Le bugie nel carrello. Le leggende e i trucchi del marketing sul cibo che compriamo

Dario Bressanini

Editore: Chiarelettere
Collana: Reverse
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 16 maggio 2013
Pagine: 192 p., Brossura
  • EAN: 9788861903562

14° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Ingegneria e informatica - Chimica industriale e tecnologie manufatturiere - Chimica industriale - Tecnologie alimentari

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Descrizione
Cos'è esattamente il Kamut? Perché è meglio non mangiare troppo tonno? Le patate al selenio fanno bene alla salute? La mortadella 100 per cento naturale esiste davvero? Dopo il successo di "Pane e bugie" (Chiarelettere 2010), il libro sulla disinformazione in campo alimentare, Dario Bressanini ci accompagna tra gli scaffali di un supermercato immaginario e ci aiuta a capire cosa raccontano, e cosa nascondono, le etichette dei prodotti che acquistiamo. Scopriremo, tra l'altro, che l'equazione "naturale = buono" è uno dei pregiudizi più radicati e più usati dalla pubblicità, che un prodotto che l'etichetta descrive come a "chimica zero" i conservanti li contiene, che il prezzo di una bottiglia di vino ne influenza l'apprezzamento e che il tonno più buono non si taglia con un grissino.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Sabrina

    22/09/2018 13:39:22

    consigliato perchè denso di spunti e di riflessioni interessanti. non sono abituata a simili letture ma ho raccolto volentieri il consiglio di un'amica. in effetti il libro fornisce in modo chiaro una sorta di "educazione" da imitare togliendosi dalle logiche di marketing che molto spesso offuscano i nostri acquisti.

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    K.B.

    22/09/2018 08:17:35

    Che alla fine si sia d' accordo con lui o meno, è un libro che và letto e compreso, per imparare a farsi spazio in un mondo in cui l'alimentazione è argomento di tutti (davvero tutti), le pubblicità superano l' informazione e le etichette per qualcuno sono più complicate di un rebus della settimana enigmistica. La vera informazione bisogna cercarsela, perchè se ci aspettiamo che arrivi dalle pubblicità o le aziende che pubblicizzano un determinato prodotto otterremo solo portafogli vuoto e forse, anche meno salute. Ricordo una pubblicità anni '50 che sponsorizzava l' uso del burro in grandi quantità perchè "lubrificava le vene"! Non prendiamo tutto per oro colato, ma a mio parere leggiamo queste etichette, chiediamoci cosa sono quegli "E---" e cosa vuol dire "BIO", se non sappiamo qualcosa di quello che mangiamo informiamoci, facciamo la fatica di fare una ricerca. E se qualcuno dice che un prodotto è buono e fa miracoli, chiediamoci se è vero! Essere consapevoli della nostra nutrizione è essenziale, siamo noi consumatori, che influenziamo il mercato.

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    ilaria

    18/09/2018 19:26:25

    Rispetta lo stile divulgativo dell'autore, fornisce informazioni interessanti e da spunto per riflessioni personali. Lo consiglio!

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    roberto

    13/10/2015 13:51:46

    Ben fatto, un esempio di comunicazione educativa che dovrebbe essere imitato e seguito anche in altri contesti dove le nostre percezioni sono, a dir poco, annebbiate da marketing da una parte e falsa scienza da bloggosfera dall'altra. Bressanini ha competenza tecnica e documenta adeguatamente le sue affermazioni, cosa che pochi fanno di questi tempi. Non do il massimo perche' l'ho gia' riservato al suo ultimo libro "Contro natura" che lo merita pienamente.

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    Stefano

    23/02/2015 11:15:21

    Ho acquistato questo libro per avere una visione più ampia di quello che si insidia all'interno del cibo che mangiamo,lo scopo dell'autore (chimico) è chiaro, la chimica non è così male ed è pure sicura. Peccato che si dimentica di dire che molti studi di settore "indipendenti" sono sui libri paga delle aziende alimentari inoltre non accenna a dire che spesso passano decenni prima di sapere se una sostanza è realmente nociva. Verso la fine del libro dichiara che gli OGM fanno bene e che non è giusto menzionarli nelle etichette dei prodotti,e che se un giorno ci fosse l'obbligo di dichiararli,il costo della semplice dicitura "contiene OGM" dovrebbe essere a rialzo per i consumatori,che chiedono semplicemente trasparenza. Un'ultimo appunto per l'autore,una cosa sono gli OGM vegetali e l'altra quella animale.Quest'ultimi ormai lo sanno anche le pietre,hanno portato pandemie e malattie gravissime per la salute umana,non sono passati secoli e le persone sanno a cosa mi sto riferendo.

