Buonanotte, signor Lenin

Tiziano Terzani

Editore: TEA
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
Pagine: 424 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788850251025
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Descrizione
Un diario di viaggio, un reportage straordinario sulla fine di un impero.

«Un libro di grande ricchezza narrativa e documentaria... Un viaggio pieno di storia, paesaggi, città, persone soprattutto.» - Corrado Stajano, Corriere della Sera

"Mi aspettavo di star via due settimane. Sono stato via due mesi. Pensavo di andare verso la fine geografica dell'impero sovietico e mi sono ritrovato, invece, a viaggiare nella fine storica di quell'impero."

Nell'agosto del 1991 Tiziano Terzani si trova lungo il corso del fiume Amur, in Siberia, aggregato a una spedizione sovietico-cinese, quando apprende la notizia del golpe anti-Gorbacëv che ha appena avuto luogo a Mosca. Decide di intraprendere subito, questa volta da solo, un lungo viaggio che in due mesi lo condurrà, attraverso la Siberia, l'Asia centrale e il Caucaso, fino alla capitale. Un'esperienza eccezionale, fissata negli appunti, nelle riflessioni e nelle fotografie che compongono questo libro, una testimonianza in presa diretta di un evento epocale, una galleria di individui e popoli diversi, un panorama di città leggendarie, di luoghi sconosciuti e abbandonati ai margini della storia, di vestigia del passato e di segnali del nuovo che avanza. Un viaggio, e un libro, che riprende la fotografia istantanea del tramonto definitivo dell'impero sovietico.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Sara M

    23/09/2018 19:32:20

    A mio parere, questo è il libro migliore di Terzani: ancora lontano da indovini e giri di giostra, ma già concentratissimo e attentissimo osservatore delle persone e dei luoghi in cui viaggia, ci offre uno spaccato su un mondo relativamente vicino all’occidente. Durante un viaggio/reportage lungo il fiume Amur, che separa la Cina dalla Russia e di cui Terzani dà delle descrizioni precise e impressionanti, il giornalista viene colto dalla notizia del crollo dell’Unione Sovietica e del tentato putsch ai danni di Gorbacev e decide di non rientrare a casa ma di proseguire il suo viaggio passando attraverso le ex repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale per arrivare poi a Mosca. Il reportage quindi racconta gli incontri di Terzani con gli esponenti del vecchio regime ma anche le nuove figure che si stanno affacciando alla vita pubblica (vecchi esponenti e nuove figure molto spesso, in realtà, combaciano), con intellettuali e artigiani, con contadini e artisti, attraverso i quali lo scrittore si interroga sulle vecchie contraddizioni dello stalinismo ma anche sul preoccupante futuro dei diversi Paesi da lui visitati, sospesi tra nazionalismo e fondamentalismo islamico. La narrazione, oltre a essere ricca di descrizioni precise ma mai noiose, è costellata di aneddoti, riferimenti storici ai diversi personaggi che hanno vissuto nei luoghi attraversati da Terzani, curiosità naturalistiche, citazioni e soprattutto onestissime e lucide analisi socio-politiche, senza tuttavia risultare mai pedante/pesante. L’unico neo del libro, a mio parere, è l’assenza di una carta geografica: non conoscendo bene la geografia dell’Asia Centrale, come credo gran parte degli altri lettori, ho trovato a volte difficile orientarmi e ricordare e comprendere i continui spostamenti dell’autore.

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    Guido Galdini

    01/07/2018 06:26:43

    Anche per me è il libro migliore di Tiziano Terzani. Mostra cosa vuol dire essere un giornalista, andare dappertutto, chiedere, guardare, introfularsi in ogni angolo più nascosto del potere, per uno scopo semplice e irraggiungibile: cercare di capire.

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    nobile

    23/11/2013 20:41:31

    Bel diario di viaggio.

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    emanuele

    09/02/2007 22:31:34

    Sicuramente il libro migliore di tiziano:appassionato e realista sempre alla ricerca della vera amima dei soggetti che passano accanto alla sua vita di giornalista ma soprattutto viaggiatore.Ci insegna a non fermarsi mai alle apparenze

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    sergio resta

    09/02/2006 19:29:06

    La caduta dell'egemonia comunista viene vissuta attraverso gli occhi di un giornalista avvezzo agli aspetti più miseri dell'esistenza. La fotografia delle repubbliche visitate, minuziosamente descritta da Terzani, evidenzia un panorama di miseria, abbandono, povertà ideologica e materiale che ha corrispettivi solo nelle descrizioni dell'Europa postbellica. L'impero si smembra e i suoi brandelli non sono autarchici, la giusta pretesa di libertà non é sostenuta dalla capacità di cammino autonomo. L'eclettismo dell'Autore dipinge in modo conciso la storia delle neorepubbliche, spaziando da rimembranze storiche preelleniste a eventi conflittuali di più recente storia. Una lettura colta, caratterizzata dal colore delle fantastiche descrizioni dei poveri ma caratteristici mercati islamici, dalle tipizzazioni psicologiche dei nuovi egemoni politici, dalla compassionevole considerazione di un popolo la cui "pretesa" di libertà deve soggiacere al compromesso della schiavitù materiale. Com'è lontana la Russia di Lermontov!

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    Luca Angelino

    01/04/2005 07:26:11

    Tiziano Terzani non è morto, perchè con questo libro la sua immagine rimarrà sempre nella storia, irrimediabilmente legata al più importante evento del dopoguerra. La precisone e la passione con cui analizza luoghi, persone ed ambienti fanno vivere in presa diretta un evento che forse non si è potuto comprendere a suo tempo.. Con la sua immancabile schiettezza ed ironia, Terzani non giudica il sistema comunista da altipiani pregiudizievoli ed ideologici, bensì constata con i suoi occhi le macerie che il grande colosso si è lasciato alle spalle. Palazzoni di cemento, povertà, menzogna e... le rovine della statua del padre della rivoluzione...

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