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Traduttore: S. Tummolini
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2013
Pagine: 359 p., Rilegato
  • EAN: 9788864112817
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Recensioni dei clienti

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    AdrianaT.

    21/10/2016 10.21.23

    Guidato da una bussola interiore, il giovane bostoniano, harvardiano Will Andrews raggiunge il suo Genius loci. La scelta è fatta e la decisione presa, perché quell'inedito senso panico, solo la natura selvaggia glielo fa avvertire forte e chiaro; senza dubbi ed esitazioni è proprio là che deve andare, ed è solo in lei che Will può diventare se stesso, che è soltanto e semplicemente ciò che vuole dalla vita; tutto il resto poi viene da sé - bel personaggio, bel libro, ottima scrittura.

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    barbagianni39

    20/08/2016 14.11.04

    Nel complesso un discreto racconto sulla caccia al bisonte e nulla più. Alla fine non sono riuscito a comprendere il significato della vicenda per il protagonista.

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    claudio

    07/05/2016 16.04.02

    Un bel western, anche se non il classico che mi aspettavo. Qui si respira il sudore, il puzzo della vita di tutti i giorni nella frontiera. La caccia ai bisonti, finita così tragicamente, credo sia la metafora della nostra vita.

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    Mario

    01/02/2016 17.46.36

    Stoner ha una sorta di magia interna quasi non spiegabile, rimane dentro per anni. Butcher's Crossing assolutamente no. Mi spiace. Ri -pubblicato in Italia sull'onda del successo di Stoner, immagino (non per nulla sul retro di copertina è recensito Stoner... e basta), il libro non ne vale nemmeno l'ombra. A tratti noiosamente pieno di prolisse descrizioni, la tensione cala e di molto in più parti. Poco credibile la scansione dei tempi del racconto. Personaggi troppo banali. Traduzione pessima, al limite del dialettale. Deluso.

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    Clara

    17/09/2015 16.29.19

    Romanzo di una drammaticità straordinaria. Da leggere assolutamente!

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    andrea55

    01/07/2015 11.15.24

    Mi ha colpito la descrizione degli elementi naturali. La marcia a cavallo. Il caldo e la sete. La caccia ai bisonti. La tempesta di neve. Poi il romanzo di formazione e la disillusione della ricchezza. Molto diverso da 'Stoner', ma è la conferma di un grande scrittore.

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    rossano garibotti

    03/05/2015 10.22.23

    Dopo Stoner, un altro eccellente libro di John Williams, romanziere indubbiamente ai massimi livelli. I luoghi dell'azione sono quelli del Far West, appena prima che quell'epopea tramonti. Un ventitreenne di Boston abbandona l'università e li raggiunge, in cerca di se stesso e di quell'altrove che nè i libri, nè la sua famiglia o la sua città sono in grado di dargli. Partirà con altri tre uomini - i quali incarneranno, ognuno a modo suo, l'aspetto avventuroso, ideale, scettico e spirituale - per una caccia al bisonte che si preannuncia leggendaria, alla ricerca di una favolosa mandria - annidata tra le montagne, a diverse settimane di marcia - assai diversa dagli sparuti gruppi di bisonti che, ormai, le vicine praterie e la prossima fine dell'epopea del far west, offrono. Libro di formazione, thriller, di avventura e di fine tracciato psicologico ed esistenziale: tutto ciò è Butcher's Crossing di Jhon Williams, scritto con uno stile dove il peso specifico della narrazione è, in ogni frase, elevatissimo.

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    Mari

    22/02/2015 19.32.04

    Dopo aver letto Stoner ed esserne rimasta incantata, ho aspettato un po' ad iniziare questo libro, temevo di rimanere delusa. E invece no. In modo diverso anche questo romanzo mi è entrato dentro, mi sono vista in quelle immense pianure sotto il sole infuocato, nella valle tra le montagne a soffrire il freddo sotto la neve. Ho condiviso la stanchezza degli uomini al ritorno dalla caccia, ho assistito muta e attonita allo sterminio dei bisonti. E poi i silenzi, le speranze, le delusioni. Bello bello bello. Lo stile di John Williams è indescrivibile, semplice ma profondo, ha la grande capacità di descrivere luoghi e sentimenti come pochi sanno fare. Consigliatissimo.

