La caduta dei Golden - Salman Rushdie - copertina
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La caduta dei Golden Salman Rushdie
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Descrizione

Salman Rushdie torna a raccontarci una nazione e il nuovo secolo con la forza evocativa e la leggerezza ammaliante del grande scrittore che si muove con disinvoltura tra le luci cinematografiche di una realtà fatta di riflettori e finzioni, e i sortilegi di un mondo antico che conosce fin troppo bene.

Avevano un gusto eccellente, vestiti eccellenti, parlavano un eccellente inglese, e non erano più eccentrici, poniamo, di Bob Dylan o di qualsiasi altro ex residente locale. I Golden, insomma, furono accettati perché erano accettabili. Adesso erano americani. Alla fine, però, le cose cominciarono ad andare a rotoli. Queste sono le cause della loro caduta: una lite tra fratelli, una metamorfosi inattesa, l'arrivo nella vita del vecchio di una giovane donna bella e determinata, un omicidio. (Più di un omicidio.) E nel lontano paese senza nome, finalmente, un buon lavoro di intelligence.

Salman Rushdie torna a raccontarci una nazione e il nuovo secolo con la forza evocativa e la leggerezza ammaliante del grande scrittore che si muove con disinvoltura tra le luci cinematografiche di una realtà fatta di riflettori e finzioni, e i sortilegi di un mondo antico che conosce fin troppo bene. Il suo protagonista si chiama Nero Golden, è basso, perfino tozzo, con i capelli tinti tirati all'indietro ad accentuare il suo picco del diavolo, ha occhi neri e penetranti, avambracci da lottatore, terminanti in grosse mani pericolose, cariche di massicci anelli d'oro tempestati di smeraldi. Suona il violino, ha il culto dell'antica Roma e vive nella lussuosissima "Golden House", una Domus Aurea piazzata nel centro del Greenwich Village. Nerone, imperatore megalomane e paranoico, è il suo modello, e noi siamo avvertiti: qualcosa prima o poi brucerà. Salman Rushdie, l'angloindiano che vive a New York, ci racconta una storia fatta di figli predestinati e sfortunati, amori intriganti, segreti e confessioni inattendibili. Ci racconta la New York degli oligarchi russi, il terrorismo, le fake news e la finzione che vince a mani basse sulla realtà, l'ascesa di un presidente mitico e di un miliardario che assomiglia tanto alle caricature cinematografiche. E ci trascina davanti a un vertiginoso interrogativo: quando il confine tra la pagina e il palcoscenico è superato, siamo sicuri di saper ancora distinguere tra una fantasia pericolosa e la realtà deviata?
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Dettagli

2017
10 ottobre 2017
452 p., Rilegato
9788804681977
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Indice

Nel giorno dell'investitura del nuovo presidente, quando noi temevamo che potesse essere assassinato mentre camminava mano nella mano con la sua eccezionale consorte tra ali di folla acclamanti, e quando tanti di noi erano sull'orlo della rovina economica a seguito dell'esplosione della bolla dei mutui, e quando Isis era ancora una divinità-madre egizia, un ultrasettantenne re senza corona arrivò da un paese lontano a New York con i suoi tre figli senza madre per prendere possesso della sede del suo esilio, fingendo che non ci fossero problemi nel suo paese, nel mondo o nella sua storia personale.

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Maurizio Ricci
Recensioni: 4/5

Un buon libro, che qualunque scrittore potrebbe esibire con orgoglio, ma qui si tratta di Salman Rushdie, non uno qualsiasi. Mi pare di cogliere qui una certa stanchezza; diversi aspetti sono ripresi da opere precedenti e se l'esperienza (e la maturità sia stilistica che anagrafica) e la maestria tecnica dell'Autore rendono piacevole il tutto, si perde la freschezza dei tempi migliori. Soprattutto ripensando a "l'ultimo sospiro del Moro" o a "Shalimar il Clown", il confronto lascia un po' di amaro in bocca. Un'opera pur non riuscitissima di Salman Rushdie resta comunque una lettura imprescindibile.

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totemdicarne
Recensioni: 4/5

Bello ma comunque ho preferito shalimar il clown e 28giorni eccetera.

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Andrea M.
Recensioni: 5/5

Il romanzo è notevole, seppur imperfetto e fragile, a voler essere severi: qualche sbavatura di trama, qualche approssimazione nella struttura, qualche pagina in cui si appesantisce o si esagera un po’ (penso in particolare a quelle che raccontano della parte indiana della vicenda di Nero Golden o di alcuni personaggi, troppi caricati di effetti speciali ). Il tono no e lo stile neppure: quelli sono di gran pregio e il piacere della lettura è fuori discussione. La voce narrante che Rushdie scova in questo romanzo è armonica, accattivante e anche con echi nobili. In generale sorprende la capacità con cui questo scrittore indiano si è imbevuto non solo di temi e stilemi americani, ma anche delle sue suggestioni letterarie e soprattutto cinematografiche. Quel che mi pare importante è che il libro finisce col trarre beneficio persino dai suoi difetti. Perché la causa della sua fragilità e delle sue imperfezioni è anche un pregio e cioè la sua immediatezza, la sua freschezza. La cosa veramente notevole sta nel fatto che riesce a stare sul presente riuscendo ad andare nella profondità. Spessissimo i libri che parlano del momento in cui viviamo, quello storico intendo, tendono ad essere schiacciati, a non avere prospettiva, a fotografare un pezzo della superficie della realtà. La partecipazione fa mancare la visione storica, lo sguardo lungo, l’analisi. Rushdie invece ha la capacità di andare a scovare o di intuire le radici della rabbia, della decadenza e della follia dell’occidente del benessere diffuso, della classe media, della democrazia.

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Salman Rushdie

1947, Bombay

Salman Rushdie è uno scrittore indiano naturalizzato britannico. Nato a Bombay, si trasferisce a Londra all'età di 14 anni e studia al King's College di Cambridge. Il suo stile narrativo, che amalgama narrazione realistica e invenzione mitica, è stato descritto come collegato al realismo magico.Tra le sue prime pubblicazioni: le novelle Grimus (1974), I figli della mezzanotte (1981) e Vergogna (1983). Con I figli della mezzanotte vince il Booker Prize nel 1981 e ottiene un inaspettato successo popolare e critico.Dal 1989 vive in clandestinità, dopo la condanna a morte decretata da Khomeini e dal regime degli ayatollah seguita alla pubblicazione del libro Versetti satanici, ritenuto blasfemo verso la religione del Corano. In seguito pubblica una relazione...

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