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    Francesco

    09/10/2013 11:49:04

    E' davvero difficile o forse inutile dare un giudizio a questo libro se non si hanno le conoscenze tecniche per verificare la veridicità di quanto sostenuto. Però siccome non ci si trova di fronte a un trattato di scienze dell'alimentazione, bensì a un instant book con l'ambizione di diventare un vademecum per tutti gli addetti alla spesa alimentare, può dire la sua anche un profano. Sì perché l'autore si rivolge ai lettori con la modestia dell'amico del bar e si addentra in disquisizioni scientifiche solo quando descrive i vari processi di creazione del burro. E' un merito che gli va riconosciuto, però una rilettura non avrebbe guastato. Sì perché a prescindere dall'aspetto scientifico Bressanini stenta a trovare un'uniformità di stile, da capitolo a capitolo (quindi da argomento a argomento) a volte è troppo tecnico, altre troppo polemico, altre ancora troppo ironico, come se si fosse fatto trasportare ogni volta dall'umore del momento. Colpisce Il leitmotiv delle BUGIE NEL CARRELLO, stupendo i cultori dei cibi alternativi, convinti che mangiare biologico, biodinamico - la demolizione di quest'ultima tendenza alimentare vale da sola il prezzo del libro - light o naturale sia l'elisir di lunga vita. Bressanini è chiarissimo: non ci son prove scientifiche a favore delle vostre convinzioni, mentre non v'è dubbio sui danni arrecati al vostro portafoglio, anche se sono fatti vostri. Insomma le campagne pubblicitarie dei principali colossi dell'alimentazione non sono più fuorvianti delle tante scritte ammiccanti su prodotti meno reclamizzati che spesso, con spirito snob, vengono acquistati con la convinzione che sì, si spende qualche soldino in più, ma almeno si evitano le schifezze delle multinazionali del cibo. Basterebbe invece comportarsi come l'autore di questo libro: scendere dal piedistallo e perdere un po' di tempo a leggere le etichette dei cibi, magari dopo aver letto pure LE BUGIE NEL CARRELLO e non essersi dimenticati a casa gli occhiali.

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    Daniela B.

    24/08/2013 23:18:02

    Ottimo libro, di agile lettura e comprensione. Pur utilizzando un linguaggio chiaro, semplice e adatto anche a chi non ha una cultura scientifica come l'autore, fornisce informazioni precise e documentate (con fonti facilmente reperibili e verificabili). L'autore prende spunto da luoghi comuni o "prodotti comuni" alle nostre dispense per svelarne i retroscena più inaspettati. Non pretende di essere un trattato di chimica, nè di analizzare dati statistici in modo sistematico [per Alberto: quello che si evince, sia dal commento di Bressanini sia dall'abstract della fonte, è che un vino biodinamico non è a priori migliore di uno biologico, ma enntrambi variano a seconda delle annate, come tutti gli altri vini del resto]. Bressanini sa tradurre in modo accessibile a qualsiasi lettore le conoscenze e competenze che ha maturato nella sua ricerca.

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    Marta

    08/08/2013 10:30:21

    Uno dei tanti libri para-saggistici, che puntano su falsi sensazionalismi, ammantandosi di scientificità. Molto reclamizzato, ma meno valido di quanto sembri. Scritto da un chimico, ma che di chimica parla tutto sommato poco, abbracciando troppe cose e scivolando nella tuttologia.

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    claudio

    31/05/2013 09:39:16

    Bell'esempio di cultura a servizio del consumatore: spesso si intuisce che il marketing è preponderante, e non solo nell'alimentare. Però quando si va dall'intuizione al concreto, le cose cambiano e ti aumenta l'amaro in bocca. Questo libro ha il pregio di far conoscere molte attività del marketing delle aziende per rendere più appetibili i loro prodotti: e non sempre questa manipolazione è dannosa per la salute. Poi ho imparato dall'Autore come scegliere diversi prodotti, che fino ad ora ho sempre scelto per casualità o per il prezzo. Certo che mettersi ogni volta a guardare con la lente d'ingrandimento le etichette non è un bel comprare. Non ho dato il 5, per la complessità della parte chimica di ogni capitolo, troppo complicata per chi non è del mestiere.