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    Iginio Petrussa

    08/02/2015 19.00.37

    Meravigliosa rivisitazione critica dell'epopea della frontiera, uno dei miti fondativi della cultura americana. Nessun cedimento alla retorica dei western cinematografici; invece una realistica descrizione del tragico destino di uomini fanatici, asociali, cinici. Schiavo della propria ossessione, nessuno si salva: non il cacciatore invasato sterminatore di bufali, non l'infido scuoiatore, non l'abulico bovaro, non l'ingenuo illuso bostoniano, nè le figure di contorno di Butcher's Crossing. La lentezza del racconto è funzionale alla rappresentazione della grandiosità della natura e alla influenza che essa esercita sull'anima dei protagonisti.

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    Pier Morandi

    01/01/2015 18.56.46

    Dopo aver letto Stoner, ho letto volutamente un paio di altri libri, prima di addentrarmi in Butcher's Crossing. Il giudizio, anche per questo suo libro è alto. Williams ha una scrittura evocativa, di grandissimo spessore. Questa 'storia' metafisica va ben oltre l'inseguimento del bufalo e le storie di frontiera, penetra l'animo umano nello stesso modo in cui fece Melville con il suo Moby Dick. ...e senza dubbio McCarthy gli deve molto, molto.

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    Mariflo

    07/07/2014 21.41.16

    Forse non è il mio genere o forse non sono riuscita a comprenderlo a pieno, fatto sta mi ha lasciato con un senso di inconcludenza generale. D'accordo, il giovane Andrews rifuggiva la sua vita precedente, ma perchè imbattersi in un'esperienza come questa....e soprattutto, alla fine raggiunge il suo scopo? Onestamente non l'ho capito. Al di là di questo, la narrazione procede lenta e monotona, senza grossi scossoni, mentre i personaggi appaiono privi di sentimenti umani, asettici, così come l'ambientazione a Butcher's Crossing.

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    Paolo

    29/11/2013 23.30.04

    Profilo volutamente basso per questo romanzo. Nessun giudizio, descrizione scarne e personaggi antipatici, eppure l'ho trovato un grande romanzo western. Il finale poi è bellissimo. Mi ha appassionato, fatto incazzare, rattristato, ma mai mi sono sentito coinvolto nei personaggi ed il distacco mi è servito per meglio leggere queste pagine molto realistiche.

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    MrElanhyer

    21/10/2013 13.33.14

    Ho deciso di scrivere questa recensione per rispetto di Cormac McCarthy. Il fatto è che tutta questa somiglianza con uno dei più grandi autori del contemporaneo classico io non l'ho trovata. Lo stile di Williams è scarno e scialbo, il linguaggio è elementare e la storia è piatta e monotona. Scorre in maniera lenta, i personaggi sembrano soltanto delle comparse e la natura è descritta in maniera marginale. Il confronto con il magistrale McCarthy non ci sta proprio. E non capisco coloro che affermano che McCarthy si sia ispirato a questo romanzo. Una vera delusione. Do un voto in più solo per il personaggio di Schneider che ogni tanto si permetteva di utilizzare un linguaggio sconcio.

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    ziamicky

    06/08/2013 20.27.56

    Anche questo romanzo è scritto molto bene.Un ottimo western colmo di descrizioni che no appesantiscono il racconto,ma ne fanno da splendida cornice.Intenso quanto basta da immedesimarsi Andrews nella sua ricerca, nel suo riposo e nei suoi pensieri.Da leggere!

