C'eravamo tanto amati

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Tre ex compagni di lotta partigiana si dividono dopo la guerra per ritrovarsi di tanto in tanto intorno al tavolo di una modesta trattoria della vecchia Roma che è testimone del loro cambiamento e del cambiamento del Paese.
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    Giancarlo locarno

    20/08/2020 21:36:24

    Splendido film, Gassman. Manfredi, la Sandrelli e Satta Flores, cosa si può pretendere di più, trent’anni di storia di tre amici, amore, distacco, ritrovo, vite diverse che cambiano con la storia d’Italia. Bella la tecnica di mostrare i pensieri dei protagonisti che parlano mentre gli altri sono immobili nel fermo immagine. Apparizione speciale di Fellini e Mastroianni mentre girano La dolce vita. Un film che entrato nella storia del cinema, da non perdere.

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    susan

    12/05/2020 16:25:03

    Ottimo. La storia del cinema. Lo consiglio.

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    Stefano

    11/05/2020 21:45:07

    Uno dei film più belli dei classici italiani. La recitazione degli attori è sublime e la storia non per niente banale. Permette di far entrare nel periodo del dopoguerra ponendo l'accento sulle reazioni dei partigiani coinvolti. La storia d'amore infine è un filo rosso molto interessante di tutto il racconto.

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    Daria Sozykina

    30/09/2019 11:07:22

    Uno dei film più belli in assoluto. Lo rivedo ogni settembre e ogni volta è un vero e proprio orgasmo. Bellezza in stato puro,sia per il lavoro del regista che per gli attori e la musica. Non invidio la protagonista (Stefania Sandrelli): scegliere tra Gassman e Manfredi è una impresa durissima.

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    Giulio

    25/09/2019 08:31:21

    Ottimamente interpretato, d'altronde i nomi che compongono il cast la dicono lunga sulla qualità recitativa, il film di Scola è una cartolina di un'amicizia ultra ventennale forse mai sbiadita o forse mai veramente viva, intrisa di nostalgia, umanità ed impegno intellettuale di tre uomini diversi tra loro ma accomunate dal cambiamento inevitabile dei tempi che furono e delle persone che furono.

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    Roberto

    20/08/2019 11:20:29

    Un grande classico con un cast stellare e la solita forza dirompente di Gassman

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    Salvo

    06/03/2019 17:19:25

    Uno tra i migliori film italiani di sempre diretto dal grandissimo Ettore Scola. Il film segue oltre 30 anni di storia del Novecento, attraverso le vite dei tre indimenticabili protagonisti e gli eventi politici che hanno più segnato l'Italia. Figurano diversi camei provenienti dal mondo del cinema, ma anche della televisione, per dimostrare e mostrare come tali mezzi abbiano inciso dal punto di vista sociale e culturale la penisola. Non quindi una semplice commedia romantica italiana.

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    Demart81

    20/09/2018 18:25:41

    Questo film è un capolavoro: c’è tutto, dal cast di eccezionale valore, alla storia, appassionante, commovente, amara di tre partigiani le cui vite, un tempo unite in montagna, si dividono e si intrecciano durante i 26 anni dal 1948 al 1974, tre amici uniti e divisi dalle vicende politiche, amorose, lavorative.

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    Michele Bettini

    15/03/2016 18:46:03

    Il migliore film di Scola. Uno dei migliori film italiani in assoluto. Un modo esemplare di narrare la storia senza forzature romanzate. Tutta l'Italia del dopoguerra si può riconoscere in questa coinvolgente storia. "Eravamo quattro amici al bar" .... E il divertimento non manca.

Vedi tutte le 9 recensioni cliente

La storia di tre amici attraverso trent'anni di storia italiana

Trama
Tre uomini si conoscono in montagna facendo i partigiani e affrontano il dopoguerra pieni di energia e di idee, ma l'infermiere rimane infermiere e il professore meridionale passa da una delusione all'altra. Solo il più sgamato dei tre, l'avvocato Gianni, diventa ricco e potente. Quando si incontrano dopo molto tempo, non avrà il coraggio di confessare agli amici il proprio successo, ottenuto grazie a imbrogli, ad affari avventurosi, a un ricco matrimonio. C'eravamo tanto amati non è forse quella "storia italiana" che si ripromettevano gli autori (l'abilissimo regista Scola e gli sceneggiatori Age e Scarpelli), ma nelle due ore di spettacolo riesce a coinvolgere lo spettatore, che si identifica alternativamente con l'uno o l'altro dei protagonisti.

  • Produzione: Mustang Entertainment, 2014
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 119 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Ettore Scola Cover

    Ettore Scola è stato un regista cinematografico e sceneggiatore. Studia Giurisprudenza a Roma dove inizia a lavorare come giornalista presso la rivista umoristica «MArc'Aurelio». Le sue prime sceneggiature risalgono alla metà degli anni Cinquanta, quando inizia a collaborare con Age Scarpelli ai film Un americano a Roma (1954), La grande Guerra (1959) e Crimen (1960). Il suo esordio come regista avviene con Se permette parliamo di donne, nel 1964.È in questi anni che assumerà il ruolo di icona del cinema italiano, dirigendo capolavori come C'eravamo tanto amati (1974, con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores e Stefania Sandrelli, film che lo consacrerà alla fama internazionale), Brutti, sporchi e cattivi (1976),... Approfondisci
  • Nino Manfredi Cover

    "Propr. Saturnino M., attore e regista italiano. Dopo la laurea in giurisprudenza, frequenta l'Accademia di arte drammatica e esordisce già nel dopoguerra con un piccolissimo ruolo in Torna a Napoli (1949) di D. Gambino, trascinando poi per una decina d'anni e una ventina abbondante di pellicole una macchietta di popolano dalla buffa parlata romanesca che, se da un lato gli fa guadagnare le immediate simpatie del pubblico, dall'altro gli impedisce di mettere a frutto altre sue doti meno evidenti (per es. Guardia, ladro e cameriera, 1958, di Steno, e l'improbabile gondoliere veneziano in competizione amorosa con A. Sordi in Venezia, la luna e tu, 1958, di D. Risi). Col tempo, almeno a partire da L'impiegato (1959) di G. Puccini, gli riesce di arricchire di una vena di malinconica timidezza... Approfondisci
  • Vittorio Gassman Cover

    "Attore e regista italiano. Nell'infanzia trascorsa tra Genova, Palmi e poi (definitivamente) a Roma, al seguito del padre ingegnere edile tedesco, già preannuncia un temperamento artistico esuberante e mercuriale. Allievo dell'Accademia d'arte drammatica, si impone come uno dei più dotati attori della propria generazione, in grado di affrontare sia i ruoli del repertorio classico (Amleto, Otello, Adelchi, Oreste) sia quelli del teatro moderno (Un tram che si chiama desiderio), lavorando con le compagnie più prestigiose e sotto i registi più importanti (in particolare L. Squarzina e L. Visconti). Nel 1954-55 fonda una propria compagnia, conservando sempre il gusto per la provocazione (da Kean, genio e sregolatezza, 1955, di Dumas padre, a Affabulazione, 1977, di Pasolini, fino a Ulisse e la... Approfondisci
Note legali