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    Alberto

    28/05/2013 19:29:09

    E' un libro molto interessante e ben documentato, ma non sempre in risultati delle ricerche citate vengono riportati in modo corretto. Ad es. a pag. 71 viene detto che la ricerca di C. Ross e altri sulle differenze sensoriali percepite tra un vino prodotto con metodo biodinamico e un altro prodotto con metodo semplicemente biologico, di diverse annate, dimostra che tali differenze non sono significative. In realtà dalla lettura dell'abstract dell'articolo citato si evince che le differenze, almeno per alcuni parametri sensoriali, sono significative (la probabilità che si tratti di differenze casuali è inferiore allo 0,05). Piuttosto è emerso un dato che l'Autore non evidenzia: per l'annata 2003 il vino biodinamico è risultato di aroma più chiuso e terroso e di sapore più amaro del vino bio; invece per l'annata 2004 è stato il vino bio a risultare più chiuso e terroso, più amaro, più tannico e persistente del vino biodinamico. Quindi le differenze ci sono, più o meno significative a seconda dei parametri valutati, ma non vanno nello stesso senso, dimostrando così che vi erano altri fattori, indipendenti dal tipo di trattamento, biodinamico o biologico, a determinare le differenze sensoriali.

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Dopo il successo ottenuto nel 2010 con Pane e bugie arrivato già alla sua settima edizione, Dario Bressanini riprende le fila del discorso per raccontarci storie altrettanto interessanti sui prodotti che troviamo nei supermercati.
Siamo davvero consapevoli dei cibi che acquistiamo? Oppure ci facciamo ingannare dalle strategie di marketing comprando i prodotti senza badare troppo alle caratteristiche presenti sulle etichette? Partendo da questi interrogativi e basandosi su conoscenze scientifiche, l’autore e ricercatore all’università di Como, si districa al supermercato fra i prodotti che gli italiani mettono nel carrello e passa in rassegna le storie dietro ad alcuni cibi, cercando di rispondere alle domande che il consumatore consapevole si pone davanti agli scaffali.
I veri protagonisti di questa guida eno-gastronomica sono i prodotti, le loro caratteristiche e le bugie sulle loro origini e proprietà. Se Pane e bugie raccontava la disinformazione che circonda il cibo, Le bugie nel carrello mette sotto i riflettori gli alimenti e fornisce una galleria esaustiva riguardo le sciocchezze che circolano al supermercato e le leggende messe in piedi dall’industria alimentare.
A proposito di leggende, quella che ruota intorno al Kamut, un frumento molto in voga nei supermercati, è sicuramente accattivante: si racconta che nel 1977 una famiglia di agricoltori americani abbia scovato in uno scantinato dei semi vecchi di quattromila anni e che li abbia poi seminati e moltiplicati. Infine per dare un’identità riconoscibile a quel grano gli avrebbe poi dato un nome di origine egizio: kamut.
Quindi la farina di Kamut che oggi compriamo è quella che utilizzavano gli antichi egizi? Assolutamente no. Innanzitutto perché, scrive Bressanini, è improbabile che i semi possano germinare dopo quattromila anni e poi perché sembra che gli egizi coltivassero soprattutto farro e orzo.
Questo è solo una dei miti che l’autore cerca di sfatare. Con rigore e metodo scientifico Bressanini svela tutti i meccanismi che circolano intorno all’industria alimentare, a partire dai messaggi fuorvianti fino ad arrivare ai luoghi comuni che la pubblicità cerca di sfruttare.
Tra questi utilizzati dalla pubblicità c’è quello del prodotto “benefico”. Ad esempio molti sono infatti convinti che gli omega 3 facciano bene perché i mass media ne sottolineano sempre l’efficacia contro questa o quella malattia, ma Bressanini sostiene che è molto difficile capire la loro funzione se non si è degli esperti del settore ed è su questa ignoranza che l’industria alimentare gioca per differenziare i suoi prodotti. Un altro aspetto a cui ricorre spesso il marketing per promuovere dei prodotti piuttosto che altri è l’idea che questi siano “naturali”, concetto sopravvalutato secondo l’autore che scrive «L'equazione naturale uguale proprietà salutistica sta solo nella mente del consumatore. In realtà in natura ci sono anche veleni o intossicazioni come il botulino o la salmonella. Non c'è legame tra naturale e benessere. Non ha senso distinguere gli alimenti tra naturale o meno.»
Andando avanti con il libro si potranno leggere tanti altri utili esempi per capire come le industrie alimentari si prendono gioco dei consumatori fornendo loro indicazioni frammentarie, fuorvianti e talvolta del tutto infondate. Un libro agile e ricco di spunti di riflessione, un vademecum per non fare più la scelta sbagliata davanti allo scaffale ed evitare di mettere nel carrello tante bugie.