Cacciatori di dinosauri

Edwin H. Colbert

Traduttore: S. Nosotti
Editore: Einaudi
Collana: Saggi
Anno edizione: 1993
Pagine: XXI-290 p., ill.
  • EAN: 9788806129286
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scheda di Tozzi, M., L'Indice 1994, n. 4

Alla fine del XIX secolo, nella cappella belga di Saint-Georges (non a caso), venivano portati gli enormi scheletri di dinosauri che avevano popolato il Belgio un centinaio di milioni di anni prima. Le ossa di iguanodonti ritrovate nelle miniere di Bernissart - uno dei maggiori bottini della caccia ai dinosauri - vennero rimontate sotto gli stessi archi gotici che avevano probabilmente ascoltato tremende storie di draghi: ora si trattava di mostri veri, benché estinti. Lo scavo dei dinosauri di Bernissart e la loro definitiva sistemazione occuparono più di venticinque anni, e tempi così lunghi erano stati necessari anche alle prime scoperte di megalosauri da parte di Buckland e Owen - colui che coniò il termine dinosauria - negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Erano definitivamente passati i tempi in cui le "lucertole terribili" non costituivano affatto oggetto di curiosità e di una vera e propria guerra tra ricercatori. Rileggere "The Great Dinosaur Hunters" - riproposto oggi in italiano - ha tutto il fascino della lettura reiterata di una vecchia favola e acquista valore documentale forse proprio a causa degli anni passati. Le zuffe fra Marsh e Cope, gli aneddoti sulla vita privata dei protagonisti della caccia ai fossili, le notazioni tecniche sulle modalità di recupero e restauro delle ossa costituiscono una delle maggiori attrattive del libro, che farà trascurare lo stile complessivamente piatto, forse anche a causa del non felice estro della traduttrice. Dalle prime scoperte - quando la paleontologia si faceva senza i paleontologi - fino alle spedizioni nei deserti asiatici degli anni settanta viene offerta una documentazione puntigliosa delle maggiori spedizioni effettuate dall'uomo nella ricostruzione di un passato che è un po' anche suo. Se vi trovate a passare sulla highway 40 nello Utah e non sapete spiegarvi cosa sia quella figura scura che si vede da chilometri di distanza, non preoccupatevi: è un dinosauro in fibra di vetro che dagli anni sessanta fa la guardia al vicino Dinosaur National Monument: come siano andate questa e altre storie potete gustarlo nelle pagine dell'epopea descritta da Colbert.