettore lungo un itinerario alla scoperta delle radici e delle prospettive future della politica, con un occhio sempre vigile sul dibattito degli ultimi decenni. Sgombriamo subito il campo da equivoci: chi vi cercherà brillanti soluzioni ai problemi della postmodernità rimarrà probabilmente deluso, così come chi si aspettasse previsioni sul futuro degli imperi o delle democrazie. L'autore decide infatti saggiamente – ricordando gli ammonimenti di Alessandro Pizzorno – di limitarsi a descrivere i processi in atto, mostrando le loro connessioni reciproche e, soprattutto, predisponendo una sorta di cassetta degli attrezzi categoriale utile a comprendere i mutamenti del presente. Un obiettivo solo apparentemente meno ambizioso della costruzione di nuove narrazioni e di ipotetiche filosofie della storia, ma che mostra invece il rigore e il realismo tipici degli studi dell'autore.
Questo compendio si articola in tre sezioni, dedicate all'analisi del lessico della politica (con un'attenzione particolare per l'origine greca di alcune categorie che forse intimorirà i lettori non avvezzi a confrontarsi con la filosofia classica), ai mutamenti che hanno condotto la civiltà occidentale verso la modernità e, infine, a una "diagnosi" dello scenario contemporaneo. Con la sola esclusione di quello sulla globalizzazione, che sembra spezzare la simmetria di una struttura dotata di un'armonia quasi geometrica, ogni paragrafo è dedicato a una coppia di concetti contrapposti o, quanto meno, antagonisti.
Ne emerge una visione conflittuale e dinamica della politica, che mostra con acume il travaglio che gli stati e le democrazie hanno incontrato in particolare negli ultimi decenni e li interpreta alla luce della riflessioni dei classici (da Platone e Aristotele ai più recenti Schmitt, Weber, Arendt e Foucault) e del dibattito contemporaneo. Il lettore si trova così di fronte a un presente animato da tendenze opposte e da speranze che sembrano destinate a essere deluse, come quelle intorno al destino delle democrazie costituzionali e degli stati di diritto. Sullo sfondo alcuni dei temi più caldi del momento: il ruolo della biopolitica e dell'antipolitica, le potenzialità delle masse, gli scenari che sembrano presagire la fine della storia o una nuova era di scontri di civiltà e, per concludere, la lotta tra cosmopolitismo e imperialismo, che chiama ancora una volta in causa il ruolo degli stati, i quali, nonostante la crisi di sovranità più volte denunciata dagli studiosi, non sembrano però destinati a scomparire a breve.
Francesco Regalzi