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    Paolo

    30/07/2013 01.48.03

    Meraviglioso! Western di formazione da leggere tutto d'un fiato. La scrittura di Williams sgorga morbidamente, ricreando uno scenario nel contempo naif e sofisticato. Da leggere e, nel mio caso, rileggere

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    Mario

    13/07/2013 19.50.28

    Se avessi voluto dare un voto in ragione della trama avrei dato al massimo un 2. Il quattro che ho messo, invece, è relativo allo stile di Williams: limpido, pulito, fluente e poetico. Ma nel libro sostanzialmente non succede niente: si tratta più che altro di una specie di reportage che descrive la vita e la natura del West. Pure l'approfondimento dei protagonisti è carente, e così ci troviamo a leggere 350 pagine di descrizioni e poco più. Alla fine ho messo un voto positivo perchè dopotutto il libro si fa leggere velocemente, ci sono bellissime scene descrittive e il ritmo non cala mai, semplicemente perchè non c'è ritmo. Niente trama = niente ritmo. Questo ragazzo va nel West, si aggrega a una spedizione di caccia, ritorna indietro e stop. Fine della storia. Qui è lo stile che fa la differenza.

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    gabril

    30/05/2013 16.20.38

    "La Natura è la circostanza che sovrasta ogni altra circostanza, e giudica come un dio ogni uomo che si presenta al suo cospetto"(R.W.Emerson). Con la forza e la segreta irrequietezza della gioventù il ventenne William lascia la placida, civile Boston per immergersi nella realtà border-line di Butcher's Crossing, nel cuore arido del favoloso West. Ma di fiabesco qui non c'è nulla: non la rude saggezza dei commercianti di pelli, non il meschino egoismo dei conciatori e nemmeno, infine, la folle temerarietà dei cacciatori di bisonte. Tutti sono avidi e insensatamente egocentrici, insensibili e indifferenti alla vita animale, sfruttatori e massacratori della natura selvaggia. Al cui cospetto, infine, come recita la citazione iniziale, saranno giudicati e condannati. Ciò che il giovane Willie va cercando: l'emozione primigenia che conduca al contatto profondo con se stesso non sarà infine trovato. Ma bruciato, questo sì, insieme a tutte le esperienze estreme, di lotta, di fatica, di polvere e sangue e neve sfolgorante capace di uccidere. Siamo immersi ancora una volta in una narrazione esemplare: una realtà terribile, devastante può essere raccontata con sobrietà di linguaggio e attenzione alle sfumature. Paesaggi, suoni e silenzi, tratti dei personaggi appaiono e scorrono così nella loro chiarezza realistica e nel loro significato simbolico. Viene detto che il fin qui dimenticato John Williams abbia inaugurato il romanzo revisionista sul West; in mano a Cormac McCarthy questi temi diventeranno una scrittura del male radicale talmente precisa e intensa da risultare insopportabile. La grandezza di Williams, come quella di ogni autentico scrittore classico, è quella di portarci a caccia di bisonti, nel lontano West e nel lontano 1873 parlandoci di noi, qui, adesso.

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    giulio agnoli

    30/04/2013 21.27.16

    Non posso che essere daccordo con le precedenti recensioni ...romanzo veramente notevole, ben scritto, pochi personaggi , ma tutti profondi , autentici , e ognuno a modo suo , in cerca di se stesso , nella propria solitudine ....

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    vania

    06/04/2013 17.07.52

    un bel libro- andrebbe letto con calma, perché ci sono alcuni passaggi veramente belli, ma la storia, spesso avvincente, spinge ad accelerare la lettura - stile narrativo superbo , pochi personaggi, ma ben caratterizzati, bellissime descrizioni di luoghi e avvenimenti - da consigliare

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    Carlo

    28/03/2013 12.37.22

    Grande western di formazione, che rimanda al Cormac Mc Carthy di "Meridiano di sangue". Ma in questo caso il "debitore" è Mc Carthy, poichè "Butcher's Crossing" è stato scritto nel 1960. Impressionanti e dettagliate le descrizioni, si tratti di caccia al bisonte, di costruire un rifugio antineve per l'inverno o di attraversare un fiume in piena su un carro trainato da buoi. "Full immersion" nel mito fondativo americano della "frontiera", che si rivela un "guscio vuoto" da riempire con i sogni regolarmente infranti delle nuove generazioni. Scritto cinque anni prima di "Stoner", che non ho ancora letto, ma che molti giudicano un capolavoro, è veramente una lettura "epica", anche se a volte "disturbante